[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=7HMQOX3h7ZI&feature=related]
da qui
Da quando il Movimento aveva sequestrato le chiese e le sedi istituzionali, la situazione era tornata a essere quella dei primi anni, quando le comunità si riunivano clandestinamente nelle case, diramando la notizia che si sarebbe celebrata l’eucaristia alla tal’ora e nel tal luogo. Il papa trasmetteva messaggi tramite internet ma, con la rete controllata, bisognava ricorrere a stratagemmi sempre nuovi. Capernaum era l’ultimo nome con cui si faceva riconoscere, in ricordo della città dove Gesù, ospitato da Pietro, aveva soggiornato. Gli annunci erano sempre gli stessi: resistete, la preghiera aprirà spiragli nuovi, riusciremo a garantire la parola e il pane in ogni centro abitato. A volte si coglieva una stanchezza comprensibile in un uomo braccato quotidianamente: veniva voglia di fargli una carezza, di dirgli: su, coraggio, siamo con te, per noi la morte è una tassa da pagare all’oppressore, ma non ci faremo distogliere dall’obiettivo. Subito dopo si affacciava la domanda: qual è l’obiettivo? Riemergeva il ricordo di una vita libera, una fraternità senza frontiere, e l’immagine del regno promesso tornava a sovrapporsi alle ronde, alle catene, alle corde oscillanti negli angoli delle piazze e delle vie.

Qual è l’obiettivo?
questa è La domanda, o almeno dovrebbe esserlo, che dovremmo farci in ogni istante della vita.
un abbraccio, fabry
f&r
anche a me, ogni volta che ti leggo,
viene voglia di farti una carezza
Beh, almeno la liturgia non costava 25 sterline…
grazie, amici.
per venticinque sterline ascolterei volentieri gli U2.
“Lapis reprobatus caput anguli.”
e qualcuno ci rimane male…
grazie Francesco.