19. Via dolorosa

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da qui

E’ una strada stretta, gremita di gente: negli angoli, la merce povera dei venditori ambulanti attira gli sguardi dei turisti; voci cantilenanti ripetono inviti ad acquistare; si succedono serrande arancioni, negozi con tende srotolate per proteggere dal sole o le intemperie. Dopo una svolta, si inseguono le edicole cariche di abiti appesi a ogni gancio immaginabile, mentre ragazzi dalla pelle olivastra spingono carrelli troppo grandi per loro. Sulla sinistra, caschi di banane sembrano lampioni barocchi saturi di luce; un uomo in camicia beige e barba rada, con un libro sotto il braccio – la Bibbia, il Corano, un’agenda per gli appuntamenti? -, scivola rapido tra chiosco e chiosco, mentre due soldati sono fermi a un incrocio, chiacchierando guardinghi col fucile a tracolla. Una donna con gli occhiali da sole e il velo bianco sfiora il braccio di Yehouda, che si chiede se Gerusalemme sia la capitale delle tre religioni monoteistiche mondiali o non, piuttosto, un ammasso informe di bancarelle e di negozi. Sotto un arco fitto di piante rampicanti, urta un uomo dai capelli ricci, giacca grigia, maglietta nera e collana di corallo.
Mi scusi…
Mi scusi lei…
Ci siamo già visti?
Ho una faccia piuttosto comune.
Porta sempre tutte quelle penne?
Sono un giornalista, mi chiamo Chlomo.
 Io Yehouda. E’ in cerca di notizie?
Voglio intervistare l’uomo di cui tutti parlano, Yehochoua.
Lo conosco bene.
Dicono faccia miracoli.
Il miracolo è entusiasmare la gente, far credere in qualcosa.
 Non è da tutti. Dicono che dia fastidio a più d’uno, con le idee di giustizia e di uguaglianza.
Non basta avere idee: bisogna realizzarle, incidere nei meccanismi del potere.
Mi porta da lui?
Perché no? Mi segua.
Scendono insieme, facendosi largo tra la gente; sulla facciata di una casa, scritto su una piastra di ceramica, appare un segnale bilingue: Via dolorosa.

18 pensieri su “19. Via dolorosa

  1. Stella Maria

    Il miracolo è far credere in qualcosa.

    Il cuore dell’uomo è chiuso, crede solo in ciò che vede, che può toccare, che è tangibile, senza materialità non c’è certezza ne conoscenza. Cos’è allora la fede, la fiducia, la speranza? E’ un lasciarsi andare a qualcosa che nessun teorema può dimostrare, se non per assurdo, e quell’assurdo è la verità che il cuore conosce e ne ha paura. E’ lo scivolare lento e inesorabile sulla via dolorosa di chi ha fede nell’uomo, una fede cieca che lo spinge a darsi in pasto allo stesso e ad affrontare il nemico perchè l’uomo possa seguirlo sulla via della luce. Serve un miracolo per questo? Non credo: solo aprire il cuore e affidarsi a quella luce che non si sa da dove origina ma c’è, e brilla anche da sotto il moggio, amore e nulla più, che ti libera e ti dà il futuro, un tempo incerto da vivere lanciati in avanti e senza zavorre del passato o presente, delle certezze incerte di questo mondo. Se solo l’uomo si facesse toccare il cuore dalla luce l’entusiasmo lo contagerebbe, scoprirebbe che la via dolorosa è meno impervia se la si fa in due.
    SM

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  2. M&C

    “Sforzatevi di entrare per la porta stretta” (Lc 13,23-24).
    “Io sono la porta”(Gv 10, 7)

    “è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà… tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è “stretta”. Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è “stretto” perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo…
    La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli… con la bontà del cuore, con l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione…
    Come Maria, sua e nostra Madre. Lei per prima, dietro il Figlio, ha percorso la via della Croce ed è stata assunta nella gloria del Cielo… Il popolo cristiano la invoca quale Ianua Caeli, Porta del Cielo.”

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  3. Ema

    “la merce povera dei venditori ambulanti attira gli sguardi dei turisti; voci cantilenanti ripetono inviti ad acquistare”

    trascorriamo la vita attirati da “merce povera” che “voci cantilenanti” ci invitano ad acquistare…indossiamo “abiti” senza curarci del “gancio” al quale sono appesi…schiacciati dalla sofferenza che la nostra “merce povera” ci trasmette quotidianamente, compiaciuti e convinti di aver saputo evitare ogni dolore…

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  4. Ema

    ” Lo conosco bene… Scendono insieme, facendosi largo tra la gente”

    HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    Le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

    E.Montale

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  5. Ema

    “appare un segnale bilingue: Via dolorosa.”

    LA STRADA CHE NON PRESI

    Divergevano due strade in un bosco
    Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
    Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
    Una di esse finchè potevo scrutando
    Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

    Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
    E aveva forse i titoli migliori
    Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
    Benchè, in fondo, il passare della gente
    Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,

    Perché nessuna in quella mattina mostrava
    Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
    Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
    Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
    Dubitavo se mai sarei tornato.

    Questa storia racconterò con un sospiro
    Chissà dove tra molto tempo:
    Divergevano due strade in un bosco, e io…..
    Io presi la meno battuta,
    E di qui tutta la differenza è venuta.

    Robert Frost

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  6. Ema

    “un uomo … con un libro sotto il braccio – la Bibbia, il Corano, un’agenda per gli appuntamenti?”

    Non ha importanza quale etichetta ci identifica … Quello che cerchiamo ci dirà chi siamo veramente.

    NON SO DOVE VADO

    Non so dove vado, ma so con chi vado
    Non so dove sono, ma so che sono in me.
    Non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono.
    Non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio.

    Non so quanto valgo, ma so non fare paragoni.
    Non so che cosa sia l’amore, ma so che godo della sua presenza
    Non posso evitare i colpi, ma so come sopportarli.
    Non posso negare la violenza, ma posso negare la crudeltà.

    Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso,
    Non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da ciò che faccio.
    Non so chi sono, ma so che sono colui che non sa.

    Alejandro Jodorowsky
    (Da “La danza della realtà”)

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  7. Barbye ;-)

    La vita eterna si paga a caro prezzo, perchè ha un valore troppo grande, che neanche noi comprendiamo completamente.

    A Medjugorje ci sono tanti negozietti, centinaia di milgliaia di persone che vanno e vengono, ma tutto scorre lentamente, senza frenesia e nessuno ti obbliga a comprare niente, ma questo succede solo lì. Un abbraccio

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  8. lamentecomplicata

    Tante belle parole, ma ora come ora, chi riesce a guadagnarsi la vita eterna? Oppure, chi vive come Gesù ha predicato? O come Dio, Allah dice?
    Adesso è già un miracolo se qualcuno si ferma per la strada se ti hanno investito..
    Per guadagnarci la vita eterna, dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere, di vedere le cose; anche soffrendo!
    Quante volte, ad esempio pensiamo che il prossimo ci inganni? Pensiamo che la causa di questo pensiero sia il prossimo stesso, perchè molte altre volte si sono verificati episodi che portano a pensarlo.
    Voi vorreste ingannare una persona? NO. Allora nemmeno il prossimo dovrebbe; perchè pensarlo? è la nostra natura che ci induce a fare così, è difficile contrastarla, si dovrebbero avere pensieri “alti” per tutto il tempo nelle testa; cosa che non succede.
    -Questo era un esempio, uno dei tanti. Possiamo citare l’avidità; chi è quella persona che una volta avuto uno non vuole due?

    Ed è questa la sfida che qualunque entità superiore, chiamatela Dio, George, Frank, Lizzie, Sara ci ha lanciato, quella di combattere la nostra natura (nell’ambito “cattivo”) e guadagnarci il regno dei cieli (come scritto nella Bibbia.)

    Un saluto.

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  9. f@r

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=NrY3AQi1B2Y]

    Guardate è entrato nel fuoco! si sentì dalla folla.
    Girammo subito gli occhi. Era
    davvero colui che aveva distolto lo sguardo quando
    gli avevamo parlato. E ora brucia. Ma non grida aiuto.

    Esito. Voglio andare là dentro. Toccarlo con la mano.
    Per natura sono incline a restare sbalordito.

    Chi è costui che si consuma tutto fiero?
    Il suo corpo di uomo non gli duole?

    Qui la terra è oscura. E aspra. Ho paura.
    Fuoco d’estranei non si tocca, m’hanno detto.

    Ma quello bruciava da solo. Completamente solo.
    E più scompariva e più brillava il suo volto.

    Diventava un sole.

    Nel nostro tempo come nei tempi andati,
    alcuni stanno dentro il fuoco e altri applaudono.

    Il poeta si fa a metà fra gli uni e gli altri.

    [Takis Sinopulos]

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  10. Vale

    Gv 10,7
    Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato..

    con amore e umiltà, dalla nostra imperfezione, attraverso la porta stretta, possiamo arrivare alla perfezione nel Paradiso Terrestre.

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  11. Roby (s.d a.)

    – Il miracolo è entusiasmare la gente, far credere in qualcosa.

    Nella vita capitano periodi bui, difficili, eccome se capitano! Il mondo ti crolla addosso, svanisce ogni sogno, ogni speranza. Poi a un certo punto succede qualcosa di inaspettato, un incontro speciale e la prospettiva cambia, perché in fondo al tunnel inizi a vedere una lucina che si intensifica sempre più e pian piano ritorni a vedere il mondo a colori, non più in bianco e nero

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