[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=lETVilXSfNY]
da qui
In questi giorni si è discusso animatamente – e probabilmente ancora si discute – su Lpels, di Darwin ed evoluzionismo. Difficile accordarsi sui presupposti e lo svolgimento scientifico della teoria e di tutti i corollari che comporta. Al termine evoluzionismo preferisco la parola evoluzione, perché porta il segno di una crescita, di un superamento. Potrei fare mille esempi; il primo che mi viene sotto mano è questo.

purtroppo, pare che gli ascolani, dopo la sconfitta per 3 a 1, non abbiano apprezzato il gesto dell’allenatore.
neppure la federazione apprezza visto che avvieranno un inchiesta sul “caso”
è dura la vita di chi sceglie di evolvere… in ogni campo!
ma il gioco vale la candela (che nel buio di questo mondo si fa sempre più necessaria)
un abbraccio, fabry
f&r
purtroppo l’evoluzione naturale plasma la nostra costituzione organica, non l’etica o la morale.
Sarebbe interessante capire CHI LAVORA per plasmare l’etica e la morale. Qualcuno ha dubbi sul fatto che questo sia un obiettivo primario?
Blackjack.
grazie.
sì, è l’obiettivo primario, Black.
dobbiamo dare una svolta nel senso del bene, con la nostra libertà.
solo così assecondiamo qualcosa che è scritto nell’universo, e conta veramente.
mi permetto di inserire una poesia ispirata dall’argomento, grazie
un ordine ci governa, fa parte
della materia. non dire chi
lo infuse: come intuire la mano
che gettò in terra il seme? un ordine senza nome,
non caos, grembo amorfo
e cieco, è emerso
da un grumo collassato
di tempo, punteggiando da allora
e creandolo il tempo. perché nessuno
assiste a un evento se occhi
stupefatti non ne colgono le stigma, se
lungo la china nessuno s’incarna
e ne dice ne parla e, specchiandosi,
ne fa coscienza.
perché un ordine ci governa, un
ordine senza nome. vedere e cercare
ciechi non significa negare. superbo!
qualcuno disse a chi, chinato e immerso
ai ginocchi rimestava nel torbido. ma
quel dito è segno di ridicola albagia:
pochi i puntelli a cui tenerci.
nella grande sinfonia della natura,
non siamo neanche un rondò, un’overture.
Siamo poi solo delle scimmie con il pollice opponibile e un cervello giusto un poco più evoluto, ma nulla di che. Con la differenza sostanziale che le scimmie sono, in molti casi, più civili e morali di noi che ci diciamo specie dominante di fronte a un supposto dio.
Già, solo che le scimmie sono meno prevedibili dei tuoi commenti, in natura infatti non esiste il luogo comune, cosa che invece sembra essersi ben radicata nel consesso umano.
Anche questo ci distingue dagli altri esseri viventi, che possiamo concepire pensieri che vanno contro l’ordine naturale delle cose, ma dall’altro lato, conosciamo un’eccellenza che è preclusa agli animali, la possibilità di trasformarci e di vedere l’invisibile, di fare l’esperienza dell’incomprensibile.
E questo è sempre stato possibile, indipendentemente dall’evoluzione presunta della specie.
grazie.
e grazie della bella poesia, Domenico.
dal mio punto di vista, lo spirito è il vertice dell’evoluzione che conosciamo.
ma c’è qualcosa di ancora più evoluto: orientarlo al bene.
Tu ti sei elevato a “dominante” e ad essere capace di “fare esperienza dell’incomprensibile”. Hai molta fede in te stesso. Troppa. Forse ti farebbe bene rileggere Socrate.
Era comunque scontato che mi dessi addosso, caro Mario. Certi commenti li lascio per te e per chi come te che facendo finta di andare contro i luoghi comuni, in realtà li santifica e ne crea di più scontati e pericolosi.
Un link interessante circa gli esiti dell’evoluzione:
http://georgiamada.splinder.com/post/21846249
sì, interessante.
anche se sottovaluta un po’ l’intelligenza delle persone.
internet rimane un mezzo, per me.