Maria Grazia Lenisa. L’intraprendenza.

(campane tibetane)

“L’Intraprendenza”, un testo di Maria Grazia Lenisa, da “L’Ilarità di Apollo” (Bastogi, Foggia, 1983).

L’INTRAPRENDENZA
Altro dono non ebbi che lei (vegetale, astro,
animale fantasia, trasparente corpo), Lei,
che dette alla mia razza infima l’inaudito
lusso del gong che suona nelle vaste sale
del tempo dove l’Irlandese dice forte:
“V’è assai pià intraprendenza nell’andar nudo”
E non è facile, mi lasciai la benda
sopra gli occhi per non vedervi, la grafica
autorità del corpo (seccati i bozzoli
dell’iride) palesemente a dire, noncurante
di chi ascolta.
Scrivo, non ho niente da perdere,
prodigo è il tempo per gli imbelli, avaro per voi.
Così di Lei ho lodato l’effimera vanità,
le cicatrici a chiudere le fonti della vita,
nel disumano modo in cui regolai passioni,
configurando in sogni le libidini. Stava –
dice Yeats – tra la sfinge pettoruta e Budda
con le molte pieghe dell’istinto, danzava
in figure mentali, convivendo astratta
tra l’una e l’altro, nuda, corpo d’assoluto
segno.
E questo per avere spazio nella pista
del tempo, non ghetto. Ho iniziato presto
la fronte sulla pagina (non fantasia romantica,
semmai un piglio preraffaellita di grazia),
ma rabbia che non muta il grigio se non
nella danza, che l’amore, dopo il volo, rientra
nella carne e si perde come ago nei glutei
ossidandosi. Così continua il ballo che si danza
distanti, remoti, senza viltà. Non c’è in terra
(così dice un Compagno) ciò che cercammo e tace,
stretta “in una notte immemore la più bella
delle rose”. Non c’è Forma che conosca oltre
quell’Ombra che si congiunge al corpo, accasciandosi,
ed ora in ginocchio, a terra, a terra, per cercarla.

M.G. Lenisa

*Il riferimento è a W. B. Yeats, l’Irlandese.

Ringrazio Marzia Alunni per avermi concesso di pubblicare la poesia.

6 pensieri su “Maria Grazia Lenisa. L’intraprendenza.

  1. nadia agustoni

    Caro Sparz,

    Maria Grazia Lenisa è ricordata in Lpels per la prima volta. In futuro posterò altre sue poesie e spero anche testi critici sul suo lavoro poetico perchè merita che più persone la conoscano. Oggi è Marzia Alunni, sua figlia, a curarne l’opera.

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  2. renatamorresi

    “Scrivo, non ho tempo da perdere
    prodigo è il tempo per gli imbelli, avaro per voi.”

    bè, che “intraprendenza” davvero, e che complessità piena di grazia, e che pensiero…

    grazie nadia, per questo e gli altri contributi di Lenisa che vorrai condividere qui

    un saluto,
    r

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  3. jolanda catalano

    Grazie, Nadia, per questa proposta molto interessante.
    Credo anch’io che la Lenisa meriti di essere più conosciuta.
    E grazie anche alla figlia che ci ha permesso di leggere una poesia
    densa di pathos e impetuosa e lieve nello stesso tempo.

    un carissimo abbraccio
    jolanda

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  4. nadia agustoni

    Ringrazio Renata e Jolanda per gli interventi.
    Come detto, tornerò ad occuparmi di Maria Grazia Lenisa.

    Un saluto

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  5. mariapia

    Sorprendenti, questi versi, questa poesia che non conoscevo.
    E aspetto senz’altro di conoscerla meglio,
    per le mani di Nadia A.
    Maria Pia Q.

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