Il pozzo selvaggio (Carlos Marzal,Spagna,1961)

El Pozo salvaje

Por más que aburras esa melodía
monótona y brumosa de la vida diaria,
y que te amansa;
por más lobo sin dientes que te creas;
por más sabiduría y experiencia y paz de espíritu;
por más orden con que hayas decorado las paredes,
por más edad que la edad te haya dado,
por muchas otras vidas que los libros te alcancen,
y añade lo que quieras a esta lista,
hay un pozo salvaje al fondo de ti mismo,
un lugar que es tan tuyo como tu propia muerte.

Es de piedra y de noche, y de fuego y de lágrimas.
En sus aguas dudosas
reposa desde siempre lo que no está dormido,
un remoto lugar donde se fraguan
las abominaciones y los sueños,
la traición y los crímenes.
Es el pozo de lo que eres capaz
y en él duermen reptiles, y un fulgor
y una profunda espera.
Es tu rostro también, y tú eres ese pozo.

Ya sé que lo sabías. Por lo tanto,
acepta, brinda y bebe.

Il Pozzo selvaggio

Per quanto t’annoi questa melodia

monotona e opaca della vita quotidiana

e che ti ninna;

per quanto tu ti creda un lupo senza denti,

per quanta sapienza e esperienza e pace dello spirito;

per quanto sia l’ordine con cui hai decorato le pareti,

per quanta età ti abbia dato l’età,

per quante altre vite ti regalino i libri

– e aggiungi a questa lista quello che vuoi –

c’è un pozzo selvaggio in fondo a te stesso,

un luogo tutto tuo, come la tua morte.

È di pietra e di notte e di fuoco e di lagrime.

Nelle sue acque dubbiose

riposa da sempre ciò che non dorme,

un luogo lontano dove posano

le atrocità e i sogni,

il tradimento e il crimine.

È il pozzo di ciò di cui tu sei capace

e nel quale dormono rettili e un fulgore

e una profonda speranza.

E’ anche la tua faccia, e tu sei questo pozzo.

Io so che tu lo sapevi. Perciò

accettalo, brinda e bevi.

Traduzione di Susanne Detering

La scultura è di Ernst Barlach

4 pensieri su “Il pozzo selvaggio (Carlos Marzal,Spagna,1961)

  1. carla

    quanto è bella Stefanie…
    solo una cosa mi suona difficile da pensare,per quanto ci si possa sforzare…
    come si fa a credersi un lupo senza denti?
    😉

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  2. robertorossitesta

    Forse più rettili che fulgore, o un fulgore rettiliano, il che è inquietante.
    Grazie per queste scelte e un caro saluto,
    Roberto

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  3. Giorgina Busca Gernetti

    Il verso “hay un pozo salvaje al fondo de ti mismo” mi pare che raffiguri efficacemente l’abisso che si trova nell’animo di molti, in cui convivono ossimoricamente gli opposti, come luce e buio (i rettili?), bene e male, atrocità e sogni, ma anche una “profunda espera” senza la quale non si potrebbe continuare a vivere.
    Un caro saluto
    Giorgina BG

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  4. stefanie golisch

    grazie della condivisione di questa bellissima poesia a voi e grazie susanne per le ottime scelte!

    un caro saluto

    stefanie

    Rispondi

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