L’uva c’è, ma non riesco a distinguerla: eppure pare sia particolarmente dettagliata. Mi era successo lo stesso col ramarro. La lezione è questa: ciò che conta è nell’ombra, laddove non si vede, o non si vuole vedere. Giovanni Battista ha un’aria vaga, uno sguardo perso nel vuoto. Un momento di riposo, di sogno, quando il futuro è ancora un pampino di vite indecifrabile e invisibile. E’ il momento più bello, da un certo punto di vista: non ci sono limiti a illusioni e utopie, il mondo è come te lo immagini, nulla può vietarti di pensarlo secondo le tue attese. Eppure c’è qualcosa che attira l’attenzione, nella quiete apparente: il capro pronto al sacrificio, il drappo rosso come il sangue, il legno della croce su cui il giovane poggia mollemente il piede. Il futuro è presente: esce dall’ombra come l’uva, disposta a diventare vino sulla tavola dell’ultima cena, prima della morte.


Riflessione bella, come al solito.
Invece io non riesco a mettere a fuoco il legno della croce… Sara’ freudiano, in questo periodo di crisi in tutti i campi?
A.A.a. Help
e io non metto a fuoco l’ossessione di caravaggio per il battista: alla mostra ce n’erano tre esposti.
concordo sulla bellezza della riflessione su uno dei personaggi del Vangelo che amo di meno (mea culpa!)
un abbraccio, fabry
f&r
grazie Fides; caro amico, ti esprimo ancora la mia solidarietà e spero che i problemi si risolvano.
avevo tante cose da fare
tra le tante che gli altri
avevano da fare.
aveva un impegno per il mondo
per un mondo in cui
avevi voglia di sgolarti
che nessuno ti sentiva.
avevo un agnello da indicare
ma ancora non sapevo
nemmeno dove cercarlo.
avevo tante cose
che dentro mi passavano
ancora a me stesso da chiarire.
datemi tempo. lasciatemi un po’ di spazio
ho bisogno di stare ancora un po’ da solo
all’uva
e al vino
ho rinunciato.
sono tra le cose
del dentro
tra quelle
che arretrano nel buio
L’importante è nel buio. Si intravede appena per chi ha gli occhi adatti ad intravedere. Il Mistero lascia qualche traccia! Credere è l’unica via e se per Credere bisogna superare il Golgota ed il lavacro del sangue, tanto meglio.
Affidiamoci ed osserviamo.
Ciao Fabrizio, sempre pronto e puntuale.
“Il futuro è presente: esce dall’ombra come l’uva” .
Ciò che conta è dove finisce il dito indice della mano sinistra.
Un abbraccio.
che splendore…riesco a dire solo questo, ora.
il battista è colui che annuncia e anche Caravaggio ha avuto una specie di annuncio, un avviso anzi tempo.La testa mozzata, che poi è sempre la testa dell’artista, era la pena che gli avevano inflitto, a causa di uno scontro.E gli è rimasto dentro a tal punto che sempre, poi, lo fa affiorare dalle sue opere,anche quando realmente non c’è, c’è però l’indizio,anche quando è un ante- fatto in cui il futuro è in-visibile.Quanto all0uva, con i suoi connotati dionisiaci e divini allo stesso tempo, non fa che ribadire l’importanza data alla premonizione.f
grazie cari: anch’io ho tante cose da fare, come vedete…
però al vino non rinuncio!