La rivoluzione è evidente: la prospettiva coglie l’angelo di spalle, dall’alto, in primo piano; è Maria a inginocchiarsi, contrariamente all’iconografia tradizionale. Caravaggio osserva la realtà da un’altra angolatura, un’ottica diversa. Che sia l’unico ad aver compreso le cose come stanno? Sarebbe singolare che uno sciupafemmine e un violento avesse indovinato lo scorcio giusto per contemplare i misteri della fede. Del resto, il quadro era incompiuto: si vede un’altra mano nell’immagine della Madonna inginocchiata, troppo sbiadita per essere sorta dalla fantasia potente del Merisi. E’ in questa dissonanza che si cela, forse, il segreto del dilemma, la formula di un’arte che è andata dritta al cuore delle cose.


la mostra finisce con quest’opera, come la sua vita. mi ha colpito molto questa scelta: dipingere, sul finire del sentiero, ciò che rimanda ad un annuncio di salvezza: non temere kekaritomene… è Dio che riempie di grazia, e, forse, l’uomo che sembrava perduto, lo ha compreso.
grazie, fabry
un abbraccio
f&r
Caravaggio come tutti mostra il suo cuore tormentato, diviso sempre fra il bene e il male, l’essere o l’avere, il piacere della carne e l’attrazione inevitabile per Dio, il figlio che torna a casa, la prostituta che si pente, l’adultera …. ma è vero, ciò che appare spesso non è che la semplice e vana, mutevole superficie mentre la verità e la realtà sono celate nel cuore, quel cuore dove un Dio imprevedibile scrive e legge e in cuore tormentato quel dio legge tormento ed estasi, verità che diventato luce su una tela dove chi muove il pennello non si sa se sia un uomo o Dio stesso.
grande don!
SM
Preferisco il Caravaggio carnale. Ma sono succube di quello spirituale, o che perlomeno tenta la carta della spiritualità.
E’ inutile infatti il discorso tra forma e materia.non v’è specchio che chiasmi i contrari tutto non vanifica ma rafforza la non pinealità del discorso.Caravaggio infatti rappresenta la vera dote ,il vero talento che E’ dell’uomo,non di Dio.Lo sbaglio che da secoli avvantaggia invece il divino inteso come genesi, è un fondamento errato e lucroso che l’umano ignorante del tutto fa nei suoi stessi confronti.Il grano è il mio non della bestia inviolata-quale è Dio- che è mio fratello e si fa ammazzare poichè me ne privi e non nutra la mia famiglia.Le figure intorno a quest’ultima ruotano dichiarando sempre lo stesso padre-madre,figlio-figlia.padre-figlio,madre-figlia,marito e moglie:uomo e donna.L’anima e fuori dal sè è una cognizione al di fuori dell’animus inconscio.E’un fenomeno che vivifica e si rapresenta nella donna amata.Nasce come parto dalla mente ma i connotati sono iperuranicamente già nella donna a cui ci si rivolge :che è madre -figlia:moglie,musa.
Nella maieutica dell’anima non esiste Dio,come creatore,come distruttore nelle avversioni maligne e rappresentate negli inferni che Orfeo subisce da ade e persefone.Ma l’inferno è il cielo stesso,il purgatorio e dovunque ci troviamo.Euridice sarà ovunque poichè già insita già nella donna.Non si faccia confusione con il serpente che quello è Dio.
Bellavia
Non si confonda ripeto mai:Adamo con Dio.il padeeterno,poichè si rincarna nel figlio Caino ecc:è ADAMO,non Dio.
andare dritti al cuore delle cose è un’arte per pochi, tu, fabry, sei maestro.
ciao!
claudia
ps:
si vede che il caldo comincia a fare le sue vittime :-))
grazie a tutti.
Fides, per me hai colto nel segno.
Uno “Sciupafemmine” (piuttosto, ne esistono ancora o è il contrario) e un violento. Ma noi sappiamo qualcosa di certo sul suo animo? Noi conosciamo (parzialmente) fatti e non i motivi che li indussero (fuori dalle ipotesi). E la visione della Vergine inginocchiata? Ci dice qualcosa?… Che ancora non sia stata trasportata nel Trascendente? Che sia ancora una donna comune?
So che non ti piace, ma accettiamo le cose per come sono e (sommessamente)ripeto: CREDERE è AFFIDARSI.
Ciao, Francesco.
il contrario di sciupafemmine dovrebbe essere curafemmine-salvafemmine-trattabenefemmine… no non ne esistono oggi.
Maria, in quanto kekaritomene e senza peccato originale non nasce come donna comune, in quanto madre del Dio che si fa uomo non è trasportata nel trascendente ma capace di far scendere il Logos nell’immanente…
accettiamo, sì, le cose per quello che sono: credere è anche cercare di comprendere.
f&r
la novità linguistica di questo dipinto mi sembra nella prospettiva e posizione dell’angelo.
è in lui la forza espressiva, drammatica addirittura.
Maria è risolta nella stessa tensione, ma l’immagine è trasformata in immaginetta, già santino. c’è gia Warhol che iconizza il cristo dell’ultima cena, trasformandola in immagine pop
grazie a Fides, Francesco e Alfonso.
l’evocazione del pop mi sembra suggestiva.