via orologio vecchio era molto lunga.
chi abitava all’inizio vedeva il tramonto
molto prima di quelli che lo vedevano alla fine.
la merda degli asini si raccoglieva
nella curva dove i ragazzi giocavano a pallone.
facevamo sul serio allora,
ci riempivano anche le vene di sudore.
a gennaio via garibaldi era piena
di logge insanguinate
dal sangue del porco.
il vento di marzo dava nuovo slancio ai pazzi.
tutta una strada piena di risse e malumore,
ma il giorno del santo a giugno
si copriva di petali di rose
e il santo qui scendeva,
si fermava a bere un bicchiere nelle case.
via portolecchia aveva il grano
e piccoli papaveri davanti alle porte.
in fondo, verso la ripa degli impisi
c’era una barricata di spine.
quando ci si alzava nelle albe estive
per andare insieme verso la campagna
la strada diventava un giocattolo per i bambini.
via cafaro una volta la chiamavano
la strada dei pazzi. una strada storta, squilibrata,
con le nuvole che entravano e uscivano
dalle orecchie dei muli.
via tagliata d’inverno aveva la neve
che saliva fino alle finestre.
dentro le stanze imbiancate a calce
ardeva il fumo, ardevano storie
per stare insieme nella conca morta delle ore.
via cupa era la strada delle rondini
e dei suicidi: almeno uno all’anno.
la casa del morto per mesi e per anni
appariva più nera delle altre.
via marena è la strada del meccanico
che costruiva aeroplani perché ai suoi tempi
automobili da aggiustare non ce n’erano.
era una strada piena di gente inventiva.
a fianco al meccanico c’era il banditore
che faceva i suoi annunci in versi
e ti restavano in testa per anni.
poi c’era anche il prete patrisso.
la sua inventiva consisteva nel trovare
sempre qualche vedova da consolare.
via filangieri era la strada di nicolina la pazza,
quella che ogni tanto scopriva un seno
e se lo faceva succhiare da qualche ragazzo.
nicolina era odiata da tutte le donne
e negli ultimi anni usciva poco dalla sua strada.
grazie alla sua presenza, via filangieri
era sempre piena di ragazzi
che venivano da varie zone del paese
sperando di incontrare nicolina
e di trovarla pronta a cacciare il seno.
nicolina aveva un capezzolo nerissimo
e sempre duro, con un aroma di liquirizia.
quando nicolina non usciva sembrava
comunque di sentire questo aroma in giro.
via san nicola da qualsiasi parte la prendevi
avevi sempre il vento contrario.
forse per questo c’erano varie persone che passavano
il tempo a ubriacarsi e a picchiare le mogli.
il più violento era romeo menna.
ogni tanto con la scusa che era nervoso
se la prendeva pure
con le galline dei vicini.

una delle tue più belle poesie, Franco.
caro marino
queste che adesso sono scritte in versi
erano picole forme in prosa.
mi piace lavorare sulle forme e vedere l’effetto che fa….