
Non esiste festa per i poeti. Ogni giorno è festa, per loro. E dunque, festa sia anche oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera. I poeti stanno fuori dal coro. Nessun coro, a dire il vero, li ama. Il potere graziosamente li tollera, anche perché poco o nulla incidono nei suoi disegni. I poeti stanno appartati, bastano a sé stessi. I poeti non si curano di premi e riconoscimenti, ma tengono anche loro famiglia. Cercano in sé stessi e nel mondo, intorno, il senso del vivere; compulsandola, la vita, con dita di versi, generando, senza saperlo, filamenti invisibili tra cose e persone, tra tempi lontanissimi. I poeti non chiedono nulla, nulla si aspettano, grati però di ciò che gli arriva.
Chi vuole, posti una poesia propria o altrui. Nessuna festa, sempre festa.

si
– i poeti stanno appartati –
la poesia è un intimo canto,
mi parlavano di dono, quando ho ammesso di non riuscire a declamare i miei versi, per me il dono è ciò che leggi in silenzio.
il rosa di questi fiori fa onore a questo giorno!
🙂
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
[Alda Merini, da Vuoto d’amore, 1991]
La prima rondine
venne iersera
a dirmi: – E’ prossima la Primavera!
Ridon le primule
nel prato,gialle,
e ho visto,credimi,
già tre farfalle.
Accarezzandola
così le ho detto:
-Sì è tempo,rondine,
vola sul tetto!
Ma perché agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.
La Pace,o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.
(G.Rodari)
Quando le rondini rondineranno ancora,
saette perfette puntate nel cielo mutante
tappeto volante ingombro di nubi
cavalli conigli cammelli
solcato da venti viandanti
che spargono a pioggia granelli
di terre d’oriente a ritmo assordante
quando a scuro di luna
remi a mano calano i gozzi
le reti nei pozzi di bave d’acciughe
allora vedrò
a prua del muro bastione
nella trasparenza del mare
i suoi fondali.
Grazie per il bellissimo post e per l’ospitalità.
Un brano essenziale, breve ma ricchissimo di spunti per la riflessione.
Una bellissima immagine, tra l’altro, che ha un forte potere rasserenante. Poesia e Primavera: stanno proprio bene insieme.
Un caro saluto. Piera
Sottoscrivo in toto le parole di Gianni Nuscis specie nei passaggi: “I poeti stanno fuori dal coro. Nessun coro, a dire il vero, li ama” e “I poeti non chiedono nulla, nulla si aspettano, grati però di ciò che gli arriva.” A Gianni un fraterno abbraccio e a tutti un cordiale saluto Marco Scalabrino.
LA POESIA
Accadde in quell’età… La poesia
venne a cercarmi. Non so da dove
sia uscita, da inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
bruscamente fra gli altri,
fra violente fiamme
o ritornando solo,
eri lì senza volto
e mi toccava.
Non sapevo che dire, la mia bocca
non sapeva
nominare,
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore,
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,
vaga, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti,
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.
Ed io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpagliò nel vento.
(Pablo Neruda)
Condivido quanto scritto e mi permetto di aggiungere le parole di un grande poeta:
“Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. E’ questa sua natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita: a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna.”
(Rainer Maria Rilke – Lettere a un giovane poeta)
Un caro saluto
Valeria
ciao
non ti posto una poesia ma questo testo non le fa torto. e l’autore è anche poeta oltre che un noto professore di letteratura.
la dedico a tutti voi, dal più profondo del cuore:
http://www.youtube.com/watch?v=3Z2n2QIQElc
vi voglio bene per favore continuate a scrivere.
SM
Buon non-compleanno, difatti..ed infatti, come per l’8 marzo, tali iniziative servano semmai a rendere raggiungibile tutto l’anno e tutti giorni le opere (e i giorni)..dei poeti. Mi assocerei a Nadia A, per ricordare Alda Merini, e alla nostra primavera, all'”aprire le zolle” infine suo, della vera poesia …
Anche se l’inizio stentiamo a vederlo, oggi… non soltanto astronomico.
Ciao, Giovanni! Maria Pia Q.
Bel post, mi piace!
G.
Ringrazio e saluto tutti con una delle più belle poesie di Kavafis:
Per quanto sta in te
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
Grazie, Giovanni, e un caro saluto, con una poesia beneagurante di Attila Jozsef:
Gli uomini dell’avvenire
Essi saranno la mitezza e la forza.
Strapperanno la maschera di ferro
del sapere, perché sul volto l’anima
si veda. Baceranno il pane, il latte:
carezzeranno il capo dei bambini
ed estrarranno con le stesse mani
ferro ed altri metalli dalle pietre.
Formeranno città dalle montagne
ed i loro polmoni quieti e immensi
assorbiranno tempeste, uragani;
si placherà ogni oceano. Saranno
sempre in attesa d’ospite imprevisto:
anche per lui prepareranno il desco
e gli apriranno il cuore.
Siate simili ad essi, perché i vostri
piccoli, che han di giglio i piedi, il mare
di sangue che dinanzi a loro giace,
possano da innocenti attraversare.
Grazie, Giovanni,
del bellissimo ritratto che fai del poeta, al quale vorremmo assomigliare davvero (tornando magari, perché no, ad assumerci qualcuna delle responsabilità che da un certo punto in poi non ci sono più state offerte, e che ci siamo abituati a considerare indecenti).
Quanto al fatto che tutti i giorni sia la nostra festa, vale soprattutto nel senso che cercano di farci la festa tutti i giorni, e che spesso ci riescono; ma mai fino in fondo, perché, sguscianti come anguille, quasi sempre raggiungiamo i nostri paradisi di fecondazione: specie quando ci pare d’essere andati in bianco.
Un abbraccio a te e a tutti gli amici,
Roberto
Rosa d’autunno ( addio al poeta )
E mentre scivolava fra la folla
non la toccò il dolore degli umani
ma più di tutto quello delle foglie
in stormi scese a indorar la bara,
quello dell’ape sola e infreddolita
confusa dal profumo di una rosa,
rosa d’autunno, spenta e scolorita.
E mentre scivolava fra la folla
udiva solo il canto di un fringuello
e più ovattate le parole vuote,
perse lungo i gradini del Famedio.
A lei mancava il gatto sui ginocchi
e un libro di poesie, soltanto quello.
( Sara Ferraglia )
Una bella istantanea di Alda Merini, della sua uscita dal mondo e della sua permanenza tra noi.
Complimenti a Sara
Ringrazio anche Giorgio, Roberto, Sara e Paola.
Un saluto caro a voi e a tutti gli intervenuti.
Giovanni
Iam ver egelidos refert tepores, iam caeli furor aequinoctialis iucundis Zephyri silescit aureis. linquantur Phrygii, Catulle, campi Nicaeaeque ager uber aestuosae: ad claras Asiae volemus urbes. iam mens praetrepidans avet vagari, iam laeti studio pedes vigescunt. o dulces comitum valete coetus, longe quos simul a domo profectos diversae variae viae reportant.
Zefiro torna e il bel tempo rimena…
Grazie, Fabrizio e Lucy.
Un abbraccio.
Giovanni
Mi associo a Sara e Paola, nel condividerne amore per Alda Merini, nel diffondere affinità, nel mescolarle alla poesia; essa così fa bene ci vuole (più) bene, Maria Pia.
PS e la giornata si allarga …vera prima vera
Non mi sono ricordata del 21, giornata dei poeti, nulla, non ho avvertito neppure un pizzicorino!
I poeti, sembrano “non fare più rumore dell’erba che cresce”, invece possono, con un solo verso, incidere più di mille parole. Sarà per questo che, sempre ci sono stati poeti incensati dal potere e poeti relegati ai margini. Il tempo ha sempre fatto e farà giustizia, ma chi si dedica alla poesia, chi la scrive, chi la legge, costruisce un argine alla barbarie.
Grazie Gianni, con l’augurio che il messaggio non faccia la stessa fine dell’altro che ho mandato cinque minuti fa: kaputt!
Grazie, Maria Pia. La giornata, e la sua festa, come si diceva, continua ad allargarsi:)
E grazie a Flora, vittima del leviatano wordpress che si nutre, talvolta, di commenti, e più ancora, di spamm.
Un saluto caro
Giovanni
Dal numero di partecipanti ai concorsi letterari, direi invece
che i poeti si occupano proprio tanto dei premi sparsi per la penisola, sconosciuti e famosi allo stesso modo, chi più strisciante e chi più palese. Ma oggi è primavera e l’oblio
ogni tanto fa bene a tutti, non solo hai poeti.Il mattino ha l’oro in bocca, una primavera che dura tutto l’anno.Ciao a tutti.
Ai poeti, scusate la clamorosa distrazione
http://youtu.be/9uVLGemFc2w
Grazie Giovanni! Bellissimo post.
Grazie Giovanni.
Il Poeta digita, compulsa come dici. Genera un senso, di passione, di urgenza. Stravolge le nostre ore, lavora quando gli altri oziano, nella culla universale del pensiero comune. Vede i mattoni del tempo accatastati, pronti ad essere usati da operai invisibili. Ama cose specifiche, che sfuggono al gusto imperante, rifugge a volte il mondo, lavora chino nella terra di nessuno, che è di tutti ma nessuno vuole. E’ nostro Padre e nostra Madre. Senza di Lui la nostra vita sarebbe diversa. Banalmente dico: peggiore.
Ad un amore
ti ho lasciata sola, a volte, a rovistare con la mente tra gli affanni degli anni vissuti insieme, con qualche baruffa di troppo, con un’intesa a volte persa senza avvedersene
rimpianti che a volte mi hanno rincorso, aggrappandosi; altre volte senza fiato mi hanno lasciato
ho le mani piene di gioia e gli occhi allegri; l’anima mia ribelle e curiosa, fatico a dominarla
mi perdo nei tuoi occhi, pago; un lago prezioso mi cade addosso
farfalla, tu come stai?
oro o argento?
poco importa, sai.
importante è il tuo respiro
e sentire della mente il lavoro fino
abbracciarti è calore, baciarti fiamma, tempesta far l’amore
amarti, poi, è la vita, che ruba alla vita l’amore di chi si ama
Lo sciamano
“Dimmi Sciamano” chiese il bambino ridendo “è morta o è viva la mosca che tengo stretta in pugno?”
Rispose lo Sciamano al bimbo “se aprirai la mano essa vivrà, se invece la chiuderai, allora morirà”.
Così continua dunque il Mondo a girare forte in tondo
e la sua gente a strillare – in coro alto e poi sommesso –
le cose amare che in capo un dì ci hanno messo.
“Usignolo amabile voce
messaggero di primavera… ”
Saffo
…e – come un naufrago scampato al suo sicuro destino ringrazia il cielo di poter ancora riporre lo sguardo nel suo azzurro e quindi con passione guarda ogni piccola cosa – così ho fatto io
che guardo il tuo viso e mi ci perdo
e dei tuoi occhi solcare voglio il mare
e lo sento caldo, è la mia casa è il mio deserto.
E’ l’ombra mattutina che mi segue fedele ovunque sia,
che in una dolce morsa mi schiaccia e vuol giocare
e che veloce si stringe all’anima mia.
Ed infine sa rendermi soddisfatto e sereno
e silenzioso sento che vuol placare
l’agitato oceano, ed il mare una volta ameno.
E, ti prego, assumi rapidi i pensamenti, sia nel Bene che nel Male;
e respira forte l’odore della Terra fino a tuffartici;
e placa del cuore i bisogni e del corpo i pensieri;
e osserva le cose prima di vederle e comprendi i fatti prima di ascoltarli dagli altri;
e non esitare a sbagliare se sei nel giusto ma rifuggi alla tentazione di agire se non conosci;
ed ama la precisione ed il dettaglio, così come il fiume grande della vita ed il suo scorrere tumultuoso ed irragionevole;
e sii sempre te stessa, sia quando ti sbeffeggeranno che quando ti adoreranno;
e rifiuta di cambiare se non per giusta causa;
e sii gelosa dei tuoi pensieri ma non a tal punto da ucciderli e nasconderli agli altri.
E se farai tutto ciò, Amore mio, troverai le verità che cerchi. E potrai così fermarti, paga, per un momento che durerà una eternità.
Tu
calmati, che sei tempesta
accenditi quando diventi tramonto
componiti come donna orgogliosa quando sei alba
sorridi, se vuoi, quando soffri
piangi quando ami
e amami quando piangi
illuminami quando ti accorgi di essere viva
cercami a tratti, se questo è per te
come un dolce adagiarsi tra noi
Primo vere
D’or la prima stagione è la più bella
ch’ apre la vita a tutte le speranze
si schiudono le gemme all’Arenella
e inventan di colori e di fragranze
come giovani madri che dal seno
fanno nascere i figli dell’amore
Il tepore s’intriga all’aer sereno
musiche in ciel compongono gli uccelli
e se le pene fan mesto il tuo cuore
lo rallegri pensando agli anni belli
miri il Creato e fai lode al Signore.
“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente. Leggiamo e scriviamo poesie perché apparteniamo alla razza umana. E la razza umana è piena di passione. La medicina, il diritto, l’economia e l’ingegneria sono nobili occupazioni, necessarie alla sopravvivenza. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, queste sono le cose per cui vale davvero la pena vivere.”
Film “L’attimo fuggente” di Peter Weir