[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=sJeSkonfvhw]
da qui
Un’indicazione semplice sul muro: Via Dolorosa, in ebraico, arabo e italiano. A Chlomo vengono in mente frasi senza senso: la quota non comprende, sistemazione in hotel, cena e pernottamento, mattinata a disposizione per lo shopping, termine dei servizi. Si chiede se il dolore evocato dalla via non sia quello dei pellegrini alle prese col programma. Il conforto arriva subito: il mercato coi vestiti appesi alle stampelle, gli uomini che fumano in attesa del cliente, frammenti di cielo intravisti fra tetto e tetto dei chioschi in lamiera o legno scuro.
– Una discussione interessante.
– Quale, Yehouda?
Il tunnel è un esofago o un pezzo d’intestino.
– Quella sulla successione: si rendono conto che Yehochoua non è immortale.
– E che ne viene fuori?
Una specie di abbaino è appollaiato su un arco in pietra grezza.
– Le solite cose: chi lo ama di più, chi è più vicino.
– E chi sarebbe il candidato?
Nella terza stazione si vede il Mashiah crollare sotto il peso del patibolo.
– Yoh’anan è il più puro; Shime’on il più autorevole.
– E tu, nessuna chance?
La quarta stazione è l’incontro con la madre.
– Scherzi? Io sono l’economo, mi manca il calore necessario.
– Pensavo occorressero capacità strategiche.
L’arco dell’Ecce Homo è sospeso tra il mercato e la città.
– Da noi prevale un’altra idea: quanto più piccolo, tanto più importante.
– Regressione all’infanzia, ritorno al grembo materno.
Una scritta sul frontone ricorda che la croce viene imposta al Cireneo.
– No: si tratta di accogliere la vita, anche se dura, anche se la porta è stretta.
– Il movimento non avrà successo.
Settima, ottava, nona: i numeri danno le vertigini.
– Un leader mite e umile non ha futuro: ci vuole una dose di arroganza, di fermezza.
Lo scalone porta verso un antro buio, protetto da una grata.
– Sono confuso: quell’uomo mi sbilancia.
Affreschi, lampade, colonne; soffitti altissimi danno il capogiro, una scaletta a chiocciola, ancora un altro tunnel, un luogo chiamato Gulgaltà.
– Bisogna chiarire, la gente ha bisogno di certezze.
La faccia dell’Addolorata, un pannello tutto d’oro, la roccia che si può toccare.
– Con lui non c’è alcuna sicurezza.
La tomba di Adamo, la pietra su cui deposero il Mashiah, una lastra dov’è scritto: Non est hic.

“la quota non comprende”
La via dell’amore però …..è “all inclusive”
http://www.youtube.com/watch?v=wM_QneNsGTs
“Non est hic.”
” Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte”
(Gibran Khalil Gibran)
grazie Ema!
c’è anche Lorca: il poeta sa che i sentieri sono tutti impossibili, per questo li percorre nella notte, calmo.
Un leader mite e umile non ha futuro
chi lo dice? la semplicità è il segreto della vittoria, perché attraverso di lei si mostra quanto di più vero e autentico, la realtà nuda e cruda che in fondo cerchiamo, quella che non lascia spazio a fraintendimenti e inutili manfrine, capaci solo di ossidare i rapporti e plastificare i sentimenti
“No: si tratta di accogliere la vita, anche se dura , anche se la porta è stretta. ” Sono le difficoltà della vita che ti fanno crescere e diventare un persona nuova. Accettarle ed affrontarle con mitezza ad umiltà non è segno di debolezza, ma di una grande forza di volontà .
“Il tunnel è un esofago o un pezzo d’intestino.”
Si, il viaggio che vale è sicuramente prima quello interiore… quello materiale in se non può offrire grosse soluzioni;
non può rappresentare da solo un buon inizio ne la fine dei problemi,al massimo entra dall’esofago ed esce dall’intestino….
La tomba di Adamo è di nuovo vuota
Ogni giorno risorge con me, insieme ad Eva
E ogni giorno da un ramo del giorno
con le mie mani colgono una mela avvelenata
… quanto più piccolo, tanto più importante.
L’umiltà è una qualità importantissima, non solo per il cristiano.
Qualunque sia il ruolo occupato nella società, religioso o laico, solo in umiltà si può rendere un “buon servizio”,
Il “servo dei servi” è stato ed è esempio e punto di riferimento per tutti.
“La vera grandezza sta nell’umiltà”
Benedetto XVI
http://www.youtube.com/watch?v=WbzHsRpefkU&feature=player_embedded
Speriamo di non sbagliare strada, ingannati magari daShlomstione, ma d’imboccare la via giusta… “anche se la porta è stretta” !
Non est hic. E dove allora?
Ci sono momenti in cui ti chiedi e gli chiedi dove sia, momenti in cui ti senti solo anche fra tante persone, il perché delle cose e’ una macchia nera sullo schermo bianco della tua vita. Dove sei? L’immagine di te e’ la Sua che, solo e senza capire perché, cammina verso il Calvario. Sei già per terra e da solo ti rialzi con il peso di una croce solo tua, di una croce che altri ti hanno messo o semplicemente delle croci degli altri se ti sei lasciato coinvolgere. E non c’ e’ un Cireneo lungo la strada.
Dove sei Dio? Non e’ la tua fede che vacilla, se così fosse di certo non cercheresti Dio, di Lui non ti fidi, non ci credi ma e’ quel vago senso di morte che ti assale ed e’ vero, si muore sempre soli, anche a se stessi.
Ma se non e’ qui dov’ e’? La vita va da se, non ha simpatie o antipatie verso qualcuno, e’ vita e basta, le cose accadono perché sono il frutto delle relazioni umane o del coesistere dell’uomo con la natura, non c’ e’ un Dio burattinaio che secondo le fasi lunari decide di prendersela con qualcuno o di premiare qualcun altro.
E allora dov’ e’? Dio e’ il Cireneo volontario, cireneo della croce, anche se non lo vedi lo sai, anche se forse lo capisci solo dopo che se ti sei rialzato, e’ Lui che ha trovato le parole che ti hanno dato la forza, l’energia nuova. E’ il cireneo della gioia di quella via lucis che ti attende sempre dopo il buio più nero. Ne’ burattinaio, ne’ spettatore, Cireneo dei tuoi giorni in attesa di un tuo cenno, di una richiesta umile di aiuto, pronto a sostenere la tua croce totalmente quando sa che se non interviene, per te e’ la morte del cuore, quella che uccide di nuovo e Lui per primo.
Non est hic, ma se non qui, dove.
grazie!
il Cireneo è lui.
come è lui il samaritano.
è lui il seminatore.
non è qui, è accanto all’altro.