78. Dentro me

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da qui

Dalla ringhiera che corre sul terrazzo, la piscina di Betszaetà è un cumulo di rovine o poco più: si distinguono frammenti di colonne, una parete con una traccia di finestra, muretti senza forma che rotolano verso il terriccio arso dal sole. Sullo sfondo, sventolano cipressi che oscurano facciate bianche di case.
Hadas ha la faccia tirata:
Questo posto è la sintesi della situazione.
Rabi e Tsion lo fissano sorpresi.
Non sono matto. Ricordate ciò che è scritto del Mashiah cristiano? Che qui avesse guarito un paralitico.
E allora?
Betzaetà, la casa della misericordia.
Dove vuoi arrivare?
Tsion, mi meraviglio di te.
Neanch’io capisco, Hadas.
Siete ciechi: per noi è finita, se si perde la nozione di giustizia.
Sui tetti delle case, le antenne attendono qualcosa da captare.
Vuoi dire che la misericordia è l’anticamera della rivoluzione?
Il cielo è una massa compatta di colore.
Voglio dire che il perdono è un’arma pericolosa in mano al terrorismo.
Ma perché di giorno è azzurro?
Temi che i violenti spadroneggino con la sua filosofia?
E perché al tramonto è rosso o giallo?
Non ti accorgi che prendono coraggio? Persino tra i banchi della Knesset.
E perché di notte è buio?
Cosa proporresti?
Perché si chiama cielo?
Sapete cosa ha detto l’altro giorno?
E’ vero che oltre i cieli dei cieli c’è quello immobile di Dio?
Come potremmo? Non siamo suoi discepoli.
E gli altri sono mossi dagli angeli?
Ha dichiarato questo: chi non è contro di noi, è con noi
E chi non crede in Dio, vede lo stesso azzurro?
Dici che mobilita le masse?
Perché il poeta piange davanti al rosso del tramonto?
Dico che la gente preferisce il perdono alla giustizia.
Papà, cosa c’è dietro l’azzurro del giorno e il nero della notte?
Dobbiamo farlo pedinare, raccogliere elementi.
L’azzurro e il nero, figlio, sono nel cuore.
Si tratta di individuare il punto debole.
Vuoi dire che nel cuore ci sono stelle e nuvole?
Io lo conosco.
Voglio dire che il cuore vede anche di notte, è cieco anche di giorno.
E quale sarebbe?
Una donna, come sempre.
Papà, è vero che in questa piscina s’impara a camminare?
E come si chiama questa donna?
S’impara a ricevere il perdono, che rimette in piedi.
Viene da Magdala, dicono sia bella come l’alba.
E come si chiama questo posto?
Faccela conoscere.
Si chiama Betzaetà: il cielo piange, quando si affaccia qui.
Vedrete, sarà un piacere.
Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.

25 pensieri su “78. Dentro me

  1. f@r

    imparare a ricevere

    ci vuole coraggio per far cadere ogni difesa, per aprire gli occhi e lasciare che la luce di uno sguardo illumini il nostro cielo, ci faccia tornare ad essere kenegdò-occhi negli occhi, cielo nel cielo, azzurro nell’azzurro con l’altro e in quello sguardo sentire di nuovo lacrime di vita fecondarci l’anima.

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=esYWQ5Avctg]

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  2. Ema

    “E’ vero che oltre i cieli dei cieli c’è quello immobile di Dio?”

    C’E’ UN ALTRO CIELO

    C’è un altro cielo,
    sempre sereno e bello,
    e c’è un’altra luce del sole,
    sebbene sia buio là –
    non badare alle foreste disseccate,
    non badare ai campi silenziosi –
    qui è la piccola foresta
    la cui foglia è sempre verde –
    qui è un giardino più luminoso –
    dove il gelo non è mai stato,
    tra i suoi fiori mai appassiti
    odo la luminosa ape ronzare,
    ti prego, Fratello mio,
    vieni nel mio giardino!

    Emily Dickinson

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  3. Ema

    “Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.”

    IL CIELO E’ DI TUTTI
    Qualcuno che la sa lunga
    mi spieghi questo mistero:
    il cielo è di tutti gli occhi
    di ogni occhio è il cielo intero.
    E’ mio, quando lo guardo.
    E’ del vecchio, del bambino,
    del re, dell’ortolano,
    del poeta, dello spazzino.
    Non c’è povero tanto povero
    che non ne sia il padrone.
    Il coniglio spaurito
    ne ha quanto il leone.
    Il cielo è di tutti gli occhi,
    ed ogni occhio, se vuole,
    si prende la luna intera,
    le stelle comete, il sole.
    Ogni occhio si prende ogni cosa
    e non manca mai niente:
    chi guarda il cielo per ultimo
    non lo trova meno splendente.
    Spiegatemi voi dunque,
    in prosa od in versetti,
    perché il cielo è uno solo
    e la terra è tutta a pezzetti.

    -Gianni Rodari-

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  4. M&C

    “L’azzurro e il nero, figlio, sono nel cuore…
    Ho capito: il cielo piange dentro me, papà.”

    Sarà che trovo straordinario, di una grande tenerezza ed attualità, questo dialogo tra papà (Abba) e figlio;
    sarà che ieri c’erano solo “brutte notizie” dal mondo, tali da percepire questa totale assenza di misericordia, questo “azzurro e nero nel cuore”, dove il nero è l’assenza d’amore;
    sarà che mi piacerebbe veramente “che la gente preferisse il perdono alla giustizia”, ma umanamente è così difficile;
    ma rimango molto colpita
    e trovo che merita un elogio a parte anche la scelta di questo meraviglioso e struggente brano di E. Clapton, che il cantante compose nel 1991 in seguito alla scomparsa del figlio Connor, di soli 4 anni, morto cadendo dal 53º piano di un palazzo a New York dove si trovava con la madre, Lory del Santo, ospite di amici.

    LACRIME IN PARADISO
    Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
    Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
    Devo essere forte e andare avanti
    Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso

    Mi terrai la mano se ci vedremo in Paradiso?
    Mi aiuterai a stare in piedi se ci vedremo in Paradiso?
    Troverò la strada attraverso notte e dì
    Perchè lo so che non posso restare qui in Paradiso

    Il tempo può abbatterti; il tempo può piegarti le ginocchia;
    Il tempo può spezzarti il cuore, e farti implorare pietà
    implorare pietà

    Oltre la porta c’è pace, ne sono certo,
    e lo so che non ci saranno più lacrime in Paradiso

    Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?
    Sarà lo stesso se ci vedremo in Paradiso?
    Devo essere forte e andare avanti
    Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso
    Perchè lo so che non è il mio posto il Paradiso

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  5. pamela

    Noi siamo usciti fore
    del maggior corpo al ciel ch’è pura luce:
    luce intellettual, piena d’amore;
    amor di vero ben, pien di letizia;
    letizia che trascende ogne dolzore.
    (Paradiso, XXX)

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  6. Raf

    “Il cielo è una massa compatta di colori”. “Ma perchè il cielo è azzurro?” “E chi non crede in Dio vede lo stesso cielo azzurro?”. Se per cielo si intende quello che noi conosciamo :con le nuvole e le stelle, allora si potrebbe dire che anche chi non crede Dio vede lo stesso cielo, ma non credo che lo vede dello stesso colore azzuro di chi ci crede.Chi crede in Dio vede le cose al di là di quello che appaiono ,perchè vede e ascolta con il cuore.

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  7. pamela

    Bambino

    Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia
    legalo con l’intelligenza del cuore.
    Vedrai sorgere giardini incantati
    e tua madre diventerà una pianta
    che ti coprirà con le sue foglie.
    Fa delle tue mani due bianche colombe
    che portino la pace ovunque
    e l’ordine delle cose.
    Ma prima di imparare a scrivere
    guardati nell’acqua del sentimento.

    Alda Merini

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  8. Dany P.

    ” Dico che la gente preferisce il perdono alla giustizia”

    A volte cerchiamo invano di rincorrere il nostro ideale di “giustizia”,come se la vita dovesse in qualche modo restituirci ciò che pensiamo ci abbia tolto…e invece ho scoperto che,malgrado i sogni infranti,le preoccupazioni, se riusciamo a perdonare,a perdonarci per tutte le volte che ci siamo arresi,che non abbiamo accolto la vita,perché tanta era la paura di non riuscire a passare per quella “porta stretta”….ecco….io ci voglio provare…e ho iniziato a farlo parlando al Signore,non attraverso una fraseologia stereotipata,ma con parole semplici,il mio linguaggio naturale…e adesso,attraverso tanti nuovi amici,avverto la presenza costante di Dio, nella mia vita,e il cielo mi sembra più azzurro di quanto non lo sia mai stato,..

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  9. Roby (S.d A)

    Il giorno il cielo è azzurro nella Piazza Venceslao , a Praga, una piazza molto grande e vivace, dove i turisti si affollano , incuriositi dalla moltitudine dei negozi che invitano allo shopping , e approfittano dei numerosi ristoranti e bar per una breve pausa; non un barbone, non uno zingaro: dove sono? la piazza pullula di stracci e cartoni , quando l’azzurro lascia spazio al nero profondo e buio , nel quale i fantasmi della notte , affondano la loro tristezza e solitudine, in compagnia di una bottiglia, contando le stelle ai margini della piazza…e della vita

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  10. RossellaT

    L’azzurro e il nero sono nel cuore e’ cosi’ ci sono momenti nella vita in cui i colori si spengono, niente azzurro, rosso, giallo ma solo nero e resti immobile come un paralitico, il tuo sguardo si fa duro e ingoi la tua tristezza. Finche’ un giorno, un gesto inaspettato, una parola che fa eco dentro di te, il perdono dato e ricevuto, e allora lasci cadere una lacrima e poi ancora una e ancora, ancora e si ti rialzi e come il paralitico prendi il tuo lettuccio- fardello e riprendi il cammino della tua vita guardando un cielo che non credevi potesse essere cosi’ azzurro.

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  11. alfonso

    dalla via dolorosa,
    la via che va per terra-
    quella del dolore,
    quella del nero a lutto,
    quella del sangue, rossa –
    ha preso un’altra strada

    Il cielo è una massa
    compatta di colore

    Rispondi
  12. alfonso

    In quella massa del cielo
    compatta di colore
    i colori sono certo
    come nei quadri di de Chirico
    molto induriti, sono di una materia assurda
    d’estate troppo avanzata
    di cosa un po’ barocca
    di vita già bacata

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  13. Stella Maria

    Shlomstione, Ismail e Avigail, Hadas … sembra che la via per giungere a Yehoshoua passi attraverso Magdalenne. Ma ha veramente questo potere su Yehoshoua e lo eserciterà?
    Magdalenne è la donna che ha scelto di camminare in silenzio al fianco di Yehoshua, è la donna che sa di essere amata di un amore che non si può narrare e che sa che non può imprigionare quell’amore. Magdalenne sa che quell’uomo è diverso, ha il sole nel cuore e lei non può tentare di oscurarlo, perderebbe tutto per avere cosa? un corpo vuoto? Magdalenne conosce le stelle e le nuvole nel cuore dell’amato, sa quando è notte e quando si fa giorno, condivide il suo credo, hanno la stessa stella polare che li guida, sono un’anima sola, eppur vicini e lontani.
    Magdalenne ha la forza straordinaria che dà quell’amore, ha i suoi principi e le sue regole, non è in vendita perchè perderebbe molto più di quel che ha. Magdalenne è fragile perchè ha paura di perdere la fisicità di quell’amore ovvero Yehoshua e ha paura di perdere tutto quel che ha.
    Magdalenne capisce e ama come lui stesso, ne è lo specchio femminile … sarà coerente con il suo camminargli accanto in silenzio.
    Mi viene in mente un’altra Magdalenne, Maria Maddalena; lo amò in silenzio e forse è l’unica che oltre a capirlo fino in fondo e sostenerlo fino all’ultimo respiro e oltre, ha saputo amare come Gesù ha insegnato. Ne coglie l’ultimo respiro, lo cerca dopo, per continuare a accarezzarlo, ungerlo, profumarlo in un ultimo contatto, è la prima a vederlo ma Gesù, le chiede di non toccarlo, di non trattenerlo. Non c’è amore terreno che fermi la verità perche essa stessa è amore, un amore più grande che non si può descrivere. Magdalenne lo sa, ha stelle e nuvole nel cuore, ma ha un cielo limpido di azzurro che non teme la notte né fulmini o tempeste, perchè è il cielo di Yehoshua.
    SM

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  14. RASHIDE

    – Viene da Magdala, dicono sia bella come l’alba.

    Dolce e chiara
    come l’alba
    la più bella che c’è
    Sempre presa a donare
    tutto quello che è in te
    e adesso che so che non torni
    vorrei rivivere quei giorni
    Non eran solo le favole
    che mi portavano da te
    ma la voglia di credere
    e di sognare
    Non eran solo le favole
    che mi guidavano da te
    ma la voglia di vivere
    il vero amore che c’è
    Dolce e chiara
    come il fiume
    in cui ti specchiavi tu
    Mentre il sole si spegneva
    in quegli occhi tuoi blu
    ed io spiavo i tuoi pensieri
    rivolti a quel lontano ieri
    quando crescevi tu
    Non eran solo le favole
    che mi portavano da te
    ma la voglia di credere
    e di sognare
    Non eran solo le favole
    che mi guidavano da te
    ma la voglia di vivere
    il vero amore che c’è
    Non eran solo le favole
    che mi guidavano da te
    ma la voglia di vivere
    il vero amore che c’è
    il vero amore che c’e

    testo canzone: Ivana Spagna

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