Le ali nere restano un mistero: per spezzare la luminosità del corpo efebico? Per indicare il lato oscuro di ogni somiglianza con la totalità e l’integrità di Dio? La fragilità dell’essere creato è anche nel sonno di Maria e nella debolezza del suo anziano marito, affaticato persino dal gesto semplice di sostenere lo spartito, regredito nella posa infantile dei piedi accavallati. Ma nella partitura musicale si nasconde il segreto della forza: gli studiosi vi rinvengono il mottetto dell’artista fiammingo Noel Bauldewijn, ispirato al Cantico dei cantici, parole ben note alla spiritualità cristiano – ebraica: io dormo, ma il mio cuore veglia. La vecchiaia e lo sfinimento rivelano un rovescio di energia e dinamismo, l’anima immortale che impregna la natura, l’albero, il paesaggio sullo sfondo, i sassi sparsi e il fiasco d’acqua piegato ad accogliere la musica come ospite dolce: solidale, nel simbolo oscuro delle ali, con l’imperfezione universale, ma pronto a sollevarsi alla somiglianza armonica col Tutto.


E’ “La fuga dall’ Egitto” o sbaglio?
Niente di piu’ azzeccato per un augurio di nuovo inizio grazie alla Pentecoste! (Don Fabrizio veglia su di noi come l’angelo dalle ali nere -ma poco importa- su Maria e Giuseppe)
Che lo Spirito Santo aleggi anche bel blog!
Buona giornata a tutti.
A.A. augurante ogni bene
l’angelo con le ali nere è un angelo futurista: voglio proprio vedere con l’inquinamento che abbiamo se gli resterebbero bianche!
le ali nere sono testimonianza del capriccio caravaggesco: se non rompeva un po’ i cabasisi ai grandi prelati, mica era contento. sono anche un sipario, una sintesi insieme al bianco del drappo: di qua il vecchio, di là il giovane. a mano sinistra la vecchiaia, la morte (la testa dell’asino va forse oltre l’aspetto realistico e narrativo), a mano destra la vita, su uno sfondo manierato, alla giorgione.
senza nulla togliere alla grandezza del merisi, il giuseppe vecchio mi fa venire l’allergia… ma, aimé, tanto poté la tradizione :-)))
l’angelo ha lo stesso profilo del giovane ingenuo dei bari, forse è lo stesso modello.
ha le ali nere forse per contrasto con la luminosità del corpo dal quale pare provenire la luce che irradia tutta l’opera (cosa strana perché la luce nelle altre opere attraversa i quadri provenendo dall’esterno)
altra particolarità sono i personaggi senza aureola, è solo l’angelo appena atterrato, con il suo canto a dichiararne il singolare rapporto con Dio: quam pulchra es!
un vecchio, una donna, un neonato, quanto di più fragile vi possa essere al mondo, visitato dalla luce di Dio, perché Dio non guarda ciò che guarda l’uomo.
un abbraccio, fabry
f&r
vi ringrazio, cari.
a proposito di cabasisi, appuntamento a domani con la Maddalena!
non conoscevo questo quadro. Anche a me le ali nere paiono una prefigurazione di un destino umano in bilico tra dissoluzione (inquinamento, armi, guerre, morte) e salvezza. Aggiornando Pascal: l’uomo è come sull’orlo di un abisso non tra il tutto e il nulla, bensì tra un nulla ormai incorporato e un tutto che rimane là, distante, come un ideale sempre più irraggiungibile.
i pittori erano grandissimi scrittori per analfabeti,ma ci mettevano del proprio, per fortuna,anche per chi analfabeta non era, come qui, questo angelo preso di schiena, che suona in primo piano il suo violino, costringendo in secondo piano la vergine e il bambin Gesù, mentre lo stanchissimo Giuseppe deve sostenergli lo spartito.tutto questo mentre si riposano durante la fuga in Egitto. Chissà come mai ? Forse il committente aveva a che fare con la musica?Ma perchè mettere in primo piano un angelo qualunque rispetto al bambinello? Dormiva, poveretto, sua madre stanchissima e provata nemmeno riesce a dire al bell’imbusto di smettere, nemmeno giuseppe, così umilmente disposto, sclazo e provato anch’esso, desideroso di silenzio e non di sviolinate a “cielo aperto.”
Artisti!Non stavano zitti e non gliele mandavano a dire, le segnavano per bene, nel quadro, per i posteri, che rammentassero.f
Vi ringrazio per quanto sapete “leggere” nella luce dei capolavori del Caravaggio.
L’unico contributo che posso dare e’ consigliarvi la visione di un documentario di Mario Martone “Caravaggio. L’ultimo tempo”.
buonanotte
beppe cucchi
ps x fabrizio
parlo poco, ma ti seguo sempre
grazie
grazie amici.
Beppe, mi fa piacere la tua presenza!
cercherò d’informarmi sul libro.
E se le ali nere rappresentassero il dualismo tra il Bene e il Male? Non fu l’artista perseguitato da questo dualismo? L’infinita bellezza delle sue tele e la violenza di una vita disperata.
E se l’atteggiamento di Giuseppe fosse solo rassegnazione?
Il volere di Dio è Mistero e l’uomo ha i suoi limiti, come la Madre di Cristo dimostra con la sua stanchezza.
una interpretazione legittima, Francesco.
il bello dell’arte è che non ha una soluzione a pagina tot, come accade nella settimana enigmistica.
forse per questo i quiz sono più frequentati dei quadri…