Si discute molto sulla sindone custodita a Torino: una ricerca affascinante, che potrebbe rivelare il volto e il corpo di Gesù di Nazaret, uno dei più grandi uomini passati nella storia. C’è un’invocazione accorata all’interno della Bibbia: non nascondermi il tuo volto (Sal 102,3). Ricorda il kenegdo del Genesi, quando Adam si trova di fronte una presenza che è osso delle sue ossa e carne della carne, e può guardarla occhi negli occhi, con stupore. Nel mondo, tuttavia, ci sono molte sindoni, vittime su cui scarseggiano gli studi e verso cui mancano pellegrinaggi adeguatamente preparati: corpi ingombranti che nessuno pensa mai di custodire, che si desidera solo far sparire in fretta.


come tante altre cose che non ci piacciono o vorremmo ignorare.
grazie don per l’ennesimo frammento di anima che ci regali.
🙂
SM
Anche il corpo della sindone, sia esso quello del Cristo o di un uomo crocefisso nell’anno mille o giù di lì, è stato comunque trattato come l’ultimo dei corpi, schiacciato anch’esso sotto un peso, quello di una croce, innalzato a farne un muro di pena, di agonia e di monito. Un corpo anch’esso da far sparire in fretta. Potere di una immagine, di una storia che riesce ad accomunare i sofferenti, le loro croci. Potere della preghiera correre dove laddove c’è bisogno di tutto e lasciare un seme di vita, di speranza. Di resurrezione.
L’immagine più crudele è stata quella di un soldato che cammina su un tappeto di morti.A morire così,abbandonati,calpestati,
inghiottiti da fosse comuni o lasciati imputridire al sole, sono sempre gli ultimi.Anche in questo Cristo,appeso ad una croce, ha voluto essere il simbolo dell’ umanità povera e sofferente,colpita da una morte atroce.
Sono 21 gli italiani che risultano essere dispersi ad Haiti. Lo riferiscono fonti della Farnesina. A tre giorni dal devastante terremoto che ha colpito l’isola caraibica radendo al suolo la capitale Port-au-Prince, i soccorritori si sono trovati di fronte scene di morte, con cadaveri ancora in strada, devastazione e saccheggi. Il presidente haitiano, Renè Preval, ha reso noto che sono circa 15mila i cadaveri finora raccolti, 40mila i corpi già sepolti e 100mila probabilmente già morti ma ancora non rintracciati. E intanto la macchina degli aiuti umanitari si è messa in moto: il presidente americano Barack Obama ha annunciato l’invio di militari, di una nave ospedale e di 100 milioni di dollari. E Cuba ha accettato di aprire il proprio spazio aereo agli Usa, per agevolare il rapido trasporto degli aiuti. Anche l’Unione europea e altri Paesi hanno annunciato soccorsi. Il ministero degli esteri italiano: “Stiamo lavorando per completare il quadro il prima possibile”
da qui
http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/15/dirette/haiti15_gennaio-1953506/
ora, giustamente, si fa a gara per dare aiuti e si stanziano risorse e si chiedono donazioni
ma più giustamente si doveva fare a gara, si dovrebbe fare a gara, per costruire laddove c’è fame e miseria, chiedere donazioni per costruire un futuro dove l’orizzonte è limitato al tramonto del sole, stanziare risorse per costruire case che non si accartocciano.
la domanda è: perché i soldi si trovano solo dopo le catastrofi e mai per prevenirle?
un mondo migliore sarebbe davvero possibile, se solo ci fosse la volontà di costruirlo!
un abbraccio, fabry
f&r
Che paura Haiti! … e sono sicura che mi capiterà di ricordare questo tuo pensiero davanti a quei libroni su verità o non verità della Sindone che capita sempre di trovare da qualche parte 😉 grz! Saluti grandi A.
vi ringrazio.
sì, la fraternità nel dolore è più evidente, e l’uomo di Nazaret ne aveva da vendere (ma preferiva la gratuità).
e comunque bisognerebbe pensarci prima, troppo comodo fingersi eroi troppo tardi.