[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BGIL_yyT3wI&feature=fvst]
da qui
Quassù non c’erano mai stati. Oltre i rami degli alberi si snoda la strada su cui arrancano i pullman turistici, stipati di valigie e pellegrini; oltre il guard rail, la distesa delle case va incontro al tramonto di nubi rosse e nere che non riescono a nascondere l’azzurro. Il sorriso della donna traspare dagli occhi, fari incastonati nell’ovale bianco del viso, dello stesso colore dei capelli neri, raccolti solo in parte.
– E’ bello qui: la città sembra correre verso l’orizzonte.
– E’ la nostra vocazione: strapparci alle abitudini e raggiungere un livello superiore.
Guarda, Yehochoua: prima di tutto, studiare la struttura della casa.
– Ma la gente spesso si accontenta.
– Per questo è insoddisfatta.
Scoprire se ci sono sfasature, se il tempo ha reso le pareti irregolari.
– Come spiegare che la vita è crescere?
– Educando al nuovo: prima s’impara, meglio è.
Il mobile deve adattarsi perfettamente alla parete.
– La massa è pigra, sceglie la via più facile e più comoda.
– Cosa dicono di me?
Poi, progettare: disegnare i pezzi, plasmarli in relazione a ciò che li circonda.
– Dicono che sei un originale, un sognatore; o un puro che sarà fatto fuori dal potere.
Il progetto elimina ogni inconveniente, gli ostacoli previsti o prevedibili.
– E tu, Magdalenne, cosa dici di me?
Evitare ogni spreco e malfunzionamento.
– Dico che sei il cielo sopra la distesa delle case, il senso della strada che s’inerpica faticosamente intorno alla collina.
Acquistare i materiali dai fornitori giusti.
– Sono felice che tu riesca a capirmi.
Calcolarne la spesa in proporzione al denaro offerto dal cliente.
– Ti ho capito fin dal primo momento.
Papà, devo dirti una cosa.
– Anch’io ti ho amata subito.
Dimmi, figlio.
Yehochoua ha uno sguardo dolce e serio.
Io voglio studiare.
Magdalenne ha la bocca semiaperta, la testa leggermente abbassata, come se guardasse di traverso.

“Papà, devo dirti una cosa…
Io voglio studiare”
…lo spirito può esprimersi solo attraverso il corpo.
C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.
(Ivano Fossati, C’ e’ tempo)
Questo passo, questo dialogo fra Magdalenne e Yeoshua, ha dello straordinario, qualcosa che non può che colpirti in quell’angolo nascosto del cuore il cui accesso e’ consentito solo a Dio.
Grazie, semplicemente.
SM
Yehochoua, un grande architetto capace di ristrutturare il cuore dell’uomo, studiandone bene le misure e adattando a ognuno il proprio arredamento, l’abito su misura, perché’, e’ vero, Dio non ne crea uno uguale all’altro e all’uomo si adatta e ne ricostruisce il cuore affinché giunga alla perfezione e quindi di nuovo a Lui, per il benessere dello stesso e il ritorno all’unita’ fra Creatore e creatura.
Magdalenne, la sensibilità forte, paziente, dolce di chi sa amare, grande e unica come l’amore/carità che san Paolo sa descrivere in modo unico e univoco nella sua lettera ai Corinzi.
Ritrovarsi e capirsi e’ come vivere un attimo di eterno, come quando si fa la comunione e ci si sazia di un Dio delizioso da gustare, profumato, un cibo che se da una parte toglie la fame, dall’altra non ci si riesce mai a saziare, almeno io.
Bel brano di questo romanzo, ma dire bello e’ dire nulla e spero di essere riuscita a spiegarmi bene ed essere capita come …. Magdalenne:-)
SM
“Magdalenne ha la bocca semiaperta, la testa leggermente abbassata, come se guardasse di traverso.”
http://www.youtube.com/watch?v=qeNWbjjLeSA
“volli fortissimamente volli”
V.Alfieri
..e senza farsi legare alla sedia…in piena libertà!
“Ma la gente spesso si accontenta.”
http://www.youtube.com/watch?v=ez75GMRD4bQ&feature=related
– Ti ho capito fin dal primo momento.
http://www.youtube.com/watch?v=UB-ymwBUtvs
Le difficoltà sono i suoi unici amici, e sono tornati di nuovo…
Le difficoltà sono l’unica strada percorribile, percorribile…
So cosa vuol dire, e ti porterò a casa, ti porterò a casa
Se lei avesse avuto le ali sarebbe volata via
E un giorno o l’altro Dio gliene darà un paio
Le difficoltà sono l’unica strada percorribile, percorribile
Così forte come eri, eri tenera
Ti sto osservando respirare, per l’ultima volta
Una canzone per il tuo cuore, ma quando è in silenzio
So cosa vuol dire, e ti porterò a casa, ti porterò a casa…
http://www.youtube.com/watch?v=76-PReMSGi4
“Però in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio
Sono una cosa sola inseparabili
La luce si unisce allo spazio in una cosa sola”
– Dico che sei il cielo sopra la distesa delle case, il senso della strada che s’inerpica faticosamente intorno alla collina.
La dichiarazione d’amore più bella che io abbia mai letto, parole di grande tenerezza e verità, in cui non può non riconoscersi ogni innamorato.
Un frammento di poesia che colpisce al cuore, profondamente, ed ispira un senso di pace e di libertà, di cui solo l’Amore vero è capace.
– Ma la gente spesso si accontenta.
– Per questo è insoddisfatta.
Capita, rincorri continuamente e con ostentazione qualcosa, fino allo sfinimento, poi riesci ad averla , ma non sei felice; così cerchi un altro obiettivo, perché adesso è quello lo scopo della vita che, una volta raggiunto, ti renderà felice, ma non è così, manca ancora qualcosa e qualcos’altro … all’infinito. Perennemente insoddisfatti , pur avendo tutto. Che tristezza! La verità è che la felicità non si compra al supermercato, ma la trovi gratuitamente negli scaffali del cuore, se solo riesci a metterne in ordine il magazzino, svecchiandolo di quei cadaveri invendibili, quali egoismo e avarizia, e regalando un sorriso alla prima persona che incontri la mattina,magari salutandola cordialmente con un semplice “Buongiorno”
vi ringrazio!
c’è tempo per dichiarare il proprio amore, ma meglio farlo subito.
– Ti ho capito fin dal primo momento.
– Anch’io ti ho amata subito.
Capire, è aprire lo sguardo, fare spazio, è attenzione.
E’ un miracolo, come se a scorrerci dentro fosse il sangue dell’altro e solo allora ascoltassimo il battito della vita: solo così tutto diventa chiaro come
il cielo sopra la distesa delle case, il senso della strada che s’inerpica faticosamente intorno alla collina.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HfXoADUoYy4]
il pezzo più bello del mondo.
con parole altrettanto belle.
grazie, Fides.
– Dico che sei il cielo sopra la distesa delle case, il senso della strada che s’inerpica faticosamente intorno alla collina.
E’ davvero l’immagine più alta e totale dell’amore e delle cose ‘vere’. Le vie per raggiungerle spesso sono le più difficili e tortuose. Magari si dubita di arrivare in cima alla montagna, magari ci si arriva stanchi e con delle ferite. Ma le occasioni vere si distinguono perché tolgono il peso della stanchezza e il dolore delle ferite rimediate durante il percorso. Danno un senso alle difficoltà incontrate, le rendono una tappa di passaggio in un cammino.
grazie Pamela: è il misterioso “giogo leggero”, così difficile da capire se manca questo anello.
– E’ la nostra vocazione: strapparci alle abitudini e raggiungere un livello superiore.
Senza fine
Tu trascini la nostra vita
Senza un attimo di respiro
Per sognare
Per potere ricordare
Ciò che abbiamo già vissuto
Senza fine, tu sei un attimo senza fine
Non hai ieri
Non hai domani
Tutto è ormai nelle tue mani
Mani grandi
Mani senza fine
Non m’importa della luna
Non m’importa delle stelle
Tu per me sei luna e stelle
Tu per me sei sole e cielo
Tu per me sei tutto quanto
Tutto quanto io voglio avere
Senza fine…
Trovo questa pagina geniale, la costruzione di un amore e’ come la costruzione di una casa. Bisogna stare attenti ai particolari, evitare i malfunzionamenti, scoprire i dolori che hanno creato sfasature nelle pareti del cuore, capire chi veramente si adatta al nostro. Per amare cosi’ come per costruire ci vuole tempo e sacrificio ma e’ questo il senso della vita che ci portera’ alla fine della strada che s’inerpica faticosamente intorno alla collina.
Su questo blog sto ricominciando a studiare…. Grazie don!
http://www.youtube.com/watch?v=5C-WjiKbtEw&feature=related
– Sono felice che tu riesca a capirmi.
http://www.youtube.com/watch?v=boOy4WMh03c&feature=player_embedded
E’ splendido questo dialogo tra Yehochoua e Magdalenne, trasmette dolcezza e fiducia. Lascia immaginare un’intesa ricca di comprensione e armonia. Un dialogo composto di domande e risposte, da parole dal significato profondo, dove ogni parola, ma anche un silenzio, o un semplice gesto è un tessuto d’amore.
Lassù non c’erano mai stati. La strada è faticosa e in salita, ma conduce alla meraviglia e all’emozione di un panorama da togliere il respiro. Panorama da guardare e vivere, anche, e soprattutto, attraverso gli occhi e il cuore dell’altro.
E’ sempre un piacere leggerla,Don Fabrizio.Un saluto,Lucia D.
grazie, care!
mi aiutate a proseguire.
– E’ la nostra vocazione: strapparci alle abitudini e raggiungere un livello superiore
– Ma la gente spesso si accontenta.
– Per questo è insoddisfatta.
– La massa è pigra, sceglie la via più facile e più comoda
– Sono felice che tu riesca a capirmi
– Ti ho capito fin dal primo momento
– Anch’io ti ho amata subito
Questo dialogo tra Y e M – per associazione di idee – mi fa venire in mente un film americano dal titolo tradotto come “Ascolta il tuo cuore” (chissà qual e’ l’originale) in cui lo sceneggiatore ha un po’ calcato la mano passando dalla favola alla tragedia. Due concetti pero’ arrivavano diretti allo spettatore: e’ bello battersi per una cosa a cui tieni, anche se c’e’ da faticare un po’ (via la pigrizia e l’accontentarsi, quindi, di cui parlano Y e M) e nella tragedia piu’ totale essere beati di quello che si e’ potuto assaporare comunque (nel film il giovane protagonista in fase terminale dice di sentirsi comunque fra i pochi fortunati per aver avuto il privilegio di incontrare la propria anima gemella, cosa che non capita a tutti: il sentirsi capiti elimina la solitudine).
Fabry, prosegui così: alla grande!
grazie Titti!