3. Serpenti

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da qui

La strada sale con una serie di curve irregolari. Le auto tracciano fasci di luce che formano un fiume bianco abbagliante, un serpente che sputa il suo veleno di rumore e di smog. Gad e Shaoul arrancano faticosamente, lanciando occhiate fugaci alla cinta delle mura e al campanile che svetta contro il cielo nero come un fantasma avvolto in una luce fosforescente e minacciosa. Sono all’altezza di un parcheggio a due piani, dove le auto hanno occupato ogni ordine di posti. Sulla destra, alberi dalle chiome generose contrastano con case lisce e squadrate e finestroni a sesto acuto.
–  La storia dei biglietti a puntate mi ha stancato.
Gad ha i capelli a spazzola, rasati. Gli occhi, orientati verso l’alto, gli danno un’aria inquieta e insofferente.
 Prendila come un gioco. Cosa vuol dire preparare la strada? E’ su questo che dobbiamo concentrarci.
Shaoul è più maturo, ha capelli brizzolati e sopracciglia marcate, la barba rada gli ingrigisce il volto e lo fa sembrare quasi vecchio.
Non lo considero un gioco: qualcuno può lasciarci la pelle. E poi dobbiamo sempre trovare quella donna – come si chiama? -, Avigail.
Dicono sia bellissima.
Riesci sempre a cogliere il lato positivo. Io non sono come te, sia chiaro. A me importano i soldi.
I due sono arrivati in vista delle mura. Illuminate a giorno, sembrano i bastioni della città celeste; il campanile è il dito di Dio puntato contro il cielo, a ricordare che l’orizzonte umano è un tessuto pieno di strappi e di termiti.
Il denaro non è tutto, ma qui ne verrà fuori molto. Sesso e soldi sono i motori del mondo, eppure dicono ci sia dell’altro.
Il potere?
Le labbra di Shaoul accennano a un sorriso:
Il campanile stampato contro il nero della notte, a volte, non mi fa dormire.
Io non dormo al pensiero di Avigail. Cerco di immaginarla nella piazza del Muro Occidentale: sento il tempo fermarsi, un serpente di fuoco strisciare verso l’alto.

11 pensieri su “3. Serpenti

  1. Ema

    “Io non sono come te, sia chiaro. A me importano i soldi.”

    The second coming

    “Turbinando nel cerchio che si allarga
    Il falcone non può sentire il falconiere
    Le cose cadono a pezzi, il centro non può tenere.
    Pura anarchia dilaga nel mondo
    La marea insanguinata s’innalza e dovunque
    La cerimonia dell’innocenza è annegata.
    I migliori mancano di ogni convinzione mentre i peggiori
    Sono pieni di intensità appassionata.
    Certo è imminente una rivelazione
    Certo è imminente la seconda venuta
    La seconda venuta! Difficile pronunciare queste parole
    Un ampio squarcio fuor dallo Spiritus Mundi
    Tormenta la mia visione;
    Da qualche parte nelle sabbie del deserto
    Una forma con il corpo di leone e la testa di uomo
    Bianco lo sguardo e senza pietà come il sole
    Muove le sue cosce lente. Tutto intorno
    Spirali fosche di uccelli del deserto.
    La tenebra discende: adesso intendo
    Che venti secoli di granitico sonno
    Erano condannati all’incubo da una culla ondeggiante
    E quale bestia orrenda, ora che alfine è venuta la sua ora
    Striscia verso Betlemme per venire al mondo?”

    William Butler Yeats

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  2. Ema

    ” La storia dei biglietti a puntate mi ha stancato… Io non dormo al pensiero di Avigail”

    NIENTE PIU'(Claudio Baglioni)

    Tu sei quel respiro
    che mi toglie ancora il fiato
    il solo nome che mi viene
    come cerco le parole
    e ho visto nubi andare altrove
    e tu sei il cielo che è restato
    la luce che piange negli occhi
    quando piove con il sole

    Tu sei la neve che ha imbiancato
    i giorni grigi di una storia
    la primavera che ha svegliato
    il tuo profumo che ho in memoria

    Sei il senso che ho di me
    quello che fui insieme a te
    tra la gente e il mondo
    Tu sei in cima e in fondo tu
    per prima tu
    e niente più
    niente come prima..

    Tu sarai per sempre
    il mio peccato originale
    in questa corsa per la vita
    tu sei il mio lavoro nero
    ed io non posso farne a meno
    farmi di te
    e farmi male
    far tardi a leggere la notte
    i tuoi pensieri col pensiero

    Tu sei quel cagnolino ignaro
    che ho lasciato per la strada
    e da quel giorno pago caro
    e mi segue ovunque vada

    Tu, sei il senso che ho di me
    quello che fui insieme a te
    tra la gente e il mondo
    Tu, sei in cima e in fondo tu
    per prima tu
    e niente più
    niente più di prima.

    Se torni qui
    tu non tornare
    siamo frecce
    da non voltare
    foglie sul viale
    che non puoi ridare
    al loro ramo
    il passato è sale
    si scioglie
    a dar sapore al futuro
    quello che più
    non si perde
    non perdere
    quel che c’è oltre il muro

    Tu, sei il senso che ho di me
    quello che fui insieme a te
    tra la gente e il mondo
    Tu, sei in cima e in fondo tu
    per prima tu
    e niente più
    niente dopo e prima
    tu che non fai rima tu
    niente più.
    niente più..
    niente più….

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  3. Stella Maria

    Una serie di curve irregolari come l’avanzare strisciante del serpente silenzioso e sordido come chi del denaro fa una ragione di vita, come del potere che il denaro da. Belle donne, belle cose tutto ciò che e’ effimero come il desiderio avido di possedere qualsiasi cosa, un’ idea strisciante che diventa presenza assidua e annebbia il cervello fino al punto di convincerti che la propria vita può essergli sacrificata. L’uomo non e’ più uomo ma una bomba innescata, convinto che anche il perdono e il paradiso abbiano il proprio prezzo da pagare, forse … di certo pero’ sbagliano moneta, perche’ l’amore non può essere coniato.
    SM

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  4. augusto

    Se si rallenta la produzione / chissà dove andremo a finire/ io non ho prodotto mai nulla/ e so benissimo dove…
    Anche gli omicidi entrano/ nel fatturato del prodotto/ ma io ho ucciso solo due tordi e un passero solitario/ mezzo secolo fa/ e se anche il giudice chiuderà un occhio/ non potrò fare altrettanto/ affetto come sono dall’incurabile/ imperdonabile malattia/ della pietà.
    (Montale)
    …e tu , caro amico, sei affetto dall’incurabile, imperdonabile malattia della carità, che è un gradino più su.
    Un abbraccio forte
    Augusto

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  5. M&C

    Il serpente è il tentatore, “la più astuta di tutte le bestie selvatiche”, che ti inganna e ti convince a scegliere la strada sbagliata per mezzo della donna, che trascina con sè nell’errore anche l’uomo… e si ritrovano così nel buio, nella nebbia.

    “In ebraico “Shaoul” è come “sheol”, il mondo degli inferi, non l’inferno, bensì un luogo buio e sotterraneo, corrispondente ad una vita limitata, soprattutto noiosa e triste, dalla quale si cerca evasione col divertimento fine a se stesso, con la trasgressione momentanea..
    “Sheol” viene dal verbo “domandare” (shaal): è una domanda insistente, ossessiva, una ricerca perennemente insoddisfatta.”

    La tentazione di per sè, che a volte non ci fa dormire la notte, come Shaoul al pensiero di Avigail, quando non scelta non è peccato (o almeno speriamo sia così, altrimenti siamo tutti rovinati !!!).

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  6. M&C

    La donna, infatti, non è solo EVA, la tentatrice:

    “La storia della salvezza fa vedere come Dio, a poco a poco, aiuta la donna a riappropriarsi del suo vero ruolo, della sua vera fisionomia, così malgrado tutte le difficoltà, è riuscita ad essere Sua immagine risolvendo gratuitamente situazioni difficili e testimoniando, con il suo agire salvifico, di aver ricevuto le benedizioni del Signore. E’ protagonista, responsabile, impegnata attivamente nella storia della salvezza, artefice del suo svolgimento, vigilando con ardore, con intelligenza ed anche con astuzia al compimento della promessa, sia come madre, sorella, figlia, e compagna.
    Le eroine nella Bibbia trovano solo in Dio la forza di compiere azioni di salvezza per Israele ed il valore che vien loro riconosciuto non sta più nella maternità, ma nell’essere donne. Le qualità prettamente femminili di bellezza, fragilità e di dolcezza, diventano, al momento del bisogno, potenti strumenti di salvezza. Con l’aiuto di Dio queste donne riescono a superare i loro limiti, a trasformarli in capacità straordinarie per mezzo della saggezza, a servirsi del loro fascino e della capacità di convincere e di sedurre per un unico scopo: aiutare Israele…
    In queste figure femminili si ritrovano alcune fondamentali caratteristiche della personalità femminile: la fragilità e la tenerezza materna, unite alla fortezza d’animo e al coraggio, per essere fedeli ai propri principi. L’emotività e i sentimenti più intimi e profondi non hanno fatto loro perdere la capacità di capire qual era il vero bene…
    In molte figure femminili spicca la saggezza insieme all’intelligenza e alla devozione, …come nelle mogli di David: Michol e ABIGAIL… Michol calò suo“marito David dalla finestra, per impedire di farlo uccidere dagli inviati di Saul e, mostrando il letto, disse loro che era malato… ABIGAIL, per salvare suo marito Nabal dalle ire di David, andò incontro al re con le provviste, si autoaccusò delle sue colpe e gli chiese perdono come se le avesse commesse lei. Dopo l’improvvisa morte di Nabal, David la prese in moglie, essendo una donna “attraente e assennata” (1 Sam 25, 14-42).
    Queste donne sono realizzate e sicure, in qualunque condizione esistenziale si trovino, più difficilmente vedranno nell’altra una rivale, sia sul piano affettivo che operativo. Hanno superato i sentimenti di invidia, di sfida e di competitività e sono giunte all’aiuto reciproco, un atteggiamento necessario per realizzare grandi progetti. Il rapporto tra alcune figure femminili non è basato sull’emotività, ma sull’intelligenza. Per aiutarsi a raggiungere una meta usano, oltre alla comprensione ed alla razionalità, l’umiltà ed uno sforzo di volontà.”

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  7. Roby (s.d a.)

    Avigail, (la bionda occhi azzurri e labbra pronunciate?)la tentazione continua e costante, che ci accompagna ogni momento del giorno, che conosce il lato debole e lavora su quello fino allo sfinimento, fino a far male, che mostra visioni della vita straordinarie, gettando nell’ombra la tenue voce della coscienza, scomoda e impegnativa in una realtà dove tutto brilla di luce sintetica

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  8. Rashide

    Il serpente può anche spaventare perché può rappresentare la stretta dalla quale non ci si libera se non con la morte (intendi anche fine quanto risoluzione di ciò che lega) o del soggetto avviluppante (serpente come tentazione nella propria sessualità quanto verso una diversa) o del soggetto avviluppato dai significati del simbolo.
    Il serpente è anche simbolo della Prudenza e attributo della sua personificazione (Matteo, 10, 16sg «Siate prudenti come i serpenti»); questo significato finì per spiegare anche la connessione del serpente con Minerva, dea della sapienza, anche se diversa ne era l’origine, come si è osservato sopra. Hanno per attributo il serpente anche le seguenti figure: la Logica, una delle Sette Arti Liberali; l’Innocenza; l’Africa, una delle Quattro Parti del Mondo.
    Il serpente appartiene ad Asclepio (latino, Esculapio), dio dalla medicina – uno figura alquanto rara nell’arte rinascimentale – forse perché ha la prerogativa, interpretata conte un simbolo di rinascita e di guarigione, di mutare la propria pelle. È rappresentato attorcigliato intorno al bastone del dio. […] Un serpente in forma circolare, con la coda nella bocca, era un’immagine sacra dell’antico Egitto. I mitografi della tarda antichità la interpretarono come un simbolo di eternità e la collegarono perciò a Saturno, che incarnava il Tempo, e a Giano, il dio dell’anno nuovo. Nell’iconografia rinascimentale e di epoca successiva, tale simbolo è attribuito alle due divinità citate e alla figura allegorica del Tempo.

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