[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=qbDUvC3-NUA]
da qui
Giornata faticosa, ieri: malati, ospedali, problemi insolubili da sciogliere in polvere d’ingegno e di pazienza per preti, laici e compagnia bella e – più spesso – meno bella. L’ultimo gruppo di fedeli maturi, almeno da un punto di vista cronologico, e finalmente a casa, dove accendo il computer per uno sguardo sul mondo virtuale, coi suoi problemi speculari, la massa gelatinosa di una rete infinita che attraversa la terra come una lava fredda. Chiudo tutto, m’infilo sotto le coperte, tirate fino al mento, in un istante perdo conoscenza, sogno, comincia un’altra vita, il rovescio di quella diurna, un programma su cui fatico a scrivere parole o premere tasti per orientare il senso. Riposo, abbandono, qualche ora di tregua dalla trincea sanguinosa e franante dell’esperienza quotidiana. Uno squillo perfora le immagini oniriche, le riduce a brandelli, prima che possa catturarne il senso. Allungo la mano, premo sul tasto che proietta l’ora sul soffitto: le due. Mi alzo, infilo le ciabatte, mi precipito al telefono, alzo la cornetta:
– Pronto! Pronto!
Non è pronto, è il solito burlone, ma questa volta sono in grado di memorizzarne il numero. Riguadagno il letto, devo riuscire a prender sonno, domani – anzi, oggi – sarà una giornata impegnativa. Mi addormento con un pensiero malizioso, di cui dovrei pentirmi.
All’alba mi sveglio, non ricordo i sogni della notte. Prendo il cellulare, compongo un numero, squilla ripetutamente, finalmente una voce impastata risponde con difficoltà:
_ Pronto! Pronto!
Mentre sto in silenzio, ripenso ai sonni persi, i sogni interrotti, la fatica di trovare pace nella trincea piena di sangue e frane delle ore che attendono il turno di essere vissute.
[ps
Sì, una giornata impegnativa: ci hanno appena sfondato il tabernacolo, vado a fare la denuncia.]

Caro Padre Fabrizio,
meno male che nella massa gelatinosa dilagante gli attributi di qualcuno si salvano.
Una stretta di mano,
Roberto
è terribile quando, nel pieno del nostro abbandono, uno strepito lacera l’aria e penetra nel sonno sconvolgendoci il risveglio…
il tabernacolo si ricostruirà…
un abbraccio solidale a te che affronti l’assurdo quotidiano col coraggio di chi continua a cercare di dargli un senso.
coraggio, fabry!
f&r
“…rete infinita che attraversa la terra come una lava fredda”.
Dal mondo quasi irreale e sognato a quello che brucia da vicino, anche troppo.
Pronti per le ore che aspettano.
Fabrizio, che scherzi da prete!
be’, che dire, finché siamo vivi, è grasso che cola…
grazie
fabry
Fabry,
come per la posta elettronica, ci vorrebbe un firewall anche per le telefonate spamming!
Tutto LPELS potrebbe ricambiare la “gentilezza notturna” a quel numero che hai memorizzato 😉
Uomo avvisato…
Quanto al tabernacolo…non ci sono parole, tranne le famose “non c’è più religione”!
Stranamente proprio ieri sera in TV hanno fatto uno special sulle sette…spero che non abbia attivato la mente di qualche squilibrato.
Un forte abbraccio,
Titti
di matti ce ne stanno tanti, e stanno quasi tutti qui, Titti!
un abbraccio
fabry