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da qui
Il mondo comincia a perdersi nel magma delle lingue, delle culture, delle fedi. Se non so chi sono divento pavido o aggressivo, dipendo dagli altri, cerco nel clan o nel nemico di legittimare la mia vita. E’ difficile pronunciare una parola vera, persino il nascere di un pensiero sincero è messo in discussione. Da dove vengo, dove sono diretto, in quale città mi riconosco? Quale strada sento come mia, riconoscendone ogni svolta, identificandone agilmente sapori e odori, e soprattutto progettando un itinerario possibile, custode delle tracce di un futuro? Se non so chi sono me lo deve dire un altro; che lo possa scoprire attraverso un’analisi affidabile. Che la mia anima viva almeno tra le pareti asettiche di un laboratorio.

che monàda! che sempiàda! puteessi, sempiessi!
Concordo con Lucy: na monàda! E non sono nemmeno loro che l’hanno richiesto, ma quelli dell’analisi che si son fatti vivi. E mandarli a cagare ogni tanto?
Blackjack.
forse, per ritrovare le nostre radici dovremmo ritornare al racconto, alla storia della famiglia, alla memoria tramandata di madre in figlia…
un abbraccio, fabry
f&r
non credo che le vere radici delle persone siano leggibili nel dna, ma si sa: gli americani so’ strani!
ciao!
claudia