65. Ogni volta

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da qui

Alberto dovrebbe infuriarsi: il romanzo è finito chissà dove e a lui manca la prontezza dell’amico scrittore che, smarrito il file col testo già ultimato, è riuscito a rifarlo interamente. C’era da aspettarselo: col ciuffo a onda, le sopracciglia folte, il naso pronunciato, è uno che ha tutto nella testa e riscrive una storia dall’inizio come niente fosse. Alberto tenta, inutilmente: immagini e parole s’infrangono contro il faro sul mare, la stanza di pietra con l’alcova, l’esplosione-occhi di pantera con le sfumature inesauribili di rosso e di giallo; appena forma una frase, le si attacca subito lo sguardo della ragazza dai capelli rossi, il seno turgido, le labbra-ventose che gli succhiano la vita. Prova ad applicarsi, ma gli vengono in mente mani sconosciute che sfogliano avidamente il suo romanzo, occhi che assaporano la gioia di un successo senza sforzo. A chi può averlo dato? A uno scrittore fallito che non riesce più a ispirarsi perché condizionato dal passato, da un tempo che non torna, da una dolcezza che non riesce più a gustare? Gli appare una città affondata nei ricordi, incapace di opporsi all’acqua alta, di aggrapparsi al primo ponte per evitare di eclissarsi come Atlantide. Alberto dovrebbe infuriarsi ma è felice, perché il mondo non è più ridotto all’ateneo incapace di allegria, non è obbligato a sopportare gli studenti in cerca di emozioni a buon mercato, visi insospettabili dietro cui può celarsi una ragazza dai capelli rossi, ladra di trionfi, che pure gli ha lasciato qualcosa in grado di ispirarlo, che lo provoca ogni volta a scrivere di nuovo, a cominciare ancora, come l’amico dal ciuffo a onda, le sopracciglia folte e il naso pronunciato.

14 pensieri su “65. Ogni volta

  1. Barbara

    “La ragazza dai capelli rossi”, ovvero l’inaspettato, l’incontro di un attimo con qualcuno che riesce a cogliere di noi, e a svelare a noi stessi, qualcosa di intimo che è invisibile e sconosciuto a chi ci conosce da sempre e ci ha fissato in gesti, parole, pensieri sempre uguali, privandoci della libertà di essere anche altro. Per tutto questo gliene saremo eternamente grati, per averci fatto sentire vivi.
    Barbara

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  2. Stella Maria

    A volte un evento che pare una catastrofe e la peggiore delle sfortune si rivela salvezza ed energia per ribellarsi a un mondo costruito quando si avevano altri ideali e altri sogni e che oggi va un po’ stretto. Torna in mente una frase fatta e non rimane che chiedersi, senza mai darsi una risposta, perchè non ce n’è una sola, se la ragazza dai capelli rossi sia angelo o demone. Ma in fondo non abbiamo tutti un quadro nascosto dietro una tenda che rivela il buoio di noi stessi?
    SM

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  3. M&C

    Alberto e l’amico scrittore, due rovesci della stessa medaglia, due anime diverse e opposte, ma complementari.

    “Allora, il buon Medardo disse:
    – O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.”
    (Il Visconte Dimezzato-I.Calvino)

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  4. Ema

    “a lui manca la prontezza dell’amico scrittore”

    Credo che la parola scrittore possa coincidere con la parola libertà; libertà intesa come esigenza di scrivere nella vita come nella morte e capacità a non dipendere solo dalla buona sorte…

    Lo scrittore legge la vita, è il suo unico modo di viverla, e non credo esista qualcuno capace di “succhiargli la vita”.

    Alberto qui sta dicendo:” vivo (scrivo) solo se ci sei…”
    Lo scrittore dice: “vivo (scrivo) e se non ci sei vivrò (scriverò) ancor di più..”

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  5. Ema

    INVENTI (Renato Zero)

    Inventi le mie forme,
    Lo stile, è quello tuo…
    Poso per ore davanti a te,
    Mi dipingi di sole, anche se non c’è…
    A un tratto, trovo me!
    Inventi quei colori,
    Le ombre su di me…
    Poi chiudo gli occhi sul nome mio,
    Quel che inventi son sogni, son sempre io…
    Mi sento, dentro te!
    Poi, mi scopro lì a volare il cielo su di me,
    Mentre la mia mano cerca te…
    Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via.
    Inventi, la poesia!
    Inventi, la poesia!
    inventi quella luce,
    Ma sono gli occhi miei!
    Mentre ti guardo io non so più,
    Dove finisco io e cominci tu,
    Il sogno, la realtà…
    Ogni volta io rinasco nei pensieri tuoi,
    Colorato e folle più che mai!
    Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via.
    …Inventi, la poesia!
    …Inventi, la poesia!

    Rispondi
  6. M&c

    @EMA
    Allora Alberto, pensando alla “ragazza dai capelli rossi”, invece di cercare di riscrivere interamente il “romanzo finito chissà dove”, ne potrebbe INVENTARE uno nuovo:

    (INVENTI – Renato Zero)
    Inventi le mie forme,
    Lo stile, è quello tuo…
    Poso per ore davanti a te,
    Mi dipingi di sole, anche se non c’è…
    A un tratto, trovo me!
    Inventi quei colori,
    Le ombre su di me…
    Poi chiudo gli occhi sul nome mio,
    Quel che inventi son sogni, son sempre io…
    Mi sento, dentro te!
    Poi, mi scopro lì a volare il cielo su di me,
    Mentre la mia mano cerca te…
    Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via.
    Inventi, la poesia!
    Inventi, la poesia!
    inventi quella luce,
    Ma sono gli occhi miei!
    Mentre ti guardo io non so più,
    Dove finisco io e cominci tu,
    Il sogno, la realtà…
    Ogni volta io rinasco nei pensieri tuoi,
    Colorato e folle più che mai!
    Arrossisci un po’… Ma non vuoi più mandarmi via.
    …Inventi, la poesia!
    …Inventi, la poesia!

    Rispondi
  7. Ema

    Niente scuse M&C, anzi ne sono felice…la classe ’68-’71 si è nutrita così…era logico pensare a questa canzone!
    Baci

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  8. Claudia

    A chi può averlo dato?

    Magari lo terrà per sempre con sé: ricordo caro e prezioso di qualcosa che è stato e non avrebbe potuto, non avrebbe dovuto, eppure è stato… un furto per avere un futuro anche solo immaginario

    ciao!

    Claudia

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  9. Ema

    “…lo provoca ogni volta a scrivere di nuovo…”

    E’ L’ALBA

    E’ l’alba.
    S’illumina il mondo
    come l’ acqua che lascia cadere sul fondo
    le sue impurità. E sei tu, all’ improvviso
    tu, mio amore, nel chiarore infinito
    di fronte a me.

    Giorno d’ inverno, senza macchia, trasparente
    come vetro. Addentare la polpa candida e sana
    d’ un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
    all’ aspirare l’ aria in un bosco di pini.

    Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
    se le nostre anime non si vedessero da lontano
    non saremmo così vicini, chi sa,
    se la sorte non ci avesse divisi.

    E’ così, mio usignolo, tra te e me
    c’è solo una differenza di grado:
    tu hai le ali e non puoi volare
    io ho le mani e non posso pensare.

    Finito, dirà un giorno madre Natura
    finito di ridere e piangere
    e sarà ancora la vita immensa
    che non vede non parla non pensa.

    Nazim Hikmet

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  10. Roby (s.d a.)

    …che pure gli ha lasciato qualcosa in grado di ispirarlo…

    Ogni persona che incontriamo nella nostra vita può renderci felici con una parola, con un piccolo gesto, perché ciascuno di noi ha qualcosa di buono, di speciale che l’altro non ha.
    Il tassello mancante per completare il puzzle

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