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da qui
Passeggiano sulla riva umida, dividendo l’attenzione fra l’acqua calma del lago, l’oasi alberata, circondata da un muretto in pietra, e la fuga di vigne, grano e cipressi arrampicati alla collina. L’emozione della pesca abbondante dura ancora: stentavano, in quattro, a tirare la rete sulla spiaggia; procedendo a strappi, ridevano e gridavano, neanche fossero bambini. I pesci tra le maglie erano come i sassi levigati sulla rena, un profumo di gratuito e immeritato si spandeva intorno, e l’acqua, la terra, il cielo, rivelavano la loro identità: darsi senza chiedere nulla, offrirsi senza mai riprendersi. Perché, allora, Yaacov, Yoh’anan e Andreas sono preoccupati mentre vedono Yehochoua mangiare fra la gente con le guance rosse, le ascelle sudate, i vuoti in mezzo ai denti, ex detenuti e prostitute, malati di aids? Perché si angosciano, se lo sorprendono accanto ai corpi di neonati morti, ancora col ciucciotto in bocca, o chiedere al soldato la ragione per cui punti il fucile contro la donna uscita per la spesa, o parlare attraverso il filo spinato che divide – cosa? c’è qualcosa che ci può dividere? -, o abbracciare il padre che solleva verso il cielo il cadavere del figlio carbonizzato da una bomba – grida, grida, sfoga il tuo dolore, a volte non è un peccato bestemmiare –, o aiutare gli uomini in camicia bianca a scavalcare il muro, col timore che si tingano di rosso, o asciugare il fiotto sulla fronte del giovane, insieme a una lacrima di rabbia e di dolore, o stringere la mano con la pietra da cui cola sangue misto a fango, o accarezzare i bambini che si affacciano curiosi da una breccia del muro – perché Yaacov, Yoh’anan e Andreas dovrebbero allarmarsi, pensando che Yehochoua si sia troppo sbilanciato, si sia ricoperto della polvere degli ultimi che non si stacca più, nemmeno nella tomba?

C’e’ qualcosa che ci puo’ dividere?
Si, a volte accade, puo’ essere un evento inatteso, un dolore, oppure le convenzioni, la paura del giudizio, le pretese della gente, o semplicemente la mancanza di coraggio, e’ assurdo eppure c’e’ sempre, nella vita di ciascuno di noi, qualcosa che improvvisamrnte arriva a strapparci l’anima.
Sono preoccupati perchè lo amano e non hanno ancora capito che, per lui, il vero scandalo sarebbe allearsi con i potenti.
“darsi senza chiedere nulla, offrirsi senza mai riprendersi.”
http://www.youtube.com/watch?v=44oqk_BV-ek
http://www.youtube.com/watch?v=h1K568hexn4&feature=related
Fil 3,17-4,1
17 Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. 18 Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. 19 La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. 20 La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, 21 il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
1 Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!
“Perché si angosciano”
“Tu mi ricordi una poesia che non riesco
a ricordare una canzone che non è mai esistita
e un posto in cui non devo essere mai stato.”
Efraim Medina Reyes
(C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo)
“Perché …dovrebbero allarmarsi”
Quando una persona diventa lo specchio della tua anima, quello che dovresti essere e non sei è per te stesso che hai paura…
“Non sono soltanto stanco ma anche amareggiato, e anche l’amarezza è ignota. Dall’angoscia che provo sono sull’orlo del pianto: non di lacrime che si versano, ma che si reprimono; lacrime di un male dell’anima, non di un dolore sensibile. […] Porto con me le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. Il mio corpo è dolorante per lo sforzo che non ho nemmeno pensato di fare.”
F. Pessoa – Il libro dell’inquietudine
“grida, grida, sfoga il tuo dolore, a volte non è un peccato bestemmiare”
Bisogna esporsi (questo insegna
Il povero Cristo inchiodato?)
La chiarezza del cuore è degna
Di ogni scherno, di ogni peccato.
Di ogni più nuda passione
(questo vuol dire il Crocifisso?
Sacrificare ogni giorno il dono
Rinunciare ogni giorno al perdono
Sporgersi ingenui sull’abisso).
P.Pasolini
vi ringrazio!
sì, divisioni sempre poco comprensibili.
Memento audere semper
(G.D’Annunzio)
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Devo trovare una lingua
Che unisca le nuvole
Che separi il mare
Che acuisca il dolore
per poterti guardare
Chinandomi e chiedendo
Succhiando e giocando
Camminando a quattro zampe
Devo trovare una lingua
Che sia adatta alle voci
Quando tramonteranno i sensi
E si sveglierà il sentimento
Quando metterò l’unghia
Nelle ferite, la corona di spine
Sui capelli.
Devo trovare una lingua febbrile
Che si riempia di pus
Si farà blu il mattino
E tenera la sera.
Devo trovare una lingua
Che abbia l’amarezza del bacio più dolce
La levità dell’uccello
E l’asprezza della conoscenza.
Devo trovare una lingua
Per parlarti.
[Aléxandros Isaris]
Trovare una lingua nuova, nuove parole, per comprendere, per comprendersi.
Le moderne teorie del linguaggio e sull’uso dello stesso insegnano che il perchè è l’inizio di una domanda che chiude il dialogo, annulla ciò che si è detto e pensato prima, porta alla chiusura con, spesso, una risposta secca e non veritiera. Un “come mai” invece produce l’effetto opposto. Se mi chiedessi perchè non risponderei, farfuglierei qualcosa, così ho provato a chiedermi come mai e ho trovato molte risposte, rubate anche al mio interlocutore.
Coma mai tanta apprensione per la vita di quest’uomo? Perchè conosce una verità che spaventa, una verità che fa tacere, che sconvolge anche chi gli sta accanto perchè nonostante lo sforzo e la buona volontà non la condivide fino in fondo, non ha ancora compreso. Paura che lo uccidano, paura di perdere il proprio status, paura di condividere dolori, miserie, potere e ricchezza … paure che, come tu mi insegni, si riconducono a una sola grande paura: quella della morte. Spogliarsi delle proprie certezze, delle proprie ricchezze, del potere acquisito in fondo non è la morte? E la morte fisica non fa paura? Il segreto è vivere da vivi, convinti che se si abbandona la materia rimane un’energia eterna che non conosce fine, come lo spazio, il tempo, il fuoco del roveto, l’acqua che da goccia diventa oceano per tornare goccia, ma quell’energia è qui, ora, e non in un futuro certo ma non ben precisato che chiamano aldilà.
SM
Gratuità, una parola che spesso disorienta, mette un pò a disagio. Si, perché la regola vuola che ogni cosa ha un prezzo, ma l’Amore, quello con la A maiuscola, quello per cui ciascuno vive per l’altro, il prezzo non ce l’ha. E’ donato e basta, gratuitamente, senza aspettarsi nulla in cambio; è al di sopra di ogni perché e cancella tutto ciò che è odio, menzogna, discriminazione. Che bello sarebbe! Liberarsi di tante formalità e pregiudizi e lasciare un pò più spazio alla spontaneità
grazie.
cerchiamo tutti la lingua giusta per comunicare.