se incontrate qualcuno potete star sicuri
che si sente solo, smarrito e stanco.
non v’illudete, quello è uno come voi,
un compagno di banco.
la gravità trascina tutti verso il basso.
l’incuria e lo scoramento raggiungono punte
del novantasei per cento.

piaciuta, ciao franco.
sì, il finale ti strappa a forza un sorriso 🙂
senza quel “colpo di tacco” finale la poesia ci perdeva del 96%, secondo me. ciao elio!
a me sembra presupporsi tutta: il finale come il “compagno di banco”; coraggiose le rime, persino una rimalmezzo.
finale meno ironico di quanto sembri: viene da pensare “io speriamo che sono nel quattro per cento”, sapendo benissimo di essere nel novantasei.
proprio vero 🙂 un caro saluto Franz!
Credo sia possible arrivare a stare nel 4% se si procede alla distruzione del proprio ego. Per quanto mi riguarda, io sono purtroppo ancora nel 96%. Bella davvero!
che bravo!
per fortuna, caro Franco,
non è sempre così.
così è solo quando scriviamo 🙂
quando non scriviamo è perché stiamo bene,
e ce ne andiamo in giro allegri.
quelli che si “incontrano smarriti e tristi”, “scorati al 96%”, non siamo noi. a meno che anche noi qualche volta
siamo incontrati mentre andiamo a sottoporci a un rito funebre sociale, devoti al così si deve fare e alle apparenze
Bravo!
Mi ricorda un detto di Metastasio, se non erro, che fa cosi’:
Se a ciascun l’interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai che invidia fanno, ti farebbero pietà!
Cioe’ stiamo tutti sulla stessa barca: c’e’ chi e’ piu’ forte, chi dissimula meglio…ma tutti abbiamo le nostre rogne e gatte da pelare 😉