68. Parole

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da qui

Cosa attira in questa città di rocce bruciate dall’arsura?
Un cimitero a cielo aperto, una distesa di tombe senza fine.
Colline brulle di polvere e sassi.
Ma le pietre racchiudono la storia.
Traspirano l’odore dei secoli.
 Ti siedi su una panca e sei circondato da fantasmi.
I pellegrini contemplano con le giacche in mano, come re magi incerti sulla rotta.
Ogni palma è testimone di sogni e di tragedie.
Appesa al muro, una teoria di padrenostri si porge nelle lingue di indigeni e turisti.
E Yehochoua invita a rinnegarsi, invece di esaltare ogni strato della vita, che si somma agli altri come le pagine di un libro.
Hai una specie di rabbia, Yehouda, che non so giustificare.
Sia santificato il tuo nome.
Non si capisce dove voglia portarci.
Forse perché è obbediente a Dio.
Venga il tuo regno.
E intanto non si muove un dito.
Mi pare che lui si dia da fare.
Sia fatta la tua volontà.
E’ mite, remissivo, il bene non si afferma da se stesso.
Dice che il bene cresce come un seme.
Come in cielo così in terra.
Pensa che Dio risolva tutto.
E’ convinto che lo Spirito debba impregnare le fibre della storia.
Dacci oggi il nostro pane soprasostanziale.
La gente ha bisogno di sopravvivere, sussistere.
Crede in un pane che sazi i desideri più profondi.
E perdonaci i peccati.
Primo: riempire la pancia.
Primo: sperimentare la misericordia.
Come anche noi perdoniamo chi ci ha offeso.
La fame diventerà violenza.
La fame vera è di significato.
E non permettere che entriamo nella tentazione.
Qui si dimentica il riscatto che cerchiamo, Chlomo.
Ma liberaci dal male.
– Di quale libertà stiamo parlando?
La fila di preghiere si conclude con un arco, oltre il quale si scorgono un ulivo, una ringhiera grigia e un angolo di cielo.

21 pensieri su “68. Parole

  1. Stella Maria

    Qual e’ la tentazione?
    Tu dici che la vera tentazione dell’uomo e’ il potere.
    Mio padre diceva: “non dare agli altri un potere su di te, lo userà”
    Ogni potere e’ dato e quando non e’ così viene imposto con la violenza. Il dominio sull’altro e’ privazione di libertà. L’essere libero fa si che si torni solo verso il vero amore che e’ spontaneo e non ha regole, quando l’uomo acquisisce un potere di qualsiasi tipo vuole ingabbiare l’amore perché e’ lui stesso fragile e non sopporterebbe mai un rifiuto, cio’ che ottiene e’ il nulla, solo dolore e presto sara’ detronizzato. Si può imprigionare il vento? no, come non si puo’ fermare un fiume in piena, il girare della terra, lo splendere del sole… Non c’ e’ potere che resista alle forze del tempo se non quello dell’amore.
    SM

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  2. RossellaT

    Ho parcheggiato davanti a quella chiesa di periferia una uggiosa domenica di fine autunno, ero sola e tormentata da un’insoddisfazione latente che non riuscivo a comprendere fino in fondo. Scendendo dalla macchina mi sono vista attorniata da gente maleodorante che si avvicinava alla mia borsa “griffata” chiedendo una moneta. Ho resistito alla tentazione di andare via, c’era qualcosa che mi diceva di varcare la soglia. La vista dell’interno non è stato esaltante, niente oro, niente affreschi, insomma nessun “effetto speciale”. Mi sono seduta su una panca in fondo e ho respirato e quelle semplici pareti traspiravano quiete. Ho visto gente cantare quasi ballare c’era un’aria di festa, le parole dette da quel sacerdote conosciuto solo di fama sembravano dirette a me e poi le due persone che mi sedevano accanto mi hanno preso per mano: Padre Nostro che sei nei cieli sia santificato il Tuo nome…. Oggi quella chiesa per me è piena di “effetti speciali”.

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  3. M&C

    E’ bellissima questa “spiegazione” del Padre Nostro, perchè è concreta e si confronta con bisogni e problemi reali.
    Si capisce, così, che questa preghiera racchiude veramente le parole giuste per chiedere e, prima ancora, per riuscire a dare.
    Si comprende meglio cosa si intende per testimonianza, fedeltà, amore, sostegno e perdono di Dio e richiesta della salvezza.
    Si avverte tutta l’importanza di ripetere queste parole almeno una volta a giorno…

    “Tutte le parole delle preghiere contenute nella Bibbia sono riassunte nel Padre Nostro.”
    (Sant’Agostino)

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  4. Sabina

    Da “Il caso Gesù” di Augusto Beneglio

    “…E t’amavo, Gesù, come il Dio liberatore, il Dio degli eserciti…
    Ebbene io t’amavo al di sopra di tutti… Ma tu , tu correvi per altri sentieri, sull’acqua fredda della mia tristezza, dicevi che dovevi morire per rinascere, e con la tua bocca casta cantavi l’amore universale per tutte le creature della terra, anche dei nemici, anche dei pagani, e non mi amavi più di un qualsiasi altro rozzo pescatore della Galilea…o di una prostituta di Gerusalemme…Io per te ero uno dei tanti. Vidi cadere le mie gioie e le mie speranze ad un ad una quando divenisti un sole autunnale, un sole opaco che non brillava già più su questa terra con quei discorsi decadenti che facevi…
    Ti vedevo come impotente , ti vedo lacerare i sensi, fare un falò del tuo regale decoro , ti vedevo con l’anima intimidita , che entrava in una spirale , una spirale di nulla…
    Non cercare di capire , poiché nulla è da capire : è solo amore, dicevi Tu…E io capii , solo allora capii che i tuoi disegni erano diversi dai miei, e da quel momento ho desiderato punirti, ridimensionarti ; ho desiderato che tu ripagassi le mie disillusioni di gloria…T’avrei tradito!…
    Non sapevo, non potevo sapere che tradendo te non tradivo solo un amico! … ma il Cristo!… il figlio del Dio vivente…

    E Giuda si recò nel tempio, e gettò le trenta monete d’argento ai piedi dei sacerdoti. Poi s’allontanò e andò ad impiccarsi!”

    (interpretato magistralmente da Vittorio Capitolino)

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  5. Rashide

    Questo dialogo mi fa ricordare uno degli incontri fra Ruth e Simon scritto nel libro “Il monaco e la psicanalista” pagina 102, che mi ha fato molto riflettere.

    Solo un esempio: nel Padre nostro, la preghiera più famosa del mondo, si nomina due volte il cielo. Letteralmente:
    “Padre di noi, quello nei cieli (…), avvenga il tuo desiderio come in cielo e (cosi) in terra”.Questo Padre collocato nei cieli non è il nostro Padre, nel senso di un Padre esclusivamente nostro. E Pater bemon bo en tois ouranois: Padre di noi, quello nei celi. Il Padre degli uomini in relazione, e non il dio dell’individuo. Che avvenga il suo desiderio – desiderio del Padre che vengano dei figli- come in cielo e così in terra: io lo interpreto così: che avvenga sulla terra quello che accade in cielo.
    La traduzione “in terra come in cielo” – tipica del francese – ha quindi invertito l’ordine anteponendo il termine “terra” a “cielo”. Chi concepisce ancora, o di già, che l’umanità comincia in questo cielo? Eppure, in questa preghiera in cui gli uomini, riconosciuti immediatamente figli di un Padre celeste, scoprono che in virtù di questo sono fratelli di cielo, raggiungiamo i nostri quattro amici, la loro fraternità e la loro certezza di essere collocati in quel noi che un certo Dio rende possibile. T
    Talvolta è avvilente vederci così poveri e infelici, quando nelle nostre cantine e nei nostri granai ammuffiscono tante ricchezze, mentre noi pensiamo di essere i popoli più ricchi.

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  6. f@r

    La fame vera è di significato.

    Un lungo cammino ci aspetta fin dal primo respiro: imparare a dare un senso alle cose, alla vita a sé stessi… anche e soprattutto quando sembra che un senso non ci sia

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=NcMBH2yhAec]

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  7. Gloria Gaetano

    L’attesa potrebbe essere vana, ma val la pena di tentare. Di aspettare il divenire NOI, per salvarci, per perdonarci,. Anche se si trattasse solo del la soravvivenza. Col Noi la terra e la sopraffazione assumerebbero un senso, non proveremo più l’ansia del successo.Troveremo in ogni angolo una persona che ci aspetta, ogni casa sarà la nostra, quella tanto cercata.Nuotando nel vasto mare, ritroveremo quel sè rinato
    che avevamo frantumato.E sullo scoglio, qui, è la nostra salvezza.

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  8. Vale

    Dacci oggi il nostro pane soprasostanziale.
    – La gente ha bisogno di sopravvivere, sussistere.

    credere davvero nelle parole del “Padre nostro” in lui c’è la sazietà, la salvezza, la forza per risollevarci e continuare la via intrapresa

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  9. Roby (s.d a.)

    Come in cielo, così in terra

    Una straordinaria manifestazione d’Amore da apprezzare fino in fondo, il dono della vita, dove ogni cosa è grazia, dove la parola ‘Dare’ trova la materia e la parola ‘Ascoltare’ trova il cuore, un amore così immenso che la ragione, da sola, fa fatica a capire. Questo è il Regno , lo vedo così, come una grande festa; per entrare non ci sono porte, ma solo grandi arcate; tutti siamo invitati a sederci intorno alla tavola del Padre e ciascun ospite che partecipa al banchetto porta in dono almeno un pezzetto della propria vita, quale esperienza e sostegno da condividere insieme agli altri fratelli

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  10. Barbye ;-)

    Ho un ricordo che riaffiora alla mente, un luogo indefinito fatto di silenzio e preghiera e quelle pareti decorate con piastrine preziose di colori turchesi e nel centro un girotondo di lettere che trovano un senso solo per coloro che le sanno riordinare.Così ricordo il luogo che ho visitato, dove Gesù ha insegnato la preghiera del Padre nostro, scolpita nel muro e tradotta in tantissime lingue.

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  11. Ema

    Padre nostro…dirlo è una certezza, si avverte il calore di una presenza, di un orecchio sempre in ascolto…

    Figlio mio…non suona sempre altrettanto certo, presente ed in ascolto…forse pregare significa interrogarsi sulla propria affidabilità…

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