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da qui
Ci sono delle parti dimesse, nel discorso, destinate a rimanere ai margini. Quelle, per esempio, introdotte dall’espressione a parte il fatto o a parte che: elementi dati per scontati, buoni come rinforzo secondario rispetto ad argomenti decisivi, collocati in primo piano. A parte il fatto che non sai parlare in pubblico, come pensi di poter tenere una lezione sulla Akebia quinata senza averne visto una? Certe vite sono plasmate sul modello a parte che. Si tratta di persone che non aderiscono a quello che si dice o che si fa. Si cerca di coinvolgerle, toccando tutti i tasti immaginabili, ma loro se ne stanno fuori: potrebbe essere rischioso appassionarsi. A parte il fatto che esisti, amico, perché non ti butti, una volta, nella vita?

alcuni ci hanno provato ma nel tuffo si sono fratturati la colonna (dell’anima) fra C3 e C7, una frattura insanabile che ha provocato una inguaribile tetraplegia interiore.
(magari esistessero cure! ma certe vite sono paralizzate sul nascere e non c’è cura se non la compassione per chi proprio non ce la fa)
un abbraccio, fabry
f&r
Mhm, devo dire che sto’ discorso non mi piace: un adulto potrà ben scegliere da solo a cosa appassionarsi, senza dover farsi scandagliare l’anima con occhiali a raggi X della ditta SAME.
be’, Elio, sai quando cerchi di scuotere… ma la libertà rimane assoluta, anzi, relativa in quanto umana.
me li ricordo quegli occhiali! ci chiedevamo se funzionassero davvero…
vero Fides, certe craniate…
Un post a meta’ tra il manuale di scrittura creativa ed uno di formazione umana 😉
Bello! Grazie.
grazie, amico: chissà, magari lo scrivo davvero!