[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=mjZC0wnvk24&feature=related]
da qui
Eldo Scani nacque in provincia di Reggio Emilia diversi anni fa. Non sapeva rassegnarsi a quell’aria piatta che lo perseguitava: si chiedeva perché in tanti potessero spaziare con lo sguardo tra vette e abissi, colline amene e superfici marine, mentre lui, a perdita d’occhio, non vedeva che pianure e campi, campi e pianure, che alla fine gli uscivano dalle orbite per la disperazione. Diventò scrittore: nei suoi libri non contava la trama, quanto i riferimenti a scalate e immersioni; l’altezza e la profondità trasmettevano il piglio, l’accento, l’atmosfera. Perdette la vena la volta che fu costretto a descrivere particolareggiatamente una pianura. Cominciò a dipingere e, da tavolozze e pennelli, prendevano forma paesaggi dolomitici colmi di silenzi suggestivi o inebrianti orizzonti d’acque dolci e salate. Ma la pianura, prima o poi, si profilava inesorabilmente, e desistette. Un bel giorno si affacciò alla porta di casa, un punto invisibile e perduto in mezzo a una distesa di terreni agricoli: il panorama gli sembrò incantevole, vivace, per l’accostamento di forme delicate, le macchie improvvise di colore. La mattina stessa si ammalò e si spense in men che non si dica. Fu cremato e collocato nel cimitero della cittadina, in un fornelletto al piano più alto con vista sul prato all’inglese, pareggiato così perfettamente come non s’era mai visto in tutta la provincia.

kafkiano, direi!
un abbraccio, fabry
f&r
E lei dove e’ nato, don Fabrizio? Visto che e’ un bravissimo scrittore di vette ed abissi… 🙂
grazie, cari.
sono nato a Napoli, ma abito da sempre a Roma.
vivo tra le rovine di un impero con la nostalgia di un golfo minacciato dal vulcano.
le condizioni migliori per capire il bello della fragilità.
Il luogo natale è radicato nell’animo, benché ci si possa innamorare di luoghi o caratteristiche naturali diversi. Io sono nata e cresciuta in una città antica, non come Roma certamente, ma fondata dai Romani sulla riva del fiume Po prima della seconda guerra punica. La pianura padana è il mio ambiente naturale, però vivo nelle Prealpi, che non amo per varie ragioni, mentre amo profondamente il mare. In genere, tranne le Dolomiti, la montagna non mi piace perché mi fa paura o m’incute angoscia.
Sarà perché quella pianura che ha fatto morire Eldo Scano mi dà un senso di pace e di serenità, così piatta com’è all’infinito?
Giorgina BG
http://www.youtube.com/watch?v=727SfwXDKns
Il Fiume e La Nebbia (Daniele Silvestri)
Qui non è successo niente
e non credo cambierà
e non è colpa della gente
è il cielo grigio che c’è qua
è questa nebbia che confonde
e che ci inghiotte sempre un po’
e con amore ci nasconde
in una parola è il Po
E’ per colpa di quel fiume se io sono ancora qui
perchè un giorno c’era un ponte che univa gli argini
mentre adesso questo fiume in fondo è tutto ciò che ho
e tra diecimila anno è sempre qui che aspetterò
Perchè in fondo il mare ha un lato
un solo lungo lato blu
e anche lo sguardo più allenato
non può vederne mai di più
mentre chi vive accanto a un fiume
anche se è grande come qui
vede benissimo il confine
e non può credere ai miracoli
E’ per colpa di quel fiume se io sono ancora qua
perchè un giorno su quel ponte mi fermai a metà
e quest’aria che mi opprime in fondo è tutto ciò che ho
fino a quando l’altro lato dei miei sogni perderò
Qui non è successo niente
e non credo cambierà
come quest’acqua tra le sponde
non si ferma, ma in realtà
non ha mai cambiato il senso
e del resto come può
a quel mare io ci penso
ma mi fa paura… un po’.
——
Ribalta la prospettiva, e non credo sia solo “rassegnazione”.
Ciao
Beppe Cucchi
grazie, amici: fa bene vedere le cose da prospettive diverse.
il rinnovamento viene da un’ottica multipla.
IL FIUME PO E LA NEBBIA
***
TRAMONTO SUL PO
L’acqua grigia
scivola lentamente tra le sponde.
Le rondini si specciano
nell’acqua lenta
e fuggono
verso i pioppi sugli argini.
Il sole è già tramontato:
una luce infuocata
infiamma il pioppeto all’orizzonte,
là dove la curva del fiume
risplende
come una lastra d’oro.
dal libro “Asfodeli”, Genesi, Torino 1998
***
NELLA NEBBIA
La nebbia avvolge nel suo grigio manto
le mute cose, gli alberi silenti.
In un oscuro vuoto e amaro pianto
piomba l’anima muta ai sentimenti.
Spessa è la coltre e magico l’incanto
che occulta i silenziosi movimenti
di chi forse è presente, forse accanto
a me, che temo il compiersi di eventi.
Cercano gli occhi una lieve parvenza
oltre l’umido muro invalicabile.
Vano lo sforzo contro la potenza
opprimente che acceca inesorabile.
Eppur mi rassicura quest’assenza
di forma certa, salda, indubitabile.
dal libro “Parole d’ombraluce”, Genesi, Torino 2006
Giorgina BG
Il testo della canzone di Daniele Silvestri esprime perfettamente lo stato d’animo di chi vive presso il Po immerso nella nebbia, naturalmente in un’ottica diversa dalla mia. Amo e rimpiango il Po, quel mio ponte ora crollato, la passeggiata fino a metà dove sta il cippo che segna la fine dell’Emilia e l’inizio della Lombardia. Io vivevo sulla sponda destra del grande fiume.
Ciao a Beppe Cucchi
Giorgina BG
Cara Giorgina di Bergamo, mi sembra che dalle tue parole un po’ di rassegnazione ci sia. Ti capisco, …sono di Brescia, ma non mi sento molto bresciano.
Go mia temp, go de na a laurà!
Ciao
Beppe Cucchi
Caro Beppe Cucchi di Brescia,
quando mai il Po è passato per Bergamo? Io sono nata a Piacenza, sulla sponda destra del Po, che nasce dal Monviso, passa per Torino, Pavia, Piacenza, Cremona, Ferrara e sfocia nel Mar Adriatico. Mi sento molto piacentina, benché da molti anni viva in altro luogo, sulle Prealpi.
Ciao
Giorgina di Piacenza
Che figura!
Credevo che BG stesse per Bergamo!
Perdonami
Ciao
Beppe cucchi
al Beppe e la Gernetti non aggiungere detti!
“il luogo natale e’ radicato nell’animo”… Sono nata in una città dalla storia millenaria, posta sul crinale di un colle da cui gode di un vasto panorama che va dalle vette dei monti alle rive del mare.
Poi, anche io mi sono trasferita tra le “rovine di un impero”. Le condizioni migliori per…
Fabry, mi aiuti a finire la frase?
Questo tuo post fa da prosieguo a quello del “Chi sono?” 🙂
Un forte abbraccio,
Titti
non saprei come finirla, Titti:-)
un abbraccio a te!
fabry
ma è ovvio, Fabry: per…apprezzare la varietà del mondo 😉
Un abbraccio grande, con dedica, e a chi vie nella nebbia… I Cieli di Irlanda http://www.youtube.com/watch?v=5_331AAH704
Titti
ah! mi sembra giusto, Titti.
Grazie, Titti, per “I Cieli d’Irlanda”. Considero la dedica anche per me che vivo nella nebbia padana (fittissima) o prealpina (più lieve grazie alla vicinanza del Lago Maggiore)
Giorgina