Provocazione in forma d’apologo 141

“Fiori rosa fiori di pesco” canticchiò per settimane la solitaria e affascinante giovane davanti alla vetrina in cui si trovavano due vasi cinesi dal fondo celeste come i suoi occhi e decorati a fiori di pesco rosa come le sue guance. Per settimane passò davanti alla vetrina ogni volta temendo che i vasi fossero stati venduti; ma no, erano sempre là, ad aspettarla; e come venne il giorno di paga lei corse, al diavolo il resto!, a comprarli; e se li portò nella sua casa, dove li mise al posto d’onore.

Passarono gli anni e la donna prese marito; i vasi mutarono casa, ma non persero il posto d’onore. Anche l’uomo, messo a giorno di quella e altre storie, passando loro davanti canticchiava sovente “Fiori rosa fiori di pesco”. Il rito gentile andò avanti gran tempo, ma poi qualche cosa cambiò. L’uomo la prese alla larga: “Ma ricordi come finisce la canzone?”, e, siccome la donna non ricordava, soggiunse: “Il vecchio innamorato, dopo tanto, va a bussare alla porta di lei, e la trova con un altro”.
“Ebbene?” fece, sinceramente stupita, la moglie.
“Ebbene… è un pezzo oramai che vedo una specie di ombra alle tue spalle, come quella dell’uomo della canzone. E negli ultimi tempi quell’ombra è diventata una vera e propria folla di ombre.”
La donna gli diede uno sguardo rapido, non più di mezzo secondo; poi ribatté, materna e pratica: “Ma le prendi sempre le tue pastiglie per la pressione? Magari dovresti aumentare la dose; e se non basta, farti vedere dall’oculista!”
Anche l’uomo le diede uno sguardo rapido; poi rimase in silenzio. Ma certo, ma certo: pastiglie per la pressione, visite dall’oculista. Quella donna ha sempre ragione, ce l’avrà anche stavolta. Fidiamoci. Del resto, che altro fare?

15 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 141

  1. Roberto Plevano

    Un caro saluto nel nuovo anno! Gli autori di questa canzone sono stati negli anni settanta i principali costruttori dell’educazione sentimentale degli italiani, ben più che nelle generazioni precedenti i telefoni bianchi e la bimba tu non sai cos’è l’amor.
    Fiori di pesca, come lilacs out of the dead land, memoria e desiderio, e i tanti correlativi oggettivi canticchiati al tempo dei primi incontri e delle prime corse in macchina (quella di papà, a fari spenti nella notte, no?). Ce le porteremo nella tomba, certe canzonette.
    Assieme a qualcuna delle ombre du cui parli.

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    1. robertorossitesta

      Caro Roberto,
      come hai ragione. Mio padre non aveva l’auto e io stesso la patente l’ho presa a quarant’anni, perciò le corse a fari spenti nella notte sulla macchina del papà erano per me puri luoghi (sotto)culturali, come tanti altri ai quali mi ritenevo impermeabile e, massì, superiore. Eppure, accidenti!, hanno messo radici in me anche più dei lillà di Eliot; e il bello è che non me ne dispiaccio e vergogno neppure troppo.
      Grazie e un caro saluto a te,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Cara Nadia,
      sicuro: basta non morire prima e invecchiare abbastanza, e tutto finisce per diventare, nella saggezza o nella rassegnazione, “la cosa giusta”. Ma ogni tanto per qualche secondo anche in un senescente allo stato avanzato può farsi strada un guizzo, un urlo:
      “Che barba diventare vecchi e saggi per contemplare cimiteri di croci e “cose giuste”! E che rabbia continuare a ripercorrere i “sentieri allumacati da altri baci” della bellissima poesia di Giovanni Monasteri postata (a caso?) a Capodanno!”
      Poi, si capisce, subito tutto rientra nei ranghi: la dentiera nel bicchiere, la mano allungata nell’altra metà del letto; e, se va bene, la rinnovata scoperta dell’altra mano da stringere.
      Grazie e un caro saluto a te,
      Roberto

  2. Mutter Courage

    Tanto materna e tanto pratica pare la donna mia, quand’ella assai rimbrotta …
    Conclusione perfetta, come ha notato Nadia: “Fidiamoci. Del resto, che altro fare?” La prendo e la porto via con me, Roberto. Grazie

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    1. robertorossitesta

      Coraggio, Madre!
      Rispondendo a Nadia ho già risposto anche a te.
      Ma approfitto della circostanza per ricambiare ringraziamenti e saluti.
      Roberto

  3. Carla

    un bel Check-Up, ecco che altro fare!
    vedrai che oltre ai fiori di rosa e di pesco vedrà anche quelli di ciliegio!
    :-)))

    Ciao Robertino, Buon anno!

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  4. lucy

    sottotitolo: “l’amore ai tempi della dentiera”?
    spero in qualcosa di meno rassegnato per quei tempi. spero.
    buon anno, roberto.

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    1. robertorossitesta

      Cara Carla,
      per ottenere i risultati di cui parli, in alternativa a un bel check-up si potrebbe considerare una buona bottiglia, stappata da soli o in compagnia.

      Cara Lucy,
      anch’io spero di meglio per allora, ho parlato per scaramanzia. Quando faccio queste proiezioni, di solito oltre alla dentiera nel bicchiere ci metto anche l’occhio di vetro, per fare buon peso.

      Grazie, buon anno e un saluto ad entrambe,
      Roberto

  5. lorepat

    Senza dimenticare quello speciale talento che serve per invecchiare senza diventare adulti.

    Il nous fallut bien du talent
    pour etre vieux sans etre adultes.

    La chanson des vieux amants
    Jacques Brel

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    1. robertorossitesta

      Caro/a Lorepat,
      invecchiare senza diventare adulti a volte è persin troppo facile. Più difficile è non lasciarsi adulterare.
      Grazie e un saluto,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Caro/a Lorepat,
      la domanda è: a questa continua scoperta di integrità si accompagna una sempre rinnovantesi possibilità di ritentare, oppure “anche in questo caso” a un certo punto è richiesto di fare – silenzio?
      (Per i lettori chiarisco che mi rifaccio a un tuo (?) commento del 13-8-2007.)
      Grazie anche per questo cortocircuito, certo non fortuito,
      Roberto

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