BARBIE E LA BAMBOLA DI CARTAPESTA, di Stefania Nardini

QUATTRO STRACCI, UNA RUPIA E UNA BAMBOLA DI CARTAPESTA di Felice Muolo (ed. Fermenti)

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di Stefania Nardini

Non ci vuole solo sensibilità ma anche coraggio per scrivere un libro mettendosi nella pelle di un bambino. Di bambini si può scrivere raccontando delle storie, si può scrivere per loro, ma costruire come protagonista una bambina di nove anni, indiana, adottata da una coppia di italiani, è un’impresa che richiede talento.

Felice Muolo, l’ha fatto, ed è riuscito a far parlare Pragasi immedesimandosi nei suoi sentimenti, nelle sue paure, nelle sue emozioni. Un libro “Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta” (ed. Fermenti) che dovremmo leggere tutti. Il romanzo si legge in un soffio. Ed ogni pagina lascia riflettere, facendo sgranare gli occhi quando la bambina racconta del suo arrivo in Italia. Della sua Barbie che un turista le aveva donato, e con la quale le fu vietato di giocare, altrimenti sarebbe risultato un vistoso privilegio per gli altri orfani dell’istituto dove il sogno è un miracolo: avere dei genitori. Il bisogno d’amore di Pragasi è commovente. E’ nei suoi piccoli gesti, in quel suo guardare il nuovo mondo in cui si trova.

Ma Pragasi si pone anche tante domande. Con risposte contraddittorie: il bisogno di non dimenticare il passato vivendo il presente. Muolo usa un linguaggio semplice, facendo emergere problemi complessi come quello dell’integrazione. Dell’identità che non si può e non si deve cancellare. Una bellissima storia che consiglio anche ai ragazzi. Per capire quanto sia importante giocare con la Barbie custodendo gelosamente la vecchia bambola di cartapesta. Simbolo di una vita che cambia senza rimpiangere ciò che si è. Anche a nove anni, quando in una carezza di un genitore c’è il grande mondo degli affetti e dei sentimenti, quelli che non conoscono barriere e permessi di soggiorno.

5 pensieri su “BARBIE E LA BAMBOLA DI CARTAPESTA, di Stefania Nardini

  1. giuliana caputo

    Arduo ma pieno di buon senso mettersi nei panni di questa piccola protagonista indiana capace con la sua ingenuità di rendere comprensibile a tutti il grave problema dell’emigrazione -integrazione. La lettura del libro di Felice Muollo ci porterà senza dubbio a riflettere con la serietà che merita la vita dei bambini, su questo enorme problema che vede contrapposte sullo scenario europeo e mondiale diverse sensibilità e opinioni contrastanti. Scontri che divampano e si giocano sulla paura della gente solo preoccupata della propria tranquillità, senza tenere in alcun conto le sofferenze soprattutto dei giovanissimi protagonisti di queste tragiche storie che porteranno sulla loro pelle il segno di troppe prevaricazioni insieme alla consapevolezza di nn essere desiderati e accolti come meriterebbe la loro innocenza.Un libro che leggerò d’un fiato e che sicuramente merita di essere letto da tutti per l’attenzione che dedica ai piccoli protagonisti del nostro tempo troppo spesso dispersi nel mare dell’indifferenza.

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  2. Pasquale Giannino

    Personalmente ho apprezzato anche la vena di ironia che pervade il racconto: “Quando aprii gli occhi, mi presi uno spavento. A pochi centimetri dalla mia faccia, c’era quella di mia nonna, che mi scrutava. Non la graffiai per poco”. Formidabile. Così come il profondo senso religioso che accompagna la piccola e il suo cammino. Qui non sono tanto d’accordo su talune recensioni che evidenziano il carattere un po’ ingenuo, quasi da catechismo puerile di quello che è a mio giudizio il momento più alto del libro: l’incontro con la Madonna: “Fa’ che il tuo passato sia la luce che indica il tuo cammino”. Ecco, credo sia questo il fulcro del senso cristiano che promana da quell’incontro magico: un cristianesimo profondamente moderno e attuale, un cristianesimo che accoglie l’altro, il “diverso” da noi, e lo aiuta a integrarsi, ad apprezzare la nuova realtà che lo circonda senza però costringerlo mai a rinnegare il proprio passato, a recidere le proprie radici.

    Bravo Felice!

    Un caro saluto dal tuo agente.
    Pasquale

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