21 marzo. Nessuna festa, sempre festa.


Non esiste festa per i poeti. Ogni giorno è festa, per loro. E dunque, festa sia anche oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera. I poeti stanno fuori dal coro. Nessun coro, a dire il vero, li ama. Il potere graziosamente li tollera, anche perché poco o nulla incidono nei suoi disegni. I poeti stanno appartati, bastano a sé stessi. I poeti non si curano di premi e riconoscimenti, ma tengono anche loro famiglia. Cercano in sé stessi e nel mondo, intorno, il senso del vivere; compulsandola, la vita, con dita di versi, generando, senza saperlo, filamenti invisibili tra cose e persone, tra tempi lontanissimi. I poeti non chiedono nulla, nulla si aspettano, grati però di ciò che gli arriva.
Chi vuole, posti una poesia propria o altrui. Nessuna festa, sempre festa.

35 pensieri su “21 marzo. Nessuna festa, sempre festa.

  1. carla

    – i poeti stanno appartati –

    la poesia è un intimo canto,
    mi parlavano di dono, quando ho ammesso di non riuscire a declamare i miei versi, per me il dono è ciò che leggi in silenzio.

    il rosa di questi fiori fa onore a questo giorno!
    🙂

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  2. nadia agustoni

    Sono nata il ventuno a primavera
    ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle
    potesse scatenar tempesta.
    Così Proserpina lieve
    vede piovere sulle erbe,
    sui grossi frumenti gentili
    e piange sempre la sera.
    Forse è la sua preghiera.

    [Alda Merini, da Vuoto d’amore, 1991]

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  3. Marco Crestani

    La prima rondine
    venne iersera
    a dirmi: – E’ prossima la Primavera!
    Ridon le primule
    nel prato,gialle,
    e ho visto,credimi,
    già tre farfalle.
    Accarezzandola
    così le ho detto:
    -Sì è tempo,rondine,
    vola sul tetto!
    Ma perché agli uomini
    ritorni in viso
    come nei teneri
    prati il sorriso
    un’altra rondine
    deve tornare
    dal lungo esilio,
    di là dal mare.
    La Pace,o rondine,
    che voli a sera!
    Essa è per gli uomini
    la primavera.

    (G.Rodari)

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  4. filo

    Quando le rondini rondineranno ancora,
    saette perfette puntate nel cielo mutante
    tappeto volante ingombro di nubi
    cavalli conigli cammelli
    solcato da venti viandanti
    che spargono a pioggia granelli
    di terre d’oriente a ritmo assordante

    quando a scuro di luna
    remi a mano calano i gozzi
    le reti nei pozzi di bave d’acciughe

    allora vedrò
    a prua del muro bastione
    nella trasparenza del mare
    i suoi fondali.

    Grazie per il bellissimo post e per l’ospitalità.

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  5. Piera

    Un brano essenziale, breve ma ricchissimo di spunti per la riflessione.
    Una bellissima immagine, tra l’altro, che ha un forte potere rasserenante. Poesia e Primavera: stanno proprio bene insieme.
    Un caro saluto. Piera

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  6. marco scalabrino

    Sottoscrivo in toto le parole di Gianni Nuscis specie nei passaggi: “I poeti stanno fuori dal coro. Nessun coro, a dire il vero, li ama” e “I poeti non chiedono nulla, nulla si aspettano, grati però di ciò che gli arriva.” A Gianni un fraterno abbraccio e a tutti un cordiale saluto Marco Scalabrino.

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  7. Valeria Bellagamba

    LA POESIA

    Accadde in quell’età… La poesia
    venne a cercarmi. Non so da dove
    sia uscita, da inverno o fiume.
    Non so come né quando,
    no, non erano voci, non erano
    parole né silenzio,
    ma da una strada mi chiamava,
    dai rami della notte,
    bruscamente fra gli altri,
    fra violente fiamme
    o ritornando solo,
    eri lì senza volto
    e mi toccava.

    Non sapevo che dire, la mia bocca
    non sapeva
    nominare,
    i miei occhi erano ciechi,
    e qualcosa batteva nel mio cuore,
    febbre o ali perdute,
    e mi feci da solo,
    decifrando
    quella bruciatura,
    e scrissi la prima riga incerta,
    vaga, senza corpo, pura
    sciocchezza,
    pura saggezza
    di chi non sa nulla,
    e vidi all’improvviso
    il cielo
    sgranato
    e aperto,
    pianeti,
    piantagioni palpitanti,
    ombra ferita,
    crivellata
    da frecce, fuoco e fiori,
    la notte travolgente, l’universo.

    Ed io, minimo essere,
    ebbro del grande vuoto
    costellato,
    a somiglianza, a immagine
    del mistero,
    mi sentii parte pura
    dell’abisso,
    ruotai con le stelle,
    il mio cuore si sparpagliò nel vento.

    (Pablo Neruda)

    Condivido quanto scritto e mi permetto di aggiungere le parole di un grande poeta:

    “Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità. E’ questa sua natura della sua origine a giudicarla: altro non v’è. E dunque, egregio signore, non avevo da darle altro consiglio che questo: guardi dentro di sé, esplori le profondità da cui scaturisce la sua vita: a quella fonte troverà risposta alla domanda se lei debba creare. La accetti come suona, senza stare a interpretarla. Si vedrà forse che è chiamato a essere artista. Allora prenda su di sé la sorte, e la sopporti, ne porti il peso e la grandezza, senza mai ambire al premio che può venire dall’esterno. Poiché chi crea deve essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura sua compagna.”
    (Rainer Maria Rilke – Lettere a un giovane poeta)

    Un caro saluto
    Valeria

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  8. mariapia

    Buon non-compleanno, difatti..ed infatti, come per l’8 marzo, tali iniziative servano semmai a rendere raggiungibile tutto l’anno e tutti giorni le opere (e i giorni)..dei poeti. Mi assocerei a Nadia A, per ricordare Alda Merini, e alla nostra primavera, all'”aprire le zolle” infine suo, della vera poesia …
    Anche se l’inizio stentiamo a vederlo, oggi… non soltanto astronomico.
    Ciao, Giovanni! Maria Pia Q.

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  9. Giovanni Nuscis

    Ringrazio e saluto tutti con una delle più belle poesie di Kavafis:

    Per quanto sta in te

    E se non puoi la vita che desideri
    cerca almeno questo
    per quanto sta in te: non sciuparla
    nel troppo commercio con la gente
    con troppe parole e in un viavai frenetico.

    Non sciuparla portandola in giro
    in balìa del quotidiano
    gioco balordo degli incontri
    e degli inviti,
    fino a farne una stucchevole estranea.

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  10. Giorgio

    Grazie, Giovanni, e un caro saluto, con una poesia beneagurante di Attila Jozsef:

    Gli uomini dell’avvenire

    Essi saranno la mitezza e la forza.
    Strapperanno la maschera di ferro
    del sapere, perché sul volto l’anima
    si veda. Baceranno il pane, il latte:
    carezzeranno il capo dei bambini
    ed estrarranno con le stesse mani
    ferro ed altri metalli dalle pietre.
    Formeranno città dalle montagne
    ed i loro polmoni quieti e immensi
    assorbiranno tempeste, uragani;
    si placherà ogni oceano. Saranno
    sempre in attesa d’ospite imprevisto:
    anche per lui prepareranno il desco
    e gli apriranno il cuore.

    Siate simili ad essi, perché i vostri
    piccoli, che han di giglio i piedi, il mare
    di sangue che dinanzi a loro giace,
    possano da innocenti attraversare.

    Rispondi
  11. robertorossitesta

    Grazie, Giovanni,
    del bellissimo ritratto che fai del poeta, al quale vorremmo assomigliare davvero (tornando magari, perché no, ad assumerci qualcuna delle responsabilità che da un certo punto in poi non ci sono più state offerte, e che ci siamo abituati a considerare indecenti).
    Quanto al fatto che tutti i giorni sia la nostra festa, vale soprattutto nel senso che cercano di farci la festa tutti i giorni, e che spesso ci riescono; ma mai fino in fondo, perché, sguscianti come anguille, quasi sempre raggiungiamo i nostri paradisi di fecondazione: specie quando ci pare d’essere andati in bianco.
    Un abbraccio a te e a tutti gli amici,
    Roberto

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  12. Sara Ferraglia

    Rosa d’autunno ( addio al poeta )

    E mentre scivolava fra la folla

    non la toccò il dolore degli umani

    ma più di tutto quello delle foglie

    in stormi scese a indorar la bara,

    quello dell’ape sola e infreddolita

    confusa dal profumo di una rosa,

    rosa d’autunno, spenta e scolorita.

    E mentre scivolava fra la folla

    udiva solo il canto di un fringuello

    e più ovattate le parole vuote,

    perse lungo i gradini del Famedio.

    A lei mancava il gatto sui ginocchi

    e un libro di poesie, soltanto quello.

    ( Sara Ferraglia )

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  13. Paola renzetti

    Una bella istantanea di Alda Merini, della sua uscita dal mondo e della sua permanenza tra noi.
    Complimenti a Sara

    Rispondi
  14. Giovanni Nuscis

    Ringrazio anche Giorgio, Roberto, Sara e Paola.
    Un saluto caro a voi e a tutti gli intervenuti.
    Giovanni

    Rispondi
  15. fabrizio centofanti

    Iam ver egelidos refert tepores, iam caeli furor aequinoctialis iucundis Zephyri silescit aureis. linquantur Phrygii, Catulle, campi Nicaeaeque ager uber aestuosae: ad claras Asiae volemus urbes. iam mens praetrepidans avet vagari, iam laeti studio pedes vigescunt. o dulces comitum valete coetus, longe quos simul a domo profectos diversae variae viae reportant.

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  16. mariapia

    Mi associo a Sara e Paola, nel condividerne amore per Alda Merini, nel diffondere affinità, nel mescolarle alla poesia; essa così fa bene ci vuole (più) bene, Maria Pia.
    PS e la giornata si allarga …vera prima vera

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  17. flora restivo

    Non mi sono ricordata del 21, giornata dei poeti, nulla, non ho avvertito neppure un pizzicorino!
    I poeti, sembrano “non fare più rumore dell’erba che cresce”, invece possono, con un solo verso, incidere più di mille parole. Sarà per questo che, sempre ci sono stati poeti incensati dal potere e poeti relegati ai margini. Il tempo ha sempre fatto e farà giustizia, ma chi si dedica alla poesia, chi la scrive, chi la legge, costruisce un argine alla barbarie.
    Grazie Gianni, con l’augurio che il messaggio non faccia la stessa fine dell’altro che ho mandato cinque minuti fa: kaputt!

    Rispondi
  18. Giovanni Nuscis

    Grazie, Maria Pia. La giornata, e la sua festa, come si diceva, continua ad allargarsi:)

    E grazie a Flora, vittima del leviatano wordpress che si nutre, talvolta, di commenti, e più ancora, di spamm.

    Un saluto caro

    Giovanni

    Rispondi
  19. Michele Miccia

    Dal numero di partecipanti ai concorsi letterari, direi invece
    che i poeti si occupano proprio tanto dei premi sparsi per la penisola, sconosciuti e famosi allo stesso modo, chi più strisciante e chi più palese. Ma oggi è primavera e l’oblio
    ogni tanto fa bene a tutti, non solo hai poeti.Il mattino ha l’oro in bocca, una primavera che dura tutto l’anno.Ciao a tutti.

    Rispondi
  20. marco1963

    Grazie Giovanni.
    Il Poeta digita, compulsa come dici. Genera un senso, di passione, di urgenza. Stravolge le nostre ore, lavora quando gli altri oziano, nella culla universale del pensiero comune. Vede i mattoni del tempo accatastati, pronti ad essere usati da operai invisibili. Ama cose specifiche, che sfuggono al gusto imperante, rifugge a volte il mondo, lavora chino nella terra di nessuno, che è di tutti ma nessuno vuole. E’ nostro Padre e nostra Madre. Senza di Lui la nostra vita sarebbe diversa. Banalmente dico: peggiore.

    Ad un amore

    ti ho lasciata sola, a volte, a rovistare con la mente tra gli affanni degli anni vissuti insieme, con qualche baruffa di troppo, con un’intesa a volte persa senza avvedersene
    rimpianti che a volte mi hanno rincorso, aggrappandosi; altre volte senza fiato mi hanno lasciato
    ho le mani piene di gioia e gli occhi allegri; l’anima mia ribelle e curiosa, fatico a dominarla
    mi perdo nei tuoi occhi, pago; un lago prezioso mi cade addosso

    Rispondi
  21. marco1963

    farfalla, tu come stai?
    oro o argento?
    poco importa, sai.
    importante è il tuo respiro
    e sentire della mente il lavoro fino
    abbracciarti è calore, baciarti fiamma, tempesta far l’amore
    amarti, poi, è la vita, che ruba alla vita l’amore di chi si ama

    Rispondi
  22. marco1963

    Lo sciamano

    “Dimmi Sciamano” chiese il bambino ridendo “è morta o è viva la mosca che tengo stretta in pugno?”
    Rispose lo Sciamano al bimbo “se aprirai la mano essa vivrà, se invece la chiuderai, allora morirà”.
    Così continua dunque il Mondo a girare forte in tondo
    e la sua gente a strillare – in coro alto e poi sommesso –
    le cose amare che in capo un dì ci hanno messo.

    Rispondi
  23. marco1963

    …e – come un naufrago scampato al suo sicuro destino ringrazia il cielo di poter ancora riporre lo sguardo nel suo azzurro e quindi con passione guarda ogni piccola cosa – così ho fatto io

    che guardo il tuo viso e mi ci perdo
    e dei tuoi occhi solcare voglio il mare
    e lo sento caldo, è la mia casa è il mio deserto.

    E’ l’ombra mattutina che mi segue fedele ovunque sia,
    che in una dolce morsa mi schiaccia e vuol giocare
    e che veloce si stringe all’anima mia.

    Ed infine sa rendermi soddisfatto e sereno
    e silenzioso sento che vuol placare
    l’agitato oceano, ed il mare una volta ameno.

    Rispondi
  24. marco1963

    E, ti prego, assumi rapidi i pensamenti, sia nel Bene che nel Male;
    e respira forte l’odore della Terra fino a tuffartici;
    e placa del cuore i bisogni e del corpo i pensieri;
    e osserva le cose prima di vederle e comprendi i fatti prima di ascoltarli dagli altri;
    e non esitare a sbagliare se sei nel giusto ma rifuggi alla tentazione di agire se non conosci;
    ed ama la precisione ed il dettaglio, così come il fiume grande della vita ed il suo scorrere tumultuoso ed irragionevole;
    e sii sempre te stessa, sia quando ti sbeffeggeranno che quando ti adoreranno;
    e rifiuta di cambiare se non per giusta causa;
    e sii gelosa dei tuoi pensieri ma non a tal punto da ucciderli e nasconderli agli altri.

    E se farai tutto ciò, Amore mio, troverai le verità che cerchi. E potrai così fermarti, paga, per un momento che durerà una eternità.

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  25. marco1963

    Tu

    calmati, che sei tempesta
    accenditi quando diventi tramonto
    componiti come donna orgogliosa quando sei alba
    sorridi, se vuoi, quando soffri
    piangi quando ami
    e amami quando piangi
    illuminami quando ti accorgi di essere viva
    cercami a tratti, se questo è per te
    come un dolce adagiarsi tra noi

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  26. gum

    Primo vere

    D’or la prima stagione è la più bella
    ch’ apre la vita a tutte le speranze
    si schiudono le gemme all’Arenella
    e inventan di colori e di fragranze
    come giovani madri che dal seno
    fanno nascere i figli dell’amore
    Il tepore s’intriga all’aer sereno
    musiche in ciel compongono gli uccelli
    e se le pene fan mesto il tuo cuore
    lo rallegri pensando agli anni belli
    miri il Creato e fai lode al Signore.

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  27. M&C

    “Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente. Leggiamo e scriviamo poesie perché apparteniamo alla razza umana. E la razza umana è piena di passione. La medicina, il diritto, l’economia e l’ingegneria sono nobili occupazioni, necessarie alla sopravvivenza. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, queste sono le cose per cui vale davvero la pena vivere.”

    Film “L’attimo fuggente” di Peter Weir

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