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da qui
Il rumore della sedia messa in moto faceva parte di me. Erano due, la piccola e la grande, che dava subito il suo avviso sonoro, prima di partire. Si sapeva in anticipo che il cigolio sarebbe risuonato nel piano sottostante. Era il mio rumore, il segno che c’eri. Avevo anche il timore che chiamassi, per le tue esigenze fisiche, e interrompessi il mio lavoro. Ora, quel rumore lo sento solo quando carico le sedie, o le sposto per vedere se funzionano. E allora ti rivedo, la vita ha ancora un centro, un obiettivo, la volontà si desta e riparte nella giusta direzione. Ma con un groppo in gola, una lacrima che fatica a uscire. Mi domando se sia tu a lasciare un vuoto sulla sedia, o se il rumore che sento a intervalli ormai così distanti sia il segno che anch’io debba partire.