[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=JxPj3GAYYZ0]
da qui
Dalla ringhiera che corre sul terrazzo, la piscina di Betszaetà è un cumulo di rovine o poco più: si distinguono frammenti di colonne, una parete con una traccia di finestra, muretti senza forma che rotolano verso il terriccio arso dal sole. Sullo sfondo, sventolano cipressi che oscurano facciate bianche di case.
Hadas ha la faccia tirata:
– Questo posto è la sintesi della situazione.
Rabi e Tsion lo fissano sorpresi.
– Non sono matto. Ricordate ciò che è scritto del Mashiah cristiano? Che qui avesse guarito un paralitico.
– E allora?
– Betzaetà, la casa della misericordia.
– Dove vuoi arrivare?
– Tsion, mi meraviglio di te.
– Neanch’io capisco, Hadas.
– Siete ciechi: per noi è finita, se si perde la nozione di giustizia.
Sui tetti delle case, le antenne attendono qualcosa da captare.
– Vuoi dire che la misericordia è l’anticamera della rivoluzione?
Il cielo è una massa compatta di colore.
– Voglio dire che il perdono è un’arma pericolosa in mano al terrorismo.
Ma perché di giorno è azzurro?
– Temi che i violenti spadroneggino con la sua filosofia?
E perché al tramonto è rosso o giallo?
– Non ti accorgi che prendono coraggio? Persino tra i banchi della Knesset.
E perché di notte è buio?
– Cosa proporresti?
Perché si chiama cielo?
– Sapete cosa ha detto l’altro giorno?
E’ vero che oltre i cieli dei cieli c’è quello immobile di Dio?
– Come potremmo? Non siamo suoi discepoli.
E gli altri sono mossi dagli angeli?
– Ha dichiarato questo: chi non è contro di noi, è con noi
E chi non crede in Dio, vede lo stesso azzurro?
– Dici che mobilita le masse?
Perché il poeta piange davanti al rosso del tramonto?
– Dico che la gente preferisce il perdono alla giustizia.
Papà, cosa c’è dietro l’azzurro del giorno e il nero della notte?
– Dobbiamo farlo pedinare, raccogliere elementi.
L’azzurro e il nero, figlio, sono nel cuore.
– Si tratta di individuare il punto debole.
Vuoi dire che nel cuore ci sono stelle e nuvole?
– Io lo conosco.
Voglio dire che il cuore vede anche di notte, è cieco anche di giorno.
– E quale sarebbe?
– Una donna, come sempre.
Papà, è vero che in questa piscina s’impara a camminare?
– E come si chiama questa donna?
S’impara a ricevere il perdono, che rimette in piedi.
– Viene da Magdala, dicono sia bella come l’alba.
E come si chiama questo posto?
– Faccela conoscere.
Si chiama Betzaetà: il cielo piange, quando si affaccia qui.
– Vedrete, sarà un piacere.
Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.

imparare a ricevere
ci vuole coraggio per far cadere ogni difesa, per aprire gli occhi e lasciare che la luce di uno sguardo illumini il nostro cielo, ci faccia tornare ad essere kenegdò-occhi negli occhi, cielo nel cielo, azzurro nell’azzurro con l’altro e in quello sguardo sentire di nuovo lacrime di vita fecondarci l’anima.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=esYWQ5Avctg]
“Questo posto è la sintesi della situazione.”
http://www.youtube.com/watch?v=c7Pmof3aqO8&feature=related
“Viene da Magdala, dicono sia bella come l’alba.
E come si chiama questo posto?”
http://www.youtube.com/watch?v=LS8nDxlL2RA
“E’ vero che oltre i cieli dei cieli c’è quello immobile di Dio?”
C’E’ UN ALTRO CIELO
C’è un altro cielo,
sempre sereno e bello,
e c’è un’altra luce del sole,
sebbene sia buio là –
non badare alle foreste disseccate,
non badare ai campi silenziosi –
qui è la piccola foresta
la cui foglia è sempre verde –
qui è un giardino più luminoso –
dove il gelo non è mai stato,
tra i suoi fiori mai appassiti
odo la luminosa ape ronzare,
ti prego, Fratello mio,
vieni nel mio giardino!
Emily Dickinson
“Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.”
IL CIELO E’ DI TUTTI
Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
E’ mio, quando lo guardo.
E’ del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
-Gianni Rodari-
“L’azzurro e il nero, figlio, sono nel cuore…
Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.”
Sarà che trovo straordinario, di una grande tenerezza ed attualità, questo dialogo tra papà (Abba) e figlio;
sarà che ieri c’erano solo “brutte notizie” dal mondo, tali da percepire questa totale assenza di misericordia, questo “azzurro e nero nel cuore”, dove il nero è l’assenza d’amore;
sarà che mi piacerebbe veramente “che la gente preferisse il perdono alla giustizia”, ma umanamente è così difficile;
ma rimango molto colpita
e trovo che merita un elogio a parte anche la scelta di questo meraviglioso e struggente brano di E. Clapton, che il cantante compose nel 1991 in seguito alla scomparsa del figlio Connor, di soli 4 anni, morto cadendo dal 53º piano di un palazzo a New York dove si trovava con la madre, Lory del Santo, ospite di amici.
LACRIME IN PARADISO
Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
Devo essere forte e andare avanti
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso
Mi terrai la mano se ci vedremo in Paradiso?
Mi aiuterai a stare in piedi se ci vedremo in Paradiso?
Troverò la strada attraverso notte e dì
Perchè lo so che non posso restare qui in Paradiso
Il tempo può abbatterti; il tempo può piegarti le ginocchia;
Il tempo può spezzarti il cuore, e farti implorare pietà
implorare pietà
Oltre la porta c’è pace, ne sono certo,
e lo so che non ci saranno più lacrime in Paradiso
Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
Devo essere forte e andare avanti
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso
Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso
Noi siamo usciti fore
del maggior corpo al ciel ch’è pura luce:
luce intellettual, piena d’amore;
amor di vero ben, pien di letizia;
letizia che trascende ogne dolzore.
(Paradiso, XXX)
“Il cielo è una massa compatta di colori”. “Ma perchè il cielo è azzurro?” “E chi non crede in Dio vede lo stesso cielo azzurro?”. Se per cielo si intende quello che noi conosciamo :con le nuvole e le stelle, allora si potrebbe dire che anche chi non crede Dio vede lo stesso cielo, ma non credo che lo vede dello stesso colore azzuro di chi ci crede.Chi crede in Dio vede le cose al di là di quello che appaiono ,perchè vede e ascolta con il cuore.
http://www.youtube.com/watch?v=gWO5P6DqUb4
“Sapete cosa ha detto l’altro giorno?”
“Come in cielo così in terra”
Ancora a proposito di Zucchero – anche se purtroppo non sono andata al concerto – :
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cultura/2011/07/24/visualizza_new.html_782260429.html
Bambino
Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia
legalo con l’intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l’ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell’acqua del sentimento.
Alda Merini
vi ringrazio!
tears in heaven, proprio quella.
cielo nel cielo: ecco, era questo.
pura luce.
” Dico che la gente preferisce il perdono alla giustizia”
A volte cerchiamo invano di rincorrere il nostro ideale di “giustizia”,come se la vita dovesse in qualche modo restituirci ciò che pensiamo ci abbia tolto…e invece ho scoperto che,malgrado i sogni infranti,le preoccupazioni, se riusciamo a perdonare,a perdonarci per tutte le volte che ci siamo arresi,che non abbiamo accolto la vita,perché tanta era la paura di non riuscire a passare per quella “porta stretta”….ecco….io ci voglio provare…e ho iniziato a farlo parlando al Signore,non attraverso una fraseologia stereotipata,ma con parole semplici,il mio linguaggio naturale…e adesso,attraverso tanti nuovi amici,avverto la presenza costante di Dio, nella mia vita,e il cielo mi sembra più azzurro di quanto non lo sia mai stato,..
Il giorno il cielo è azzurro nella Piazza Venceslao , a Praga, una piazza molto grande e vivace, dove i turisti si affollano , incuriositi dalla moltitudine dei negozi che invitano allo shopping , e approfittano dei numerosi ristoranti e bar per una breve pausa; non un barbone, non uno zingaro: dove sono? la piazza pullula di stracci e cartoni , quando l’azzurro lascia spazio al nero profondo e buio , nel quale i fantasmi della notte , affondano la loro tristezza e solitudine, in compagnia di una bottiglia, contando le stelle ai margini della piazza…e della vita
http://www.youtube.com/watch?v=bICPA7yUUeM
L’azzurro e il nero sono nel cuore e’ cosi’ ci sono momenti nella vita in cui i colori si spengono, niente azzurro, rosso, giallo ma solo nero e resti immobile come un paralitico, il tuo sguardo si fa duro e ingoi la tua tristezza. Finche’ un giorno, un gesto inaspettato, una parola che fa eco dentro di te, il perdono dato e ricevuto, e allora lasci cadere una lacrima e poi ancora una e ancora, ancora e si ti rialzi e come il paralitico prendi il tuo lettuccio- fardello e riprendi il cammino della tua vita guardando un cielo che non credevi potesse essere cosi’ azzurro.
dalla via dolorosa,
la via che va per terra-
quella del dolore,
quella del nero a lutto,
quella del sangue, rossa –
ha preso un’altra strada
Il cielo è una massa
compatta di colore
In quella massa del cielo
compatta di colore
i colori sono certo
come nei quadri di de Chirico
molto induriti, sono di una materia assurda
d’estate troppo avanzata
di cosa un po’ barocca
di vita già bacata
Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.
http://www.youtube.com/watch?v=4KHI26NHo_0
Roby mi ha soffiato la canzone che avevo in mente, ma rimedio con questa altrettanto bella di Vecchioni (featuring Ornella Vanoni)
Dentro me
ovvero
Dentro gli occhi
Gli occhi che eran bambini
GUARDAMI DENTRO GLI OCCHI
http://www.youtube.com/watch?v=GYlNmRpVGsQ
@ Titti
… mi dispiace, ma condivido con te….
Shlomstione, Ismail e Avigail, Hadas … sembra che la via per giungere a Yehoshoua passi attraverso Magdalenne. Ma ha veramente questo potere su Yehoshoua e lo eserciterà?
Magdalenne è la donna che ha scelto di camminare in silenzio al fianco di Yehoshua, è la donna che sa di essere amata di un amore che non si può narrare e che sa che non può imprigionare quell’amore. Magdalenne sa che quell’uomo è diverso, ha il sole nel cuore e lei non può tentare di oscurarlo, perderebbe tutto per avere cosa? un corpo vuoto? Magdalenne conosce le stelle e le nuvole nel cuore dell’amato, sa quando è notte e quando si fa giorno, condivide il suo credo, hanno la stessa stella polare che li guida, sono un’anima sola, eppur vicini e lontani.
Magdalenne ha la forza straordinaria che dà quell’amore, ha i suoi principi e le sue regole, non è in vendita perchè perderebbe molto più di quel che ha. Magdalenne è fragile perchè ha paura di perdere la fisicità di quell’amore ovvero Yehoshua e ha paura di perdere tutto quel che ha.
Magdalenne capisce e ama come lui stesso, ne è lo specchio femminile … sarà coerente con il suo camminargli accanto in silenzio.
Mi viene in mente un’altra Magdalenne, Maria Maddalena; lo amò in silenzio e forse è l’unica che oltre a capirlo fino in fondo e sostenerlo fino all’ultimo respiro e oltre, ha saputo amare come Gesù ha insegnato. Ne coglie l’ultimo respiro, lo cerca dopo, per continuare a accarezzarlo, ungerlo, profumarlo in un ultimo contatto, è la prima a vederlo ma Gesù, le chiede di non toccarlo, di non trattenerlo. Non c’è amore terreno che fermi la verità perche essa stessa è amore, un amore più grande che non si può descrivere. Magdalenne lo sa, ha stelle e nuvole nel cuore, ma ha un cielo limpido di azzurro che non teme la notte né fulmini o tempeste, perchè è il cielo di Yehoshua.
SM
– Viene da Magdala, dicono sia bella come l’alba.
Dolce e chiara
come l’alba
la più bella che c’è
Sempre presa a donare
tutto quello che è in te
e adesso che so che non torni
vorrei rivivere quei giorni
Non eran solo le favole
che mi portavano da te
ma la voglia di credere
e di sognare
Non eran solo le favole
che mi guidavano da te
ma la voglia di vivere
il vero amore che c’è
Dolce e chiara
come il fiume
in cui ti specchiavi tu
Mentre il sole si spegneva
in quegli occhi tuoi blu
ed io spiavo i tuoi pensieri
rivolti a quel lontano ieri
quando crescevi tu
Non eran solo le favole
che mi portavano da te
ma la voglia di credere
e di sognare
Non eran solo le favole
che mi guidavano da te
ma la voglia di vivere
il vero amore che c’è
Non eran solo le favole
che mi guidavano da te
ma la voglia di vivere
il vero amore che c’è
il vero amore che c’e
testo canzone: Ivana Spagna
vi ringrazio!
l’azzurro ha tante sfumature, proprio come i quadri di De Chirico.