Non dire mai: sei bello
a un volto, un verso, un canto.
Fermalo nel tuo sguardo. Arriva il tempo
rosicchia ciò che deve – tu non sai
della verde sua fame.
Non dire mai che soffri, che qualcuno ti mancherà per sempre…
Solstizio
Non lo diresti, ma l’inverno è stanco
di freddo. Proprio adesso che le ombre
sono tappeti lunghi sull’asfalto
già si smagliano scampoli ribelli
a gettare coriandoli di luce.
C’è una ruvida forza di maschio
in quel piccolo seno adolescente
sbocciato appena ieri come un fiore.
Una candida pace di lattante
scende sul volto del vecchio che muore.
Noi socchiudiamo gli occhi
a un altro bacio che ci tradirà.
*
Quarto piano
Il tuo uomo ti sorride
dal comodino – uno sfondo di mare
ti parlerebbe ancora come sei
– soltanto voce d’occhi –
pianterebbe una tenda nel bosco
per fermare le foglie d’ottobre
l’esatta misteriosa geometria
del loro salutarsi una su una
al ramo spogliato porteremo
un’attesa gentile
di pazienza e silenzio
lo chiameremo solamente inverno
non sarà più dolore.
*
Fiori veri
Erano fiori veri
su quel palo che al posto di una croce
ha il segnale di rimozione forzata
per poterlo vedere da lontano
erano rose di tanti colori
quelle che la ragazza preferiva
anche perché era maggio
e tutti i giorni il padre le cambiava
nel santuario paziente senza voti
a quell’ incrocio per non dimenticare
adesso sono fiori senza stirpe
di stoffa e seta che non avvizziisce
sotto la pioggia e il sole –
bottiglie che beccheggiano nel porto.
*
Non dire
Non dire mai: sei bello
a un volto, un verso, un canto.
Fermalo nel tuo sguardo. Arriva il tempo
rosicchia ciò che deve – tu non sai
della verde sua fame.
Non dire mai che soffri
che qualcuno ti mancherà per sempre.
Nessuno sappia, nessuno sorprenda
la fatale felicità che torna
cieca come d’agosto un temporale.
*
Altri occhi
Non guardarmi con gli occhi dell’amore.
Sono verdi di giada invidiosa
spago che sa di essere più breve
della vita e s’attorce nel vuoto
di una nervosa eternità.
Guarda tutto con gli occhi del tempo
il gemello che ha sempre i nostri anni
il custode discreto della cella
che sa il prezzo e la pena
spinge i fiumi nel mare senza fretta
e un giorno infine ci aprirà la porta
per dire: adesso è l’ora.

Come sempre, Giorgio, uno splendido regalo di compleanno, che dice la continuità di noi stessi e della poesia. Non è che questi inediti siano, fra tutti, molto “allegri”, e in questo senso sembrano poco augurali…. ma viceversa credo anche che la malinconia sia, per legge omeopatica, il miglior viatico e il miglior augurio per un altro anno che si spera, nonostante tutto, di vivere.
terribile consonanza di temi con questa alessandra, giorgio, mi fai incontrare. che poi, chiamandosi alessandra, non può che essermi immediatamente cara. bella la forma, la cadenza, il non detto.
grazie.
Cara Lucy, quando sento parlare di consonanze credo davvero che non scriviamo invano. Ti aspetto su FB dove ho un profilo col mio nome e cognome…oppure, se vuoi chiedere la mia mail a Giorgio, mi fa piacere se te la comunicherà. A presto, spero davvero di sentirti. ale
Ciao Alessandra, un milione di auguri.
Vedo che la vena si irrobustisce nel tempo, come il buon vino che ridà il profumo delle estati passate.
Complimenti e a presto
Roberto Plevano
Cara Alessandra,
il giorno del tuo compleanno sei tu a fare i regali a noi, con questi inediti che colgono perfettamente lo spirito di questi giorni. Grazie mille,
Dina
Prima di tutto tanti auguri; ho trovato Non dire di particolare potenza, ma mi sono piaciute anche le altre.
Brava.
Adriana
Mia cara “vecchia” amica, come sempre, anche se un po’ “lontana”, sono sempre presente e godo oggi come ….’anni fa delle tue bellissime poesie !!!. Un abbraccio e mille auguri!
laura
Grazie agli intervenuti, e un grazie particolare ad Alessandra per la sua poesia, insieme a un mare di auguri per la cara amica. E’ bello vedere l’evoluzione di una poesia, e la tua diventare sempre più tersa e intensa. Con un forte abbraccio.
Mi associo alla Dina che non conosco. Grazie per i tuoi versi. Che splendida SOLSTIZIO !
Un augurio di cuore e un abbraccio
Gianfranco Isetta
Mi associo di buon grado agli AUGURI ad Alessandra Paganardi. Al contempo desidero sottolineare la liricità, l’originalità, la creatività dei versi pubblicati: le ombre / sono tappeti lunghi sull’asfalto / già si smagliano; al ramo spogliato porteremo / un’attesa gentile / di pazienza e silenzio; sono fiori senza stirpe / di stoffa e seta che non avvizzisce; il tempo / rosicchia ciò che deve; spago che sa di essere più breve / della vita e s’attorce nel vuoto. Grazie dunque a Giorgio Morale e ad Alessandra Paganardi per la bella proposta. A loro e a tutti il mio più cordiale saluto, Marco Scalabrino.
Carissima Alessandra,
tanti carissimi auguri di compleanno. Che la poesia ti sia sempre nel cuore. Ciao.
D. A.
tanti fili d’erba, tutti con la radice viva.
un abbraccio Ale
Grazie di cuore, amici! Ho ricevuto auguri più numerosi e calorosi che mai, più ancora dello scordo anno, in cui già mi stupirono.Forse aver investito tenacemente nelle relazioni e nella poesia,i due valori che per me sono sempre stati i più importanti in assoluto,li porta a crescere, proporzionalmente agli anni.Soltanto così un po’ del molto che il tempo ci toglie potrà essere restituito…per citare due vostre frasi:il vino acquisterà il profumo delle estati passate e quel filo d’erba, di cui parlavo in “Tempo reale”, (grazie Maurizio!!!) avrà la radice sempre viva, anche se il suo verde non è più così verde. Grazie!!
Dovessi dire qualcosa che mi viene in mente leggendo la poesia di Alessandra, che conosco da tempo, è: solidità. E non sto parlando di stile o solo di poesia, ma di esistenza. luisa pianzola.
Sono davvero belle, Alessandra. La poesia come l’aforisma, eh? Complimenti!
Anna Antolisei
Sulle analogie e differenze fra poesia e aforisma ha parlato magistralmente Maria Luisa Spaziani all’incontro di premiazione di “Torino in sintesi”, in cui ho avuto l’onore di ricevere una menzione e il piacere di rivedere o di conoscere “bellissime teste”,come si suol dire, fra cui Anna Antolisej (òbuongiono Anna!!).Ribadisco che la poesia,comunque sia, ha bisogno di lucidità e che scrivere aforismi “ripulisce”la poesia. Non ne posso più (io,perlomeno) di fumose ispirazioni orfico-ctonio-astrali,preferisco la luce di una ragione attenta e sensibile. In questo senso spero che la solidità (bellissimo immeritato complimento di Luisa Pianzola) riverberi anche nella mia poesia. Ad esempio nella cura che cerco di avere (che si deve avere,perlomeno,anche là dove io non ne sia in grado) per il verso,anche nel suo aspetto ritmico e metric – se verso ha da essere,e non sciatto elenco o vaporoso oracolo.Grazie a tutti per la stimolante discussione!ale.
hai un’eleganza da Audrey Hepburn nello scrivere.. versi cesellati e intensi.complimenti Ale!
Cara Elisa, grazie per questo passaggio!!Anche se ovviamente ritengo Audrey Hepburn un modello inarrivabile di stile, sono gratificata da questo lontanissimo, lontanissimo e metaforico avvicinamento a lei. L’eleganza poi, nel suo caso, aveva un dono raramente concepibile oggi:il pudore. Anche per questo è rimasta unica.