Favole

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da qui

Ci fu un periodo, da ragazzo, in cui avevo deciso di imparare a cucinare: consultai un manuale, ne applicai alla lettera i consigli e sfornai un’amatriciana strepitosa. Da allora coltivai l’idea di poter riuscire in tutto con l’apporto di un prontuario indovinato. Le guide successive riguardarono la ginnastica coi pesi, gli scacchi, il calcio, le arti marziali e le tecniche psicologiche, come l’enneagramma. Oggi, conosco qualcosa che nessun manuale potrà mai insegnare: debellare l’egoismo, entrare in sintonia con il diverso. Da una parte mi dispiace, dall’altra mi attira l’idea che siano imprese uniche, destinate a passare per le forche caudine delle resistenze, i labirinti da cui solo in prima persona si può uscire. Mi è rimasta un’illusione: compilare un manuale di scrittura creativa, che nel mio caso sarebbe alla rovescia, alternativo ai tanti che ho sfogliato con tedio e insofferenza. La scrittura è tra le cose da prendere di petto, come gli orchi delle storie o i mostri che appaiono nei sogni. Prima o poi lo scriverò: spero sia all’altezza dell’amatriciana del ragazzo dei manuali, della sua fede recidiva nelle favole.

15 pensieri su “Favole

  1. f&r

    non credo che il tuo manuale di scrittura creativa alla rovescia resterà per molto nel mondo delle favole, non vedo l’ora di leggerlo!

    un abbraccio

    f&r

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  2. robertorossitesta

    Caro Fabrizio,
    la prima volta che ripasso da Roma mi fai la tua amatriciana. Lascia perdere il manuale di scrittura creativa, che ognuno
    – se gli tocca – deve imparare da sé. Già abbiamo la finanza creativa e vedi come stiamo messi.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  3. Anonimo

    Caro don Fabrizio, penso che la scoperta della sua vocazione (tramite l’incontro con Cristo nella persona di don Mario) abbia fatto di lei una persona nuova: via i manuali, vai col pretre a porter e la Chiesa del grembiule.
    Se non avesse incontrato la vocazione, sarebbe stato un perfetto uomo di lettere, ma forse sarebbe arroccato sui suoi manuali e chiuso al mondo. Grazie per la sua scelta coraggiosa!

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  4. Stella Maria

    Caro don,
    don Mario ha sempre sostenuto che hai due vocazioni, quale delle due sia più forte non saprei, secondo me la loro forza sta nel coesistere. Io credo fortemente in quel che don Mario diceva di te, anche perchè come Tommaso “ho toccato la carne viva”.
    Da una cattedra o dall’altare ciò che conta è l’uomo con la sua anima e il suo sapere. Importante è essere sempre fedeli a se stessi e credere fermamente in ciò che si fa, tutto il resto è dovuto a quel pizzico di… fortuna:-)che non guasta mai.
    Perciò “qui comincia l’avventura …” e buon viaggio in questa nuova impresa che sarà comunque un successo personale, una sfida vinta con se stessi e la vita, sia essa di chiesa o di cattedra.
    SM

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  5. lucypestifera

    io credo invece, lucyferina che sono, che le lettere rendano fabrizio il prete che è. se poi sa anche cucinare, se permettete, il valore del sacerdote raddoppia. poi vedo che va anche al pub: evvài! è questo che lo rende aperto al mondo: che non dimentica che ci sono dolori, e questo fa parte del grosso della sua vocazione, ma che ci sono gioie, anche molto piccole e carnali, senza le quali la fede sarebbe da manuale del mistico da manuale.
    a proposito di manuali: uno di scrittura per contrari io però me lo leggerei.
    un giorno potrò assaggiare l’amatriciana? io porto il vino.

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  6. fabrizio centofanti

    grazie cari.
    due notizie importanti:
    nella trattoria vicino alla parrocchia fanno l’amatriciana migliore del mondo (sono parziale, ma credo di andarci vicino)
    il proprietario l’ho sposato io (nel senso che ho celebrato il matrimonio), quindi si impegna ancora di più, quando mi vede arrivare.
    sì, aperti al mondo, fino alla fine.

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  7. matteotelara

    Allora mi sembra che la tavola sara’ affollata. E io mi unisco al gruppo, se permesso.
    Propongo amatriciana ricetta Centofanti, con brain storming su manuale di scrittura creativa alla rovescia e vino rosso.
    Il conto lo pagheremo creativamente…. in qualche maniera…..

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  8. annamaria orlandi

    Io porto la mia pasta senza glutine…..La buona tavola è una delle cose belle della vita.Pur non sapendo cucinare, storpiando le ricette da manuale, amo tanto la buona tavola e ammiro chi sa cucinare bene. Credo che anche questa sia arte, che segua un’ ispirazione, un’attitudine naturale. La storia dei talenti. Scrivere e avere la vocazione sacerdotale,e perchè no,saper cucinare sono tutti talenti da far fruttare,che stanno benissimo insieme. Le cose buone stanno sempre bene insieme….

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  9. alfonso

    al mio paese si usa un termine ambiguo: “manuàl”.
    l’ambiguità è nella bisemanticità del termine, che traduce, a seconda del contesto, manuale e manovale.
    caro Fabrizio in ogni caso già stai scrivendo, in quanto manovale nel cantiere in cui lavori, per il padrone che ti ha ingaggiato, il manuale che leggiamo.
    non lo dico qui per fare il “barbiere”, altro termine che dalle parti di Napoli sta per incensatore di idoli, ma perché, con amici con cui mi sento anche in privato, è una cosa che ripeto.

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  10. Rashide

    Caro Fabrizio,
    Con il manuale e con un puo della tua fantasia non c’e dubbio che la tua amatriciana deve essere una favola, cosi come tu scrivi la faresti parlare anche cantare.
    Il manuale verra pieno di sorprese come te.
    Un abbraccio.

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  11. Titti

    Fabry,
    aggiungi un posto a tavola!
    Mi prenoto per una copia autografata del manuale di scrittura creativa “alla rovescia” 😉

    Intanto ti dedico delle FAVOLE alla rovescia:

    Se cappuccetto rosso avesse fatto meno bosco
    avrebbe evitato che la nonna avesse un morso
    dal lupo che era infame e l’aspettava di nascosto
    però secondo me cappuccetto era d’accordo.

    La nonna era all’antica e stava sempre a protestare
    se cappuccetto sabato andava a ballare
    e fu così che prima di finire in manicomio
    ha fatto con il lupo come un patto-matrimonio.

    Rimasero nel bosco tanti anni come amanti
    e vissero senz’altro più felici e più contenti.

    Favole Favole
    siamo cresciuti con le
    Favole Favole
    per grandi e per bambini
    Favole Favole
    generazioni di
    Favole Favole
    se vuoi ci credi oppure no.

    Robin-Hood affascinava tanto la sua folla
    lui regalava sogni e una vita assai più bella
    rubava ai ricchi sì ma solo a quelli assicurati
    il suo motto era soddisfatti o rimborsati.

    I poveri prendevano quei soldi e poi contenti
    spendevano tutto in negozi convenienti
    non si accorgevano che tutto questo movimento
    c’era qualcuno ch’era più felice e più contento.

    Si sa che l’euforia cancella quasi ogni torto
    Robin riciclava un sacco di denaro sporco.

    Favole Favole
    siamo cresciuti con le
    Favole Favole..

    Va cadiglio cosa non ti torna
    in queste storie da teatro di rassegna
    urla sussurra sodoma e gomorra
    la favola più triste è che è scoppiata un’altra guerra
    false notizie milioni di cazzate
    come certe favole ce le hanno raccontate
    dico basta ragazzi non esisto
    non sono esagerato quando io sostengo che se

    Biancaneve fosse stata meno arrivista
    avrebbe certamente risparmiato una conquista
    e uomini normali con due spalle e con due mani
    non sarebbero diventati in poco tempo sette nani.

    Lei era molto bella e soprattutto intrigante
    con un mestiere antico che ha già fatto tanta gente
    ma lei era speciale con un fisico pazzesco
    i suoi clienti dicono che con lei era diverso.

    Tra uomini importanti gira tanta insicurezza
    lei li conquistava regalando una carezza.

    Favole Favole
    siamo cresciuti con le
    Favole Favole
    per grandi e per bambini
    Favole Favole
    c’è un’altra guerra delle
    Favole Favole
    se vuoi ci credi oppure no
    Favole Favole
    generazioni di
    Favole Favole
    se vuoi ci credi oppure
    se vuoi ci credi oppure no…

    Rispondi
  12. mbaldrati

    Voglio essere della tavolata! La Matriciana di Fabrizio o dell’oste che ha sposato, col Frascati di Lucy, chissà che non ce la facciano prima o poi…

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  13. laPitta

    Domenica passo dopo la Messa per avere notizie più dettagliate sulla trattoria dietro la parrocchia! 🙂

    (Anche quella che cucina mio marito però merita una menzione speciale!)

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