44. Muri

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=-onRX6eAK8Y&feature=related]

da qui

E’ una specie di Muro occidentale: i lastroni in pietra sono quelli, ma molto più recenti, lisci; esiste forse una copia di ogni cosa, un luogo dove sia possibile specchiarsi in una giovinezza ritrovata, un volto senza rughe, una pelle di bambino, dove le forze ritornino come per miracolo, per un sogno che rigenera, un’utopia che fa ricominciare? Di fronte alla parete, la sede della presidenza, in legno scuro, a forma di podio, per segnalare anche all’occhio una gerarchia riconoscibile, una mappa del potere. Gli altri scranni sono disposti a forma di teatro, non circolare, ma quadrato. Le poltroncine munite di rotelle permettono di girarsi da qualunque parte, come si potesse voltare le spalle a chi comanda, finirla con l’ordine, tagliare i ponti con chi la vuole fare da padrone; oppure appartarsi, considerare il mondo da un’altra prospettiva, inseguire alternative.
Hadas ha occhiali leggeri e sopracciglia folte:
Comincia a creare problemi, il nazareno.
Rabi ha rughe che raggiungono i capelli bianchi e radi:
Belle idee, buone per un altro mondo; se la gente ci credesse, finirebbe col considerarci sorpassati.
Tsion ha un sorriso largo sotto i baffi brizzolati:
Dovrebbe darsi al cinema, sfruttare il successo per assicurarsi la vecchiaia.
Se continua così, saremo noi che perderemo la pensione.
Ci mette in ridicolo con i suoi sogni di comunità mondiale.
La gente ci chiederà conto dei nostri sistemi di difesa.
Non potremo più occupare i territori.
Tenere posti di blocco.
Sparare in caso di sconfinamento.
Dovremmo prenderlo sul serio, e invece qui lo snobbano, gli lasciano fare il sognatore.
L’altro, però, l’hanno ammazzato.
Chissà chi ha dato l’ordine.
Dicono che abbiano fatto girare dei biglietti.
 C’era un biglietto anche sulla croce.
 Basta: Yehochoua riesce sempre a confonderci le idee.
L’unica è ucciderlo.
Senza lasciare tracce.
Né biglietti.
C’è una differenza tra questo muro e l’altro: qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada, tra fessura e fessura, pietra e pietra.

21 pensieri su “44. Muri

  1. Ema

    “- L’unica è ucciderlo.
    – Senza lasciare tracce.”

    IL VERO AMORE NON LASCIA TRACCE

    Come la bruma non lascia sfregi
    Sul verde cupo della collina
    Così il mio corpo non lascia sfregi
    Su di te e non lo farà mai
    Oltre le finestre nel buio
    I bambini vengono, i bambini vanno
    Come frecce senza bersaglio
    Come manette fatte di neve
    Il vero amore non lascia tracce
    Se tu e io siamo una cosa sola
    Si perde nei nostri abbracci
    Come stelle contro il sole
    Come una foglia cadente può restare
    Un momento nell’aria
    Così come la tua testa sul mio petto
    Così la mia mano sui tuoi capelli
    E molte notti resistono
    Senza una luna, senza una stella
    Così resisteremo noi
    Quando uno dei due sarà via, lontano

    Leonard Cohen

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  2. Rashide

    C’è una differenza tra questo muro e l’altro: qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada, tra fessura e fessura, pietra e pietra.

    “…ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote…” (Lc 1,52-53),ma anche: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Gv 15,18).

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  3. Rashide

    “Quando sono giunto fuori,
    assolutamente fuori di tutto,
    al di là di ogni vestigia, allora
    sono risorto, ponendo il piede
    su un altro mondo,
    risorto, compiendo una resurrezione,
    risorto, non rinato, ma risorto,
    con lo stesso corpo di prima,
    nuovo al di là della conoscenza
    di ciò che è nuovo,
    vivo al di là della vita,
    orgoglioso al di là di qualsiasi
    idea di orgoglio, vivendo
    dove la vita non era immaginabile,
    qui, nell’altro mondo, ancora
    terrestre
    io stesso, lo stesso di prima
    eppure indicibilmente nuovo”.

    D.H.Lawrence

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  4. Sabina

    – qui l’erba selvatica non riesce a farsi strada…-

    Un muro arido come un cuore che non si apre all’amore, che non accoglie l’altro e non è capace di ascoltare; un muro bianco e freddo, senza colori né calore, come un cuore spento.

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  5. Barbye ;-)

    E’ sempre la stessa storia: chi è scomodo viene sempre fatto fuori. E’ consolante sapere che noi siamo i figli dello “scomodo” per eccellenza. Dobbiamo imparare bene ad incassare i colpi ahahah 😉

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  6. M&C

    esiste forse una copia di ogni cosa, un luogo dove sia possibile specchiarsi in una giovinezza ritrovata…. dove le forze ritornino come per miracolo, per un sogno che rigenera, un’utopia che fa ricominciare?

    Questo luogo, dove “la sabbia e l’acqua s’incontrano” ed “hai voglia di saltare, di fare mille schizzi”, c’è ed è negli occhi di chi si ama, negli occhi dell’amore, come gli “occhi azzurri e insostenibili di Yehochoua”, quegli occhi che “non sono come gli altri,”, ma “hanno la forza della roccia, la tenerezza dell’acqua appena increspata dalla brezza della sera”.

    http://www.youtube.com/watch?v=Y9tgmbSd-EI

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  7. fefferica

    “La gente ci chiederà conto dei nostri sistemi di difesa.”

    Era il giorno ch’al sol si scoloraro
    per la pietà del suo factore i rai,
    quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
    ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.

    Tempo non mi parea da far riparo
    contra colpi d’Amor: però m’andai
    secur, senza sospetto; onde i miei guai
    nel commune dolor s’incominciaro.

    Trovommi Amor del tutto disarmato
    et aperta la via per gli occhi al core,
    che di lagrime son fatti uscio et varco:

    però, al mio parer, non li fu honore
    ferir me de saetta in quello stato,
    a voi armata non mostrar pur l’arco.

    F.Petrarca –Canzoniere (rerum vulgarium fragmenta)

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  8. Ema

    “Un muro era la notte, invisibile e pieno.
    Io pur sapevo al buio le tue pupille scernere,
    e bevevo il tuo fiato, dolcissimo veleno,
    e i piedi t’assopivo, entro mani fraterne.
    Un muro era la notte, invisibile e pieno.”

    C.Baudelaire

    Rispondi
  9. Ema

    “La gente ci chiederà conto dei nostri sistemi di difesa.”

    Era il giorno ch’al sol si scoloraro
    per la pietà del suo factore i rai,
    quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
    ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.

    Tempo non mi parea da far riparo
    contra colpi d’Amor: però m’andai
    secur, senza sospetto; onde i miei guai
    nel commune dolor s’incominciaro.

    Trovommi Amor del tutto disarmato
    et aperta la via per gli occhi al core,
    che di lagrime son fatti uscio et varco:

    però, al mio parer, non li fu honore
    ferir me de saetta in quello stato,
    a voi armata non mostrar pur l’arco.

    F.Petrarca –Canzoniere (rerum vulgarium fragmenta)

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  10. Ema

    “- Comincia a creare problemi, il nazareno.”

    “Io non trovo nessuna colpa in quest’uomo”

    “- Chissà chi ha dato l’ordine.”

    “Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».”

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  11. Ema

    I

    Meriggiare pallido e assorto
    presso un rovente muro d’orto,
    ascoltare tra i pruni e gli sterpi
    schiocchi di merli, frusci di serpi.
    Nelle crepe dei suolo o su la veccia
    spiar le file di rosse formiche
    ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
    a sommo di minuscole biche.

    Osservare tra frondi il palpitare
    lontano di scaglie di mare
    mentre si levano tremuli scricchi
    di cicale dai calvi picchi.

    E andando nel sole che abbaglia
    sentire con triste meraviglia
    com’è tutta la vita e il suo travaglio
    in questo seguitare una muraglia
    che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

    E.Montale

    Rispondi
  12. f@r

    Gli altri scranni sono disposti a forma di teatro, non circolare, ma quadrato. Le poltroncine munite di rotelle permettono di girarsi da qualunque parte, come si potesse voltare le spalle a chi comanda, finirla con l’ordine, tagliare i ponti con chi la vuole fare da padrone; oppure appartarsi, considerare il mondo da un’altra prospettiva, inseguire alternative.

    Spesso siamo così accartocciati su noi stessi da non vedere, non sentire non avere alcun canale comunicativo con l’altro se non come cestino delle nostre cartacce, come contenitore delle nostre inutili parole; l’altro è lì ma è a noi stessi che parliamo, è noi stessi che mettiamo in mostra, l’altro ci deve vedere, ascoltare, deve capire, assimilare, cambiare prospettiva, l’altro deve accorgersi di noi. Povero mondo! Inutile sperare che i muri cadano se non impariamo l’abisso che ci separa dal Tu, se non abbiamo nessuna voglia di iniziare il lungo viaggio di avvicinamento, fatto di passi di ascolto, di silenzi pieni di attenzione e meraviglia, di lettura silenziosa dei moti del volto, dei guizzi degli occhi, di tutti quei minuscoli dettagli che raccontano più di fiumi di parole, inutile sperare che cadano i muri se non desideriamo vedere il mondo con i suoi occhi.

    Se di queste pietre una
    lasciasse trapelare
    ciò che la nasconde:
    qui, accanto,
    dalla gruccia di questo vecchio,
    si schiuderebbe, come ferita
    in cui ti dovresti tuffare,
    solitario,
    lontano dal mio grido, già
    sbozzato anch’esso, bianco.

    (P. Celàn)

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=wGMs58GeVY8]

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  13. lucia D.

    E’ il romanzo,o racconto,più strano che abbia mai incontrato.Ci ho messo anni per capire Dostoj…etc etc,e dovevo segnarmi i nomi di tutti i personaggi,per leggere bene i suoi romanzi,e poi diventavano più simili all’italiano.Questa serie di racconti mi fa lo stesso effetto.Perchè i protagonisti non restano fermi?La terra è limitata,comunque.Ad un certo punto,o ti siedi o devi inventare.Io non ho scritto dialoghi nei diarii per anni,perchè,tanto,erano già tutti nei Demoni,e soprattutto nei Karamazov.Alla fine,In Russia andava sempre tutto in un ragnetto rosso,e quindi in un’isola in Grecia.Il gelo,immagino.
    Ed è lo stesso con questa serie di racconti.Chi ha ucciso il padre nei Karamazov?Non lo sa neanche l’autore,ma è un ragnetto rosso,sul Corso,dove l’orchestra suonava a Fedor la sua musica,quando passava.Quella non è l’epilessia.
    Bello,comunque.Non capisco la trama,ancora,ma non importa.C’è l’Himalaya e poi la fossa delle Marianne,e lì non si sbaglia.Da lì,almeno credo,la nona di Beethoven.Ma questo non lo so.Ciao,Lucia D.
    .

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  14. RossellaT

    Outside the wall (Pink Floyd)

    Da soli, o a coppie
    Quelli che davvero ti amano
    Camminano sù e giù aldilà del muro
    Alcuni mano nella mano
    Alcuni riuniti in gruppi
    I cuori teneri e gli artisti resistono
    E quando ti avranno dato tutto di se stessi
    Alcuni barcolleranno e cadranno
    Dopo tutto non è facile
    Sbattere il proprio cuore contro il muro di un pazzo bastardo.

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  15. Roby (s.d a.)

    – Belle idee, buone per un altro mondo…
    Già, perché in questo mondo “tutti vogliovono viaggiare in prima, l’hostess che c’ha tutto quel che vuoi…”
    Prospettive di vita completamente diverse, dove le idee di uguaglianza cozzano inevitabilmente con l’arrivismo ossessivo, l’arrampicamento sociale, la ricerca spasmodica di emergere a tutti i costi in piccoli circoli esclusivi, calpestando, talvolta, valori fondamentali come il rispetto e la dignità di chiunque possa minare la propria scalata al successo.
    Un passo indietro, per provare a ritrovare un pò di umanità, per provare a scrostare le pareti di queste coscienze soffocate e corrotte da effimere illusioni, senza pensare che … se la gente ci credesse, finirebbe col considerarci sorpassati

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