Provocazione in forma d’apologo 139

C’era un tale che aveva un sacco di cose da dire a Dio: dubbi, lodi, consigli, anche durissime critiche. Siccome non ne faceva mistero, è ovvio che molti lo commiserassero, e che altri se ne prendessero gioco. Ma quel tale, senza darsene per inteso, un bel giorno si mise in viaggio davvero, per trovare Dio e vuotargli davanti il suo sacco.

Cammina cammina, chiedi in giro, suda, fatica, ed ecco che d’un tratto sentì d’aver raggiunto la meta.
Quello che vide quasi gli tolse la parola, sicché Dio, dopo aver pazientato per un po’, gli chiese: “Ho saputo che avevi qualcosa da dirmi. Ebbene?” “Ebbene…” balbettò l’uomo “ebbene… temo d’averlo scordato” però subito aggiunse “ma lasciami stare qui, a guardarti.” “Come ti pare” concesse, sbrigativo, Dio “ma non startene lì impalato, siediti almeno!”
L’uomo distolse gli occhi da Dio e si guardò intorno: nel luogo non c’erano sedie.
L’uomo ne prese una e sedette.

8 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 139

    1. robertorossitesta

      Caro Mario,
      è quello che dico anch’io, e pare che non stia nemmeno scomodo.
      Un saluto a te,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Cara arla,
      ci sono cose che proprio quando le vediamo ci sfuggono.
      Ciao,
      oberto

  1. nadia agustoni

    Roberto alcune volte riesci a sorprendermi.
    E detto tra noi mi piacerebbe ogni tanto diventare invisibile, girare qua e là senza che mi vedano.
    Un saluto

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  2. robertorossitesta

    Cara Nadia,
    purtroppo sono più frequenti le sorprese cattive di quelle buone.
    Quanto all’invisibilità, per riprendere l’apologo, c’è sempre il rischio che qualcuno, scambiatici per una sedia invisibile, ci afferri e ci si sieda sopra.
    Un saluto,
    Roberto

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  3. Anna Maria

    Stavolta ho letto come sorprendentemente consolatorio (nel senso più pieno del termine) l’intrecciarsi tra vita attiva e vita contemplativa che proponi. Sarà il momento che mi impone la lettura empatica? Non so dirlo con certezza, ma ti ringrazio per lo stupore della chiusa, Roberto.

    Rispondi
    1. robertorossitesta

      Cara Anna Maria,
      persino il più loico dei diavoli a un certo punto ha bisogno di una qualche consolazione.
      Alcune mie soluzioni, confesso, sorprendono anche me, tanto che mi interrogo a lungo, nel timore si tratti ad es. di citazioni inconsce. Questo pezzo, venutomi d’un tratto, mi pareva di conoscerlo già; ma di sicuro non l’ho mai letto da nessuna parte.
      Un saluto,
      Roberto

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