Abbiamo evitato il giornalismo,
il lavoro nei campi, e nei partiti
l’obitorio alle masse, e nei
bordelli per i parlamentari.
Abbiamo evitato Gay Pride
e tante oscenità, ci sembra
che tutti si accaniscano
su tutti, i laici contro la chiesa
che si accanisce all’evidenza.
E’ il mondo nel quale è fuori
ogni contatto con la realtà
del cuore, e dalla pancia
sembra che respiriamo gas
e che le madri pensino a file
diversi, e se sei triste non sei
dentro la storia. Ieri vedevo
un documentario su Goering,
grasso e pacioso, lui amato
dai tedeschi. I tedeschi sanno
amare come nessuno, anche
i mostri. Ci sono i fan club
di Pietro Maso, e quella di Novi
è libera. Mio fratello no, è sotto.
Quando lo vidi morto ero zitto,
l’ amico dottore fu prezioso.
Se urli al pomeriggio con la birra
che ti scorre nel cuore, le decima,
come la vittima del film di Petri,
allora fai caso alle parole, e sputi
solo se interrogato da un segno
delle cose. Tu chiamalo destino.


Franz, disseppelliamo i nostri sogni.
l’attacco è molto bello
e arriva alla fine senza sfiatarsi.
Toccante perchè scritto con il cuore, anzi dentro “ogni contatto con la realtà del cuore”!
…ma anche la chiusura…..non c’è di che, è folgorante:
“Se urli al pomeriggio con la birra
che ti scorre nel cuore, la decima,
come la vittima del film di Petri,
allora fai caso alle parole, e sputi
solo se interrogato da un segno
delle cose. Tu chiamalo destino.”
Amara bellezza, non c’è che dire.
“solo se interrogato da un segno” poche volte stabilito il contatto con questa necessità/opportunità.
Mi è piaciuta molto, Franz, tutta.
Grazie.
clelia