67. Ci sono posti

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2WqBJIz8khM]

da qui

Sulla parete rocciosa ci sono pochi segni di quello che fu il tempio splendido di Augusto: una grotta in mezzo alla parete; impronte di finestre sparse qua e là senza un ordine apparente; scalini enormi che scendono curvando tra rocce di colore e consistenza vari. Si potrebbe immaginare come fosse in origine: i frontoni e i colonnati in marmo, le scalinate solenni che incutevano rispetto, le porte gigantesche, aperte sulla semioscurità di interni raffinati.
E’ il ciclo della materia, che si logora col tempo.
Conoscessimo il segreto del’immortalità!
Dovresti saperlo, Shime’on.
E come potrei?
Lo capirai con la mia storia.
Cosa vuoi dire?
Dove vai, Yehochoua!
C’è un fuoco che può distruggere tutto, tranne l’amore.
Arrivo fino alla cappella, mamma.
Perché parli di morte? Mi turbi, quando fai così.
Myriam lo segue di nascosto, passando dietro gli alberi.
Che senso ha dirsi credenti, se non si è disposti a morire per la causa?
E’ una sala bianca, con un arco grande e due più piccoli.
Se tu muori, per noi non c’è speranza.
Yehochoua prende una sedia e l’accosta all’arco grande.
La speranza nasce dal saper morire, Shime’on.
E’ sulla punta dei piedi, rischia di cadere.
Tu non morirai, ci siamo noi a difenderti.
Allunga la mano fino al crocifisso appeso al muro.
Parli come parlano gli sciocchi, Shime’on.
Ecco, l’ha preso tra le mani, lo accarezza.
Dovranno passare sui nostri cadaveri, quanto è vero Dio!
Si concentra troppo, perde l’equilibrio.
Non nominare il Nome, Shime’on!
Yehochoua, cadi, stai attento!
Mamma, perché mi segui sempre? Ci sono posti dove dobbiamo stare soli.

23 pensieri su “67. Ci sono posti

  1. M&C

    -Ci sono posti dove possiamo stare solo soli.

    Mi ritrovo molto in questa affermazione.
    Ci sono momenti in cui ho bisogno di solitudine, per ritrovare me stessa, per riflettere, per recuperare la carica giusta e ripartire con nuovo entusiasmo.
    Siamo esseri sociali, non possiamo vivere soli, senza nessuno da amare e che ci ami, ma a volte è necessario fermarsi per riscoprirsi innamorati della vita, è necessario un po’ di silenzio per apprezzare ancora la musica del cuore…. è necessario almeno per me!

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  2. M&C

    – Parli come parlano gli sciocchi, Shime’on

    Shime’on, come ti capisco!
    Mi sento sciocca tanto quanto te: proprio ieri, dopo aver parlato con un amico, mi chiedevo quanto Fede e Speranza mi rimarrebbero se dovessi perdere uno solo dei punti di riferimento importanti della mia vita…
    Mi sono resa conto, anche se già lo sapevo, di essere un’affettiva e che forse anche io dovrei appendere un cartello dentro casa con scritto ” Che senso ha dirsi credenti, se non si è disposti a morire per la causa?”, per ricordarmi sempre, imprimerlo nel cuore e nella mente, che “C’è un fuoco che può distruggere tutto, tranne l’amore.”.

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  3. Roby (s.d a.)

    Ci sono posti, in alta montagna, per esempio, dove trovi sentieri solitari e ripidi, nei quali ascoltare la musica del silenzio e apprezzare le meraviglie di una natura selvaggia e incontaminata, che ti conducono in alto, fino alla vetta, se vuoi. E’ li che che ti senti leggera, l’anima viaggia in un volo libero, senza catene, gli occhi spaziano nell’orizzonte, in una cornice dove le pareti di roccia modellano la logica e la razionalità, e un cielo azzurro e infinito riflette i tuoi sogni, che in quel preciso momento si confondono nella linea impercettibile dell’amore… e vivi l’Eterno

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  4. Ema

    “Allunga la mano fino al crocifisso appeso al muro.
    ……………. Ecco, l’ha preso tra le mani, lo accarezza.”

    Chi ama davvero accarezza il crocifisso quasi con invidia…chi ama colui che accarezza il crocifisso vorrebbe proteggerlo, evitargli le sofferenze, le sconfitte, la morte…si bisogna essere soli per abbracciare la scelta di un amore totale, il tempo che basta alla scelta per poi ritornare a restituire quell’amore divenuto ancora più grande, agli altri….

    http://www.youtube.com/watch?v=_ASMmCeszbA

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  5. Rashide

    C’è un fuoco che può distruggere tutto, tranne l’amore.

    Ci sono momenti nella vita in cui crolla tutto. Sembra che tutto è finito. Morte, disastri, dolori, delusioni, tradimenti! Tante cose che possono farci perdere la terra sotto i piedi e produrre in noi una crisi profonda.
    Ma può succedere anche qualcosa di diverso. Improvvisamente, l’incontro con un’amicizia può ridare senso alla nostra vita e farci scoprire che l’amore è più forte della morte e della sconfitta.

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  6. Stella Maria

    Ci sono posti …. Accade che dall’incontro di due cellule in un luogo umido, buio e piccolo accada qualcosa di straordinario, nasce la luce, una nuova vita. Da quel momento in poi ci sono due individui che vivono in simbiosi fino al distacco fisico, ma veramente poi il legame si spezza? Una madre sa sempre dov’ e’ suo figlio, a volte perché lo segue, spesso perché lo percepisce. Dal momento in cui la vita si concepisce nelle donne accade qualcosa di straordinario, tutti i cinque sensi diventano più percettivi e se ne sviluppa un altro che ti fa sussultare quando avverti il pericolo ma anche quando ti sorprendi una serenità che non avevi. In quel posto e in quel momento nel grembo materno accade qualcosa che non si può spiegare, nasce il legame madre-figlio/a inscindibile come quello fra creatore e creatura. Un legame destinato a sopravvivere e il taglio del famoso cordone ombelicale avviene solo quando lei muore, allora avverti tutto il dolore che il giorno in cui sei nato non hai sentito, quando ti separarono. Se poi accade ciò che e’ contrario alla natura umana, ovvero la morte di un figlio, quel cordone e’ come se fosse sempre sul punto di essere tagliato e rimane invece sempre integro come a testimoniare la certezza del ritrovarsi.
    No, Yehochoua, Miryam non ti segue, non ne ha bisogno perché lei sa sempre dove sei, invisibile e pronta ad afferrarti la mano se stai per cadere, curarti le ferite, piangere le tue lacrime, anche se e’ presenza muta e invisibile spettatrice di un destino che si deve compiere, nonostante tutto, nonostante sia innaturale.
    Pensando a mia madre e a mia figlia che un giorno ritroverò, certamente.
    SM

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  7. fides&ratio

    Tutte queste certezze, sulla vita, sull’amore che rimane… e se non fosse vero niente, e se non rimanesse che la croce e, dopo, nulla?
    Che questa nostra vita sia caduca, che non siamo che foglie in attesa di un refolo più forte che ci strappi dalla radice, che il tempo avrà una fine, per me, per chiunque, anche per quelli che cercano di fuggire da sora morte,
    lo sappiamo bene, tutti;
    che il paradiso non sia che un’ illusione per bambini è quasi una certezza e comunque è tanto vero quanto può esserlo la fine di tutto, nessuna delle due ipotesi pesa di più sul piatto della bilancia.
    Il dopo non esiste qui sulla terra, se non come idea, figuriamoci il dopo la morte.
    E allora?
    Allora, ci sono posti dove dobbiamo stare soli , per pensare con la nostra testa, senza ripetere, senza copiare, senza cercare in vie che non sono le nostre, per scegliere col nostro cuore, perché, in fondo, non abbiamo, o meglio, non siamo che questo: un cuore che vuole battere al ritmo di una vita che valga davvero la pena, fino all’ultimo respiro.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=doiwVoV4-hY]

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  8. Roby (s.d a.)

    Stamattina ho sentito in radio una bella frase di Don Mazzi:

    “E’ bello, di tanto in tanto, ustionarsi con il fuoco dell’amore”

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  9. Ema

    “Conoscessimo il segreto del’immortalità!”

    Quando incontriamo il Bene è per sempre…non esiste morte…è immortale.

    «Siamo amici», dissi, alzandomi e chinandomi su di lei, mentre si alzava dalla panca.
    «E continueremo ad esserlo anche lontani», disse.
    Le presi la mano nella mia, e uscimmo dal luogo in rovina; e come la nebbia del mattino si era alzata in un tempo lontano, quando avevo lasciato la fucina, così si stava alzando ora la nebbia della sera, e in tutta la vasta distesa di luce quieta che mi svelò, non vidi l’ombra di un altro distacco.
    (da Grandi speranze.di C.Dickens)

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  10. Titti

    Dove vai, Yehochoua!
    Arrivo fino alla cappella, mamma.
    Myriam lo segue di nascosto, passando dietro gli alberi.
    Yehochoua prende una sedia e l’accosta all’arco grande.
    E’ sulla punta dei piedi, rischia di cadere.
    Allunga la mano fino al crocifisso appeso al muro.
    Ecco, l’ha preso tra le mani, lo accarezza.
    Si concentra troppo, perde l’equilibrio.
    Yehochoua, cadi, stai attento!
    Mamma, perché mi segui sempre? Ci sono posti dove dobbiamo stare soli.

    Fabry,
    proseguo la mia lettura del tuo romanzo on line e commento per associazioni di idee.
    So che è lungo, ma non posso fare a meno di postare questo brano che Augusto Benemeglio mi ha affidato da leggere durante il recital “Il caso Gesù”.
    E’ da brividi per me…ogni volta che ci ripenso. Spero di averli fatti sentire anche agli altri.

    Da tre giorni piangeva. Piangeva, piangeva./ Come nessuna altra donna ha mai pianto./Nessuna donna./ Ecco cosa aveva reso a sua madre .
    Mai un ragazzo era costato tante lacrime a sua madre.
    Mai un ragazzo aveva fatto piangere tanto sua madre.
    Ecco cosa avevo reso a sua madre./ Da quando aveva cominciato la sua missione.// Anche lei aveva salito il Calvario ./Che è una montagna scoscesa./ E non sentiva neanche i suoi piedi che la portavano./Non sentiva le gambe sotto di sè./ Anche lei aveva salito il suo calvario./Anche lei era salita, salita./ Nella ressa, un po’ indietro./ Salita al Golgotha / Sul Golgotha / Sulla cima/ Fino alla Cima/ Dove egli era adesso crocifisso./Con le quattro membra inchiodate./Come un uccello notturno sulla porta di un granaio./ Lui , il Re della Luce./ Nel luogo chiamato Golgotha. /Cioè il posto del Cranio./ Ecco cosa aveva fatto di sua Madre./ Una poveretta nella desolazione./ Una specie di mendicante di pietà…/Quello che è strano è che tutti la rispettavano. /La gente rispetta molto i genitori dei condannati./Dicevano addirittura : la povera donna. /E intanto picchiavano suo figlio. / Perchè l’uomo è fatto così./ Gli uomini sono come sono e mai li si potrà cambiare./ Lei non sapeva che al contrario lui era venuto a /cambiare l’uomo./ Che era venuto a cambiare il mondo./ Seguiva, piangeva. Gli uomini sono così ./ Non li si cambierà./ Non li si rifarà mai./ E lui era venuto per cambiarli./ Per rifarli.//
    Lei sapeva quanto soffriva. / Lei sentiva bene quanto male aveva./ Lei aveva male alla sua testa e al suo fianco
    e alle sue / Quattro piaghe. E lui stesso diceva:
    Ecco mia madre. Che cosa ne ho fatto./ Ecco cosa ho fatto di mia madre./ Quella povera vecchia.
    Le aveva fatto fare la sua via crucis, a sua madre./ Da lontano, da vicino. Lei l’aveva seguito./ Una via crucis molto più dolorosa della sua. /Perchè è molto più doloroso veder soffrire il proprio figlio./ Che soffrire noi stessi./ E’ molto più doloroso veder morire il proprio figlio./ Che morire noi stessi.

    @SM
    Le rivedrai: è una speranza che si fonda sulla certezza della Risurrezione. La nostra fede ci dice che è così. Un abbraccio forte, Titti

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  11. silvia

    Ho scoperto che esiste un luogo dentro di me, dove Dio abita da sempre, e dove ogni tanto devo rifugiarmi facendo silenzio dentro e fuori. Li Lui mi parla, mi chiama per nome, ed riesco quasi sempre a sentire la Sua voce. Non mi svela il Suo progetto per me, cosa che confesso mi aiuterebbe molto, ma illumina un pochino la mia strada, mi rassicura, e dona nuova fiducia.

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