Colpisce la crudeltà degli aguzzini, che altrove sembrano costretti a intervenire, mentre qui agiscono con sorprendente accanimento. Le radiografie, rivelando la presenza di un volto, conducono a ipotesi inquietanti: si è pensato al committente, che avrebbe chiesto di essere ritratto in uno dei carnefici. Pare, tuttavia, che la posizione sia troppo bassa rispetto al flagellato, per cui si trattava, più probabilmente, di un disegno precedente. La luce abbagliante approfondisce il dramma, un dolore che prorompe dall’ombra come un pugno nello stomaco. Eppure, persino questa tela ha scatenato le polemiche dei benpensanti, che criticarono il modello fisico utilizzato per Gesù, il gioco violento d’ombra e luce, la vistosità dei nudi. Del resto, Caravaggio è un gran misto di grano e di crusca, non si applica continuamente allo studio; ma quando ha lavorato un paio di settimane se ne va a spasso un mese o due con la spada al fianco e un servo di dietro; passa da un gioco di palla all’altro ed è sempre pronto ad azzuffarsi, a far risse e duelli. Come poteva cavarsela di fronte a un pubblico blasonato e aristocratico?


Dovremmo non dimenticare che a chi chiede di essere disumani si deve dire di no. Gli aguzzini di ieri e di oggi ci avranno mai pensato? Per molti è facile fingere dispiacere e pensare dentro di sè che qualcuno merita la tortura. Un saluto.
di fronte a questa tela è possibile comprendere il mistero dell’incarnazione
è un miracolo!
grazie, fabry
f&r
Concordo, sulla visibilità dell’Incarnazione, e sullo splendore *premiato* nel volto umano – e glorioso – della carne ..
Maria Pia Q
grazie: sì, a volte ci vuole un miracolo per difendere certi valori controcorrente.
questa volta il dipinto non mi piace, non mi convince, dal punto di vista della costruzione. anzi, meglio. è costruito bene, fin troppo. questa finezza formale, questa ostentata teatralità, toglie drammaticità al dramma. non che negli altri dipinti di caravaggio sia assente la impostazione da studio, ma nelle altre opere, a differenza di questa e poche altre, a me pare rimanga visibile lo spazio della costruzione, della finzione.
grazie, Alfonso.
pare che, visto da vicino, sia straordinario.
http://www.kfki.hu/~arthp/art/c/caravagg/03/271y_ram.jpg
anche questo è straordinario visto da vicino.
visto da vicino, a capodimonte. certo è più coinvolgente, ma resta l’impressione del costruito. grazie voi. per la bellezza del vostro cuore che sa vedere
A Carla.
“San Giovanni Battista” del Caravaggio, che hai “linkato”, è meraviglioso da vicino ma anche in riproduzione è di una bellezza “sconvolgente”, come del resto anche “Amore” pubblicato proprio ora da Fabrizio Centofanti, cui va tutta la mia gratitudine e stima.
Un cordiale saluto
Giorgina Busca Gernetti
il quadro con San Giovanni Battista piu’ che una pittura sembra una scultura con quell’effetto 3D che da’ anche senza indossare gli occhiali appositi che attualmente forniscono al cinema… anche per vedere le partite di calcio.
Caravaggio e’ insuperabile!
Don Fabrizio, le e’ piaciuto lo sceneggiato sulla vita del Merisi andato in onda in tv in tempi recenti? Una vita davvero avventurosa, sospesa fra gli estremi: genialita’ e dannazione.
non ho ancora sentito cosa ne pensa Don Fabrizio.
Neanch’io 🙁 e mi piacerebbe sentire il suo parere, di grazia, ma forse avra’ un altro periodo di lavoro duro in parrocchia…Speriamo si riaffacci presto nel blog.
grazie!
lo sceneggiato non l’ho visto, per cronica mancanza di tempo.
Non si preoccupi, tanto oggi e’ entrata l’estate e la Rai e’ gia’ partita con le repliche dei programmi invernali 😉 Stavolta, lo veda o lo registri, cosi’ poi ne riparliamo.
Per me l’attore Alessio Boni ha ben colto il personaggio del bello e dannato… Anche se non so se Caravaggio fosse bello, sicuramente incarnava il binomio “genio e sregolatezza”. Se ben ricordo, nel film sembra malato di una forma ossessivo-maniacale…un po’ come tutti i creativi a volte solari a volte tenebrosi.
Anche i poeti sono cosi’ combattuti interiormente? O quella loro e’ una forma artistica che richiede piu’ rigore e disciplina?
domanda difficile, amico: credo che ogni arte sia difficile per definizione.