50. Pietra

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=eqsdtw5bRsY&feature=related]

da qui

Sono davanti a una pietra rossastra su cui calano lampade eleganti, prepararono il corpo per la sepoltura in questo punto, due ceri a guardia su ambo i lati, non ho mai creduto a queste cose, sullo sfondo un’immagine in cui spicca l’oro fino del cielo, dicono ci siano gocce del suo sangue, Chlomo si china per guardare meglio, queste cose mi fanno imbufalire, cerca di tornare a quel momento, Yehochoua è morto da poco, ancora caldo, pieno di sangue, la faccia stravolta dal dolore, e questo sarebbe un Dio? ma il pensiero è ai Musei Vaticani, alla volta che rimase folgorato, era questa la pietra? la sfiorava la mano del Mashiah, mentre alcuni personaggi si chinavano ansiosi su di lui, Nakdimon, Myriam, Yousef il ricco, Magdalenne dalla bellezza straordinaria, la pietra, perché ti attira quella pietra?, Caravaggio creava cose più vere del vero, dicono che la letteratura sia così: narra il mondo com’è, non come lo percepiamo distratti da idiozie, e lui sembra dormire, come avesse concluso una giornata faticosa, e tu saresti un Dio? l’attenzione è concentrata su Yehochoua, anche se la donna grida con le braccia al cielo e Nakdimon sembra guardare da tutt’altra parte, forse soltanto per lo sforzo, nota come poggia i piedi sulla pietra, non c’è un dettaglio fuori posto, Chlomo, a cosa stai pensando?
Pensavo a questa pietra.
Ma va’, e cosa ne hai concluso?
Rifletto sulla gente che si è chinata qui, che si è sentita attratta.
E allora?
Vedo la folla che cerca Yehochoua, il potere che detiene, forte come la Pietra dell’unzione, su cui però, da qualche parte, c’è una macchia invisibile di sangue.
 Sei d’accordo con me, bisogna agire, mobilitare, sfruttare la corrente favorevole.
Yehouda, mi vengono in mente quelle facce.
Quali facce?
Nakdimon, Myriam, Magdalenne: non cercano qualcosa al di fuori, sono attratti dentro, basta poggiare i piedi sulla pietra, questa pietra.
Che stai facendo, Chlomo!
Mi tolgo le scarpe.
Sei diventato matto?
Sta guardando negli occhi Nakdimon, mi fai spazio? solo per un attimo; lo guarda con la barba rada, la faccia scavata dal dolore, vieni, c’è posto anche per te.

24 pensieri su “50. Pietra

  1. Barbye ;-)

    Quante sfaccettature possiamo trovare dietro a questa parola: aridità, impermeabilità, fredezza. A seconda del senso che diamo alle cose, le cose prendono un senso e tutto ritorna in gioco, così una pietra può diventare il punto esatto sul quale possiamo costruire la nostra vita, i nostri valori, la nostra fede;-)

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  2. Ema

    “Mi tolgo le scarpe…..mi fai spazio? solo per un attimo”

    …l’attimo infinito nel quale riusciamo a stabilire il contatto…

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  3. Ema

    NON HO PORTA-DICE LA PIETRA
    Conversazione con una pietra
    (Wislawa Szymborska)

    Busso alla porta della pietra
    – Sono io, fammi entrare.
    Voglio venirti dentro,
    dare un’occhiata,
    respirarti come l’aria.

    – Vattene – dice la pietra.
    – Sono ermeticamente chiusa.
    Anche fatte a pezzi
    saremo chiuse ermeticamente.
    Anche ridotte in polvere
    non faremo entrare nessuno.

    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    Vengo per pura curiosità.
    La vita è la sua unica occasione.
    Vorrei girare per il tuo palazzo,
    e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
    Ho poco tempo per farlo.
    La mia mortalità dovrebbe commuoverti.

    – Sono di pietra – dice la pietra
    – E devo restare seria per forza.
    Vattene via.
    Non ho i muscoli per ridere.

    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
    mai viste, belle invano,
    sorde, senza l’eco di alcun passo.
    Ammetti che tu stessa ne sai poco.

    – Sale grandi e vuote – dice la pietra
    – Ma in esse non c’è spazio.
    Belle, può darsi, ma al di là del gusto
    dei tuoi poveri sensi.
    Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
    Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
    ma tutto il mio interno è girato altrove.

    Busso alla porta della pietra
    – Sono io, fammi entrare.
    Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
    Non sono infelice.
    Non sono senza casa.

    Il mio mondo è degno di ritorno.
    Entrerò e uscirò a mani vuote.
    E come prova d’esserci davvero stata
    porterò solo parole,
    a cui nessuno presterà fede.

    – Non entrerai – dice la pietra.-
    Ti manca il senso del partecipare.
    Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
    Anche una vista affilata fino all’onniveggenza
    a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
    Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
    appena un germe, solo una parvenza.

    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.
    Non posso attendere duemila secoli
    per entrare sotto il tuo tetto.

    – Se non mi credi – dice la pietra-
    rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
    Chiedi a una goccia d’acqua, dirà come la foglia.
    Chiedi infine a un capello della tua testa.
    Scoppio dal ridere, d’una immensa risata
    che non so far scoppiare.

    Busso alla porta della pietra.
    – Sono io, fammi entrare.

    – Non ho porta – dice la pietra.

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  4. Ema

    “non cercano qualcosa al di fuori, sono attratti dentro, basta poggiare i piedi sulla pietra, questa pietra. ”

    Mi intenerisce questa bellissima descrizione del “sentire” umano e divino insieme…le emozioni non si possono spiegare bisogna toccarle…e anche la pietra inanimata può diventare carne…

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  5. Stella Maria

    …non cercano qualcosa al di fuori, sono attratti dentro, …
    Tu mi insegni che Dio non e’ in un luogo astratto e lontano ma nel cuore dell’uomo e che se l’uomo fosse capace di stare in silenzio, meditare ascoltare, troverebbe la strada, il cunicolo, la caverna, il ventricolo, quel piccolo angolo in cui Lui dimora.
    Dov’ e’ Dio? E’ la domanda ricorrente. E’ sotto la pietra dell’indifferenza anche a noi stessi, al nostro spirito, la pietra che mettiamo per non aprirci e scoprirci semplicemente uomini con le nostre fragilità e debolezze, una pietra facile da far rotolare via: basta un attimo di silenzio e l’ascolto, due forze potenti per spostare la più pesante delle pietre, due strade per un solo senso di marcia, quello che conduce a Dio, nel luogo del cuore in cui dimora prigioniero dell’uomo.
    SM

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  6. Titti

    Mi fai spazio? Vieni, c’e’ posto anche per te.

    Solo se mettono i loro piedi sulla pietra, seguendo le orme di Yehochoua, due persone distanti come Chlomo e Yehouda possono incontrarsi e scoprirsi fratelli in Cristo.

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  7. lucia D.

    La pietra non ha volto,tranne i graffiti.Resta sempre aperta,dunque.Non ha la copertina.Chiunque passa si può credere il destinatario del messaggio.La lapidazione ti dice in che stato sei,per esempio.Geografia breve,Golia.
    .Buona giornata,Lucia.

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  8. lucia D.

    Volevo dire che il fascismo rovina i denti,come lo zucchero.La gogliardia è una parola che non ha senso.Dopo la tragedia c’è l’italia,ed anche prima.C’è un racconto su una risata,prima del suicidio del soldato.Thomas Mann ed altri scrittori.Roccia.
    L.

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  9. Barbara

    «Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterarlo di nuovo.»
    Etty Hillesum – Diario 1941-1943

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  10. Titti

    Quando una pietra tombale ci schiaccia e ci chiude alla vita, bisogna con impeto spingerla via e correre a vedere il colore del vento.

    Con le ali di prima pensai di scappare
    ma il braccio era nudo e non seppe volare.
    Poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
    e le mie braccia divennero ali,
    quando mi chiese: «Conosci l’estate?»
    io, per un giorno, per un momento,
    corsi a vedere il colore del vento.

    Leda Battisti interpreta IL SOGNO DI MARIA di Fabrizio De Andrè

    http://www.youtube.com/watch?v=T3uiNqdDirQ

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  11. Ema

    “Rifletto sulla gente che si è chinata qui, che si è sentita attratta.”

    “Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: “Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi”.
    Mt.8

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  12. RossellaT

    Ho visto la Sacra Sindone, ho ascoltato la descrizione minuziosa delle torture subite da quell’Uomo e quando sei lì davanti fai davvero fatica a pensare che il tuo Dio non possa aver reagito “e tu saresti un Dio?”. Eppure accanto a me c’erano uomini e donne, anziani e bambini, poveri e ricchi, persone di ogni razza tutti attratti e allora dici si questo è il mio Dio.

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  13. M&C

    Caravaggio creava cose più vere del vero, dicono che la letteratura sia così: narra il mondo com’è, non come lo percepiamo distratti da idiozie

    Mi ricorda il tuo ultimo libro don, “Non superare le dosi consigliate”, dove dedichi un ampio spazio alla pittura caravaggesca, “con uno sguardo capace di leggere nei particolari di un’opera il senso di una visione piu’ generale del mondo”, il senso di una vita nella quale liberta’ equivale a scelta d’amore.

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  14. Vale

    mi fai spazio? …. vieni, c’è posto anche per te.

    Quella pietra che rotola via, che apre la porta a quel Dio che prende la tua mano e ti conduce al cuore. Quel Dio che ti converte e non ti lascia a una vita inutile.

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  15. fides&ratio

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=663vGZXLaHo]

    Un angolo di pietra ci viene incontro o è una pietra angolare quella che vediamo?
    E’ un angolo di cielo da guardare quello che cerchiamo o un cielo su cui poggiare i piedi solido e sicuro come pietra?
    Angoli e visioni diverse, come mettersi al posto dell’uomo che ci guarda dritto negli occhi e ci invita ad entrare in una luce nuova, quella che mostra , evidenzia, esalta ciò che è, perché possiamo guardare da un nuovo angolo di visuale la pietra, il deposto, il dolore, la bellezza composta dell’amore che tace: perché in ciò che è sta il segreto di ciò che esiste invisibile agli occhi.

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  16. Roby (s.d a.)

    Mettiamoci una pietra sopra, si dice così per dimenticare, per chiudere definitivamente un capitolo, per porre fine a qualcosa. Ma stavolta no, non è così: la pietra rotolata, la ribellione potente alla morte, la fine che segna l’inizio di una nuova vita, la luce che splende ancora, il dolore e la sofferenza che si trasformano in una nuova speranza

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  17. Titti

    E’ un nuovo giorno
    è una nuova speranza
    posso ricominciare.
    Ti è mai capitato un mattino
    di alzarti ancor prima dell’alba
    vedere le strade deserte che accendono la vita
    E come d’incanto la tua città
    si riempie di cuori
    che battono ancora
    e senti il tuo cuore che batte
    solo per farti amare.
    E’ un nuovo giorno
    e la vita si accende
    posso ricominciare.

    BENTORNATO, FABRY.
    Ci sei mancato!

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