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da qui
Chiedersi se Dio esista è ormai inattuale: è lui che si chiede, a tempo perso, se esista ancora l’uomo. Occorre fede per considerarci veri e degni di rispetto, inaffidabili, incoerenti e litigiosi come siamo. Se il male è il vuoto, il nulla, si aprono scenari in cui porzioni di realtà sprofondano nel caos. Sparlare, farsi le scarpe, togliersi il terreno sotto i piedi è pratica comune e condivisa: di questo passo, la terra trascinerà anche noi in un’ultima e fatale dissolvenza. Allora, dall’abisso, salirà la domanda su cosa avrebbe potuto mai salvarci: un gesto, una parola, la cipollina di Gruscenka, un saluto disinteressato, la visita a un moribondo impossibilitato a ricambiare, la carezza a un paralitico, il regalo generoso a un muto, due passi nel giardino sotto una pioggia martellante, un grido a squarciagola nel deserto, l’abbraccio nel buio al nemico irriducibile. Chissà quale opera convincerebbe Dio che l’uomo esiste veramente, e non sia una scia nell’acqua, l’effimera rugiada del mattino, un vuoto che si specchia nelle orbite scure dell’assenza. Forse, sarebbero sufficienti dieci dita che scorrono su tasti bianchi e neri, duemila orecchie in ascolto religioso, uno sguardo perduto nel reticolo di suoni e sogni solamente umani, per ritrovare il filo, e credere di nuovo.

bella domanda, fabry: chissà cosa ci salverà?
un abbraccio
f&r
Certo, la musica (e l’arte in senso generale) è, in molti casi, un aiuto importante per ritrovare il filo perso, il vero senso del nostro esistere, per aprirci all’amore di Dio, e poter essere da Lui davvero “conosciuti”; ma ovviamente la musica (per quanto nobile possa essere) non può bastare a trasfigurarci, traguardo che soltanto Cristo risorto può realizzare in noi.
Che il Signore ci sostenga e ci doni la forza di non arrenderci, di confidare sempre nell’onnipotenza del suo amore, per non sprofondare negli abissi del nulla, che è assenza di Lui!
Ti sono vicino, don Fabrizio
Un abbraccio nel Signore
Marco
PS Purtroppo Facebook – improvvisamente e senza alcun motivo legittimo – ha disabilitato il mio account, ma spero presto di poter tornare a comunicare anche tramite quel sito.
grazie a Fides e Marco.
ogni tanto FB fa di questi scherzi, poi si pente.
Chiedersi de Dio esiste…Dio che si chiede se esiste l’uomo…
Ma esiste anche una chiara e serena esistenza ATEA, dove SERENAMENTE non ci si chiede nè l’una nè l’altra cosa e altrettanto efficacemente e serenamente si vive nella solidarietà verso gli altri e nell’osservanza dei principi del vivere civile.
Io non mi sento una scia nell’acqua, l’effimera rugiada del mattino…non aspetto che qualcosa o qualcuno venga a salvarmi…
Mi sento , questo sì, sempre più emarginato da chi invece dovrebbe allargare la propria mente e le proprie braccia per accogliere benevolmente l’intero universo, come il suo Dio gli ha insegnato.
Io, Ateo, già lo faccio per conto mio.
Questa è una “terza” posizione fra le due domande esposte nel post.
Un saluto
Sara Ferraglia
Si dice che la musica sia il linguaggio degli uomini per esprimere ciò che a parole non riesce e la poesia il linguaggio preferito da Dio. Musica e poesia ci salveranno perchè sanno unire i popoli e andare oltre ogni confine, così dieci dita e un po’ di voce, una penna per un pentagramma e un foglio e Dio sa che esistiamo e se ci sconcertiamo ancora o anche solo meravigliamo di fronte a siffatta bellezza come dimenticare che Dio esiste?
Qualunque nome abbia Dio anche quello indefinito di chi non lo ha trovato e cerca o non cerca affatto
un abbraccio
SM
Caro Fabry,
vorrei offrirti un attimo di cielo o un po’ di poesia, come preferisci…
Ti va un biglietto per “Fabrizio De André. La mostra” che si tiene al Museo dell’Ara Pacis?
Dal 16 al 25 aprile c’è la XII Settimana della Cultura e nei giorni 23-24 e 25, l’Ara Pacis sarà aperta anche di notte dalle 20 alle 23 per ammirare i marmi colorati grazie ad un nuovo sistema di illuminazione.
Come vedi la scelta di giorni/orari è abbastanza vasta.
Io vorrei tanto andarci con Marco…Pensaci su e facci un fischio, tranne il 21 e il 22 – giorni di chiusura –
Un forte abbraccio,
Titti
Onestamente, non posso condividere l’idea espressa da Maria Stella (che afferma: “Musica e poesia ci salveranno […]”), perché soltanto Cristo risorto in persona può salvare e trasformare i nostri cuori e le nostre menti, nella misura in cui ognuno di noi si renda davvero disponibile ad aprirsi, con fede sincera e profonda, all’onnipotenza del suo amore. La domanda chiave è quella che ci suggerisce il Signore Gesù nel Vangelo secondo Luca: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Luca 18,8). La causa della lentezza, che ognuno di noi (che siamo corpo di Cristo, Chiesa Universale) mostra nel realizzare il piano che Dio ha affidato a tutti noi personalmente e comunitariamente, risiede proprio in questa fede labile, condizionabile, che soltanto la Parola di Dio (unitamente ai Sacramenti) può rinsaldare e rafforzare, rendendoci veri strumenti di Cristo per la trasformazione spirituale di questo mondo; perché questa è l’unica vera, autentica, affidabile Rivoluzione: quella che Cristo può realizzare nel cuore e nella mente di ogni uomo e di ogni donna nella potenza dello Spirito Santo, in vista della sua seconda venuta nella gloria.
“Io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
A Colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi,
a Lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.” (Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 3,14-21).
… soltanto Cristo risorto in persona può salvare e trasformare i nostri cuori e le nostre menti, nella misura in cui ognuno di noi si renda davvero disponibile ad aprirsi, con fede sincera e profonda, all’onnipotenza del suo amore.
sì, sicuramente, è fuor di dubbio:-)
però Marco, ti prego il mio nome è Stella Maria, lo so che l’sltro è più comune ma io ci tengo in fondo è la mia identità.
un abbraccio
SM
non mi dilungo a commentare, anche perché le omelie le faccio in chiesa e cerco di essere il più laico possibile.
Titti, purtroppo sono impelagato fino all’inverosimile.
Scusami, Stella Maria, per aver invertito il tuo nome.
In aggiunta a quanto detto nel precedente messaggio, credo sia importante sottolineare che non dobbiamo aver timore di dire, anzi di gridare al mondo intero: “Gesù Cristo è il Signore!” (Filippesi 2,11). Utilizzare un linguaggio intelligente, che sia il più vicino possibile ad ogni cultura e sensibilità, è cosa buona, ma senza aver mai timore di affermare l’unica Verità, che è Cristo risorto, che è soltanto “in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Colossesi 2,9), che Cristo è l’unico Signore e Salvatore dell’intera umanità, e questo siamo chiamati a testimoniarlo con chiarezza, senza timori e mezze parole ad ogni uomo e ad ogni donna di questo mondo (inclusi ebrei e musulmani).
Un abbraccio nel Signore
Marco
Ascoltare la musica o leggere una poesia attenua il dolore, fornisce idee e ispirazioni nei momenti più dificili ed esalta le situazioni piacevoli.
Forse è questo il loro mistero più grande: la capacità di tramutare la tristezza in una contemplazione da cui può scaturire la gioia o la consolazione.
Fabry,
anche il tuo blog ha un che di terapeutico per chi legge e chi scrive 😉
Non è cosa da poco sapere che c’è un appuntamento giornaliero al quale affacciarsi e nutrirsi di musica e parole.
Titti
grazie a voi.
si spera sempre di servire a qualcosa.