17 pensieri su “Una grossa testa

  1. lucy

    non so se c’è qualche cosa che va pensato prima di qualunque altro pensiero rispetto a questo “fumetto”: però m’inquieta, mi fa il vuoto dentro e anche attorno, mi disturba e mi lascia un’intera rotonda malinconia, da voler essere albero del bosco, oppure microscopico aquilone nelle mani del bambino dalla grossa testa.

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  2. rosa di natale

    Sono abbastanza interessata alle contaminazioni verbovisuali, e l’esperimento che viene qui proposto l’ho già letto/visto…Ma non mi convince questa resa fumettistica, trovo indebolisca il racconto: per me il suo carattere sta nella concisione, e non lo frazionerei in una sequenza per scandire ogni suo singolo momento. La stringatezza della narrazione a mio parere non si concilia con una soluzione che tende a didascalizzarla.

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  3. Emanuele Kraushaar

    ciao Carla,
    trovo sempre difficile rispondere a domande riguardo ai miei racconti; la domanda è lecita assolutamente, ma non credo che la risposta possa dartela io che ho scritto solo quelle poche righe e non so altro di questa storia.

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  4. rosa di natale

    Non ho capito la gentilezza, e se tira in ballo il mio commento…
    Ma credo che chi si esprime scrivendo o in qualsiasi altra forma, cerca opinioni, valutazioni, apprezzamenti o critiche, non cerca gentilezze.

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  5. sofia

    Come se fosse un tentativo di voler accedere al”mistero della natura” per comprendere forse quello dell’uomo.
    Trovo questo racconto “mistico”.

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  6. sofia

    PS. Secondo me la resa fumettistica non depotenzia la forza del racconto.Le parole e le immagini fondendosi diventano pura poesia.

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  7. rosa di natale

    (11) Come preferisci.
    Per me la forza del racconto è nel suo poco, nell’esser breve, nell’esser circoscritto alle sole righe che ha deciso di raccontare. E quello che non viene detto non ha bisogno di essere completato, perché altrimenti l’autore l’avrebbe raccontato lui stesso. Non è quindi mancante, è presente. Ma è una presenza che ha valore nella sua assenza, appunto. Per questo la sua stringatezza, per me, anche per il contenuto del testo, porta con sé immaginazione potenziale, un certo senso enigmatico e misterioso, qualcosa che è rimasto indefinito non per sciatteria narrativa, ma per volontà dell’autore. Ecco perché non darei un volto alla grossa testa con un’illustrazione. E non frazionerei la sua storia nei passaggi di una sequenza, perché la sua storia ha senso nella sua unità, come qualcosa che si assimila tutto d’un colpo, che si prende tutto insieme.

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  8. Paola renzetti

    Surreale e tenero, piacerebbe ai miei alunni. Credo che vorrebbero sapere più cose su di lui…ad esempio, se ha degli amici, come passa il tempo…
    E’ lui che guarda il cielo?

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