53. Un’anatra e un gatto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=1-y-dIxjQAI&feature=related]

da qui

A Leopoldo sembra di aver capito tutto. Mettendosi alla ricerca di Maria, si prepara il discorso da rivolgerle non appena riuscirà a trovarla:
Cara, sono arrivato al nocciolo della questione: da qualche tempo sei in crisi, evento normale per uno scrittore, da accettare come si accetta la pioggia o lo scirocco. Mi chiedo, però, se alla base dell’impasse non ci sia una rigidità eccessiva della tua scrittura, un programma inflessibile, uno schema in cui rientrare a tutti i costi: in sintesi, un ossequio a regole che finiscono con l’ingabbiare le parole, fino a inaridire ogni impulso vitale. La fantasia non può essere imbrigliata: quando si pensa a un personaggio, non ci si può obbligare alla ricostruzione di un’identità già conosciuta perché, prima o poi, mancherà un tassello, magari il più importante, quello fatto per comunicare il tono, il timbro, il colore decisivo, e il flusso creativo si arresterà nelle secche della depressione. La storia ha bisogno di emergere secondo una logica dinamica; lo scrittore non deve sapere che piega prenderà il racconto, è bene che sia lui stesso a sorprendersi delle svolte improvvise, dei colpi di scena, gli imprevisti che rappresentano il sale in una lettura che voglia avvincere e coinvolgere. Guarda i risultati: non riusciamo più a trovarci, la tua idea non corrisponde alle mie esigenze più profonde, alla vita che mi preme dentro e a cui non sai più dare un volto. Voglio incontrarti perché tu possa vedermi come sono, con le angosce e le attese, il desiderio di essere narrato senza pregiudizi, lasciandomi essere, facendo scorrere la penna sulla pagina o le dita sui tasti come un mantra, una preghiera, una formula antica come il mondo, sapiente come il Padre dei racconti, perché l’universo è una pergamena che si srotola, una trama che si rivela a poco a poco, un intreccio in cui le fasi e lo scioglimento a cui va incontro non sono prevedibili. Un romanzo, un racconto, sono una passeggiata nella galleria caleidoscopica dell’esistenza: non sai mai se ne uscirà un’anatra, un gatto, un uccellino. Oppure un lupo.

7 pensieri su “53. Un’anatra e un gatto

  1. f&r

    l’universo è una pergamena che si srotola, una trama che si rivela, sì, ma non già scritta o intrecciata, il difficile è proprio qui, sapere che la strada intrapresa non è solo una via da percorrere ma un percorso da scavare a forza di braccia, spesso immaginato linea retta da un punto all’altro e costretto, invece, a svolte improvvise, inerpicate ripide e discese precipitose dal terreno che si trova a scavare, appianare, livellare; ha proprio ragione Leopoldo: lasciare emergere la vita dalla vita è l’unico metodo perché la via sia unica, irripetibile, sebbene i luoghi, letterari e non, siano noti e sembri tutto visto, tutto già fatto,tutto quell’avvenire già avvenuto, scritto, corretto e interpretato da altri meglio che…, perché la via conduca dritti alla meta.

    http://www.youtube.com/watch?v=HcLMPumhlno&feature=fvw

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. M&C

    “Voglio incontrarti perché tu possa vedermi come sono, con le angosce e le attese, il desiderio di essere narrato senza pregiudizi, lasciandomi essere”

    E’ giusto che ogni persona abbia la libertà di essere se stessa e seguire la propria strada, quella scritta nel disegno della Vita. Siamo tutti diversi, ma unici e preziosi nel nostro genere, e nessuno può chiederci di rientrare rigidamente ed a tutti i costi in uno schema/programma inflessibile e pre-definito.
    Leopoldo ci sentiamo un po’ come te!!!

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  3. Rashide

    Leopoldo sembra abbia voglia di essere collocato al di là dell’intelletto; ha un forte bisogno di uno slancio vitale che gli permetta un’esistenza forte e imprevedibile.
    Maria, incontrando il santo, ha capito che per superare i limiti dell’esistenza individuale bisogna immedesimarsi almeno in parte con lo Spirito divino che governa la realtà.
    Perciò le serviranno anche l’intuizione, l’istinto e fondamentalmente il principio Divino, per distinguere l’anatra dal lupo.
    Un abbraccio.

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  4. alfonso

    Leopoldo potrebbe dirle,
    forse, solamente:

    sono stato qui, alla ricerca.
    ovunque ti cercassi, t’ho aspettata.

    Grazie, Fabrizio, per la poesia della ricerca,
    dell’attesa. Grazie del senso dell’amore e
    della tenerezza; di quella emozione pervasiva.

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