[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=j7cztpz-Hfs]
da qui
La solita manfrina delle uova,
colombe imbalsamate nella glassa,
biglietti colorati a sfondo azzurro
e giallo; la pasqua delle gite fuori porta,
forse perché quel giorno l’hanno messo
in croce oltre le mura cittadine
– maledetto da Dio e dalla gente
chi pende dal legno – col biglietto
scritto in varie lingue, perché tutti
potessero sapere quale danno
ordisse al centro del potere.
Vorrei prendere un gatto a nove code
e cacciare le colombe dai negozi,
partire per la gita col mio gruppo
di ubriachi, incapaci di pregare,
che ieri ringraziavano piangendo
per il pranzo preparato
fuori le mura di ogni rito,
decisi a non cantare un’altra lode
alle esigenze ferree del partito
dei ricchi, che mangiano l’agnello
sgozzato in baracche senza fogna,
gettato fuori dai circoli eleganti
di cultura e politica, di fede
vissuta in cenacoli elitari, di snob senza vergogna;
mi viene il vomito adesso che l’aceto
mi bagna le labbra screpolate;
nella ferita fresca del costato
c’è posto per Pietro e per Michele,
per Viviana che balla, per l’idiota
felice perché l’ho salutato.

Stordirsi con il fiele per cercare di capire se almeno sia possibile un mondo dove ciò che conta è stringersi la mano per tirarsi fuori dal fango. La vita ti ha dato tanto e ti lascerà all’incrocio fatale con Dio, in alto su una croce di legno e andandosene via ti eviterà che ti spezzino le gambe, quelle gambe che pur dolenti non si sono mai fermate laddove c’era da andare, essere presenti con solo una parola o un silenzio, presenza vera, immagine in terra di un Dio che c’è è osserva.
Grazie don, Cristo è risorto!
SM
In qualche modo siamo tutti maledetti e uccisi fuori dalle mura cittadine:
chi per il troppo che gli soffoca l’anima, chi per il nulla che gli stringe la vita
ma, soprattutto, quelli costretti in un angolo buio a cui si toglie anche il diritto ad avere un nome e un cognome, un volto, una casa, uno sguardo, una storia.
A tutti loro, un pensiero perché davvero giunga presto il giorno della luce (sempre che alla domanda tra parentesi si dia risposta affermativa)
Il significato della Pasqua si è capito e visto giovedì in parrocchia, quando tu don hai organizzato, con i giovani del Centro, “il pranzo del Re”, proprio per quel “gruppo di ubriachi, incapaci di pregare, che ieri ringraziavano piangendo”.
Peccato non aver potuto partecipare, ma i miei figli per fortuna ci sono stati e, finalmente, senza più bisogno di tante parole e spiegazioni, hanno iniziato a comprendere il senso profondo della Carità ed a capire cosa vuole dire “fare Pasqua”.
Queste tue parole commosse sono un’ulteriore conferma dell’Amore che ti guida.
Grazie don!
Cristo è veramente risorto.
Quanti crocifissi, caro don Fabrizio, quanta indifferenza e spreco .Perchè il Risorto è tra parentesi e con un punto interrogativo? A parte il pranzo che è stata una parentesi felice e la tua solidarietà quotidiana che la poesia fa sentire con forza, quando in questo nostro mondo potremo annunciare che Cristo,in tutti ,è veramente risorto?
“l’idiota
felice perché l’ho salutato.”
…e noi ancora qui a cercare di capire se la resurrezione ha qualcosa a che fare con la nostra felicità.
I LIKE IT, anche se non sono riuscita a far apparire il mio avatar.
Il pranzo è stata una bella esperienza sia per gli invitati sia per chi si è prodigato per loro. C’era anche Domma, sono certa, che ha tirato le fila dall’alto per la riuscita del tutto.
Ho cercato di riportarne il clima in un articolo
http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=7047
Buona Pasqua a tutti!
Due tavole incrociate di legno scuro adagiate sul sepolcro di velluto rosso, Lui era li che mi aspettava, ho messo la mia mano nella sua e ho capito che è veramente risorto!
Grazie, grazie Faber
Vale
uova, colombe, riti, gesti, auguri…e di che cosa?
gesù, nasce e muore e risorge dentro di me in ogni ” respiro di vita….”
questo è l’augurio più dolce che ho ricevuto e che io,ritengo il più vero.
BELLISSIMA. piena di forza e fede e rabbia.
ringrazio Franz e con lui ringrazio tutti, anche per gli altri post e le mail.
la settimana santa è un massacro buono, di quelli che ti fanno morire.
e a volte rinascere.
fabrizio
bella poesia, fabrizio.
buona pasqua, di rinascita, sì, qualunque ne sia il senso.
fuori le mura di ogni rito,
Se non si corresse il rischio di trasformare in rito ogni evento, gesto, parola!
Chi, oggi, non scarterà colombe e uova; chi non ha dispute o discordie in atto, anche oggi; chi
non ha incomprensioni; chi, anche oggi, non è capace di perdono, scagli per primo la pietra.
Ma, oggi, l’unica pietra che conta è stata divelta, scardinata, è rotolata via; oggi non resta che
lasciarsi guardare da quello sguardo di misericordia di cui noi, non siamo e, forse, non saremo
mai capaci.
Buona Pasqua, buona vita nuova, a tutti.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=FYd-MCC3SVY&feature=related]
Grazie per la tua poesia, Fabrizio. Buona Pasqua!
Andrea.
Condivido lo spirito di questa poesia. La rilancio qui http://www.acpofitto.splinder.com
http://www.acpofitto.splinder.com
qui, dove?
grazie ad Andrea e Salvatore.
Lucy, è qui: http://acapofitto.splinder.com/
Bellissima, senza se e senza ma. 🙂
Marco
potente mescita
alleluia!
effeffe
Bella e vera, Fabrizio.
Grazie
Marco, Francis e Giovanni, grazie di cuore.
Grazie ancora una volta, Don Fabrizio,
Per queste parole di immenso valore, che ti strappano l’anima, inondano il cuore di fragili verità, tirano fuori inutili egoismi, false apparenze, facili convenzioni, realtà nascoste agli occhi distratti, e manifestano in pieno la Grazia del Signore che si riflette nella tua delicata sensibilità.
bella la poesia ma…
Montale parla d’altro, parlano di una realtà fuori dalla misura dell’umano e fuori anche della sua pietà…
grazie.
il tema è la miseria, che si può vedere da diverse prospettive.