88. Insostenibile

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da qui

Avviene tutto in un momento: la serenità interrotta – il tavolo, i quadri appesi alla parete, il vaso nella nicchia, le immagini che rassicurano la mente -, gli uomini dal volto coperto fanno irruzione senza dire una parola – oltre la finestra, l’albero è immobile, come Myriam e Chochana, che rimangono di sasso -, avevano finalmente convinto Magdalenne – diciamoci tutto, dobbiamo uscire da questa situazione, e invece eccola, strattonata con violenza, le mani legate sulla schiena, fermatevi, dove la portate! ma i due sono tutt’altro che loquaci, s’intravedono gli occhi semichiusi; di certo, non sono indifferenti alla bellezza della donna: la trascinano e, forse, pensano davvero di fermarsi, di giocare un po’ – papà, dove vai? torno tra poco, mi avevi promesso di restare!, e invece sono in auto, veloci, più veloci, supera a destra! Magdalenne, aspetta, dove vai! palazzi e alberi che corrono, una curva improvvisa, attento, deficiente! perché scappi, non volevo farti nulla, Magdalenne! rasentano un lampione e un uomo che passeggia col giornale; dal lago, il villaggio è un mucchio di alberi e case, dove mi portate? passano col rosso, dal finestrino spunta una pistola, Magdala è un gioiello di palme e rocce ma la perla è lei, desiderata, inseguita, cosa t’importa? ti sei ficcata nei guai col nazareno, c’è odore di fumo nella macchina, le dà la nausea, la stordisce, non ho fatto niente, non saprete niente, ricorda una pietra, i resti di una sinagoga, la cintura che le stringe il petto, vorrebbe toglierla, strapparsi via di qui, sulla pietra un candelabro a sette braccia, vide certamente il volto, gli occhi del Mashiah, c’è una giostra, ai lati della strada, Magdalenne, dove sei stata, mi fai sempre preoccupare! la menorah sta sopra un piedistallo poggiato su base triangolare, attento, deficiente! gli occhi, gli occhi di Yehochoua, c’è una luce che abbaglia, che succede? si era fermato a pregare nella zona che circonda il lago, frena, frena, minorato! chi cercate? l’uomo chiamato il nazareno, sono io! la macchina scivola di lato, un fischio senza fine, come un grido d’animale, e caddero a terra appena lui disse: sono io, nella sinagoga di Magdala pregò, gli occhi brillavano davanti al candelabro a sette braccia, dove sei stata, mi farai morire, si slaccia la cintura, gli uomini bendati sono immobili, mamma, stai tranquilla, sono qui, hanno gli occhi sbarrati, come se l’ultima immagine fosse insostenibile.

27 pensieri su “88. Insostenibile

  1. M&C

    Solo Magdalenne riesce a guardare Yehochoua dritto negli occhi, fino in fondo all’anima, perchè lei lo guarda con gli occhi del cuore, animata da un amore puro, un amore che ha fatto un salto di qualità, da “affettivo ad “effettivo”, ed il suo è uno sguardo di tenerezza, uno sguardo sincero.
    E Yehochoua per primo l’ha guardata negli occhi e l’ha amata.
    Questi altri invece cadono a terra, come fulminati, perchè non hanno la stessa sincerità e non lo cercano veramente nella loro vita; non possono sostenere il suo sguardo così profondo, che legge dentro l’anima, e rimangono con gli occhi sbarrati, l’immagine per loro è insostenibile, come cercare di fissare il sole.

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  2. Raf

    Quando si commettono delle azioni che ti allontanano da Dio, non si è mai nella condizione di sotenere lo sguardo con chi è Giusto.
    Yehochoua è la luce,egli rappresenta l’amore di Dio.
    Per questo motivo, gli uomini dai volti coperti ,avendo scelto la via delle tenebre,vengono disorientati soltanto con un suo semplice sguardo.

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  3. Ema

    Come nella Trasfigurazione qui siamo nell’ambito di una
    rivelazione che consentirebbe una particolare comprensione alla quale però accede solo Magdalenne…solo l’amore.

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  4. Vale

    “hanno gli occhi sbarrati, come se l’ultima immagine fosse stata insostenibile.”

    Senza un animo puro non puoi sostenere lo sguardo di colui che è la purezza, la Sua luce può accecarti, ma può, se lo vuoi, se ti concedi a Lui farti trovare la giusta via verso la salvezza.

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  5. M&C

    -Avviene tutto in un momento

    Nella vita ci possono essere situazioni inaspettate, che piovono addosso all’improvviso, senza alcun avvertimento, pesanti come un macigno, che tolgono il respiro, schiacciano e, sotto il loro peso, tutto diventa insopportabile.
    Bisogna incontrare quello sguardo luminoso per riuscire a vedere oltre, per sopportare quel carico troppo grande, per accettare quella croce e continuare a vivere, sperando.

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  6. Dany P.

    INSOSTENIBILE

    ..come la luce negli occhi di Yehochoua

    …come gli avvenimenti che ti allontanano dall’incontro con l’Amore
    .
    …come la vita quando ti mette alla prova

    Ma la vita premia chi persevera nella speranza,attraverso l’autenticità dei sentimenti,anche quando imperversano le tempeste della nostra esistenza,perche è Lui, quello sguardo luminoso che ti ama,e può darti la pace di cui hai bisogno.
    Può avvenire tutto in un momento…

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  7. Roby (s.d a.)

    c’è una luce che abbaglia

    saro’ felice in mezzo al vento
    perche’ amo e sono amato …

    oh questo amore
    e’ un faro che brilla
    in mezzo alla tempesta …

    Vorrei incontrarti tra cent’anni
    Ron

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  8. Roby (s.d a.)

    Insostenibile all’indifferente lo sguardo del dolore
    Insostenibile la noia che consuma il tempo della speranza
    Insostenibile la corsa folle della vita impassibile al pianto dell’anima
    Insostenibile tutto questo non è agli occhi dell’Amore

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  9. RossellaT

    L’incontro con Dio è passare dalla tenebra alla luce, la strada che porta l’uomo verso Dio è una distesa di luce. Il popolo di Israele si diresse verso est, una luce accecante abbaglia Paolo sulla via di Damasco. L’ingresso di Dio nella nostra vita è prorompente come un raggio di sole d’estate che scalda il cuore, dobbiamo scegliere se slacciare la cintura e correre verso la Luce vera o restare immobili con gli occhi bendati.

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  10. Roby (s.d a.)

    “Sono una ragazza e una ragazza deve camminare in fretta, con la testa china, come per contare i propri passi”
    La storia di Suad, una ragazza palestinese, come tante, che ha avuto la sfortuna di nascere ‘donna’, schiava muta degli uomini; una ragazza che ha osato alzare lo sguardo, e per questo ha ricevuto dalla sua famiglia “la giusta punizione”.
    Quanti occhi dietro al velo cercano l’abbaglio…

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  11. Rashide

    Gli occhi

    Non hai che gli occhi, non posso
    sapere altro di te,
    né immaginare il passo di gazzella

    del tuo corpo sinuoso,
    vela nel vento,
    danza
    sulle strade di sabbia.
    Ma quegli occhi
    raccontano
    il tuo dolore
    anche se fugge a difesa il tuo sguardo
    per non incontrarsi col mio
    con questa umana pietà
    che ti fa nuda
    Raccontano
    violenze, solitudine, la colpa
    d’essere nata donna.

    L.Luisi.

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  12. Ema

    ” Le Essenze sono ciascuna un vetro a parte
    Attraverso il quale passa la Luce dell’Essere.
    Ogni frammento colorato brilla al sole di mille colori
    Ma Una Sola è la Luce ”

    Lao Tse

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  13. Stella Maria

    … dove sei stata, mi farai morire!…
    Quante volte l’abbiamo detto o anche solo pensato a qualcuno che cercavamo e abbiamo trovato, qualcuno che amiamo.
    La distanza, la lontananza, il non sapere dove chi amiamo è, in un preciso istante, è angoscia che blocca il respiro, rende il fiato molto corto perchè comunque non si può fare a meno di respirare, accelera il battito cardiaco e scatena il panico a stento trattenuto perchè l’obiettivo non è non sapere cosa fare ma fare, affinchè l’altro venga ritrovato.
    Perdere qualcuno, o semplicemente non sapere dov’è, e quindi temere che gli sia accaduto qualcosa o di averlo perso, è già dolore, un assaggio del distacco che un giorno ci separerà per sempre, almeno fisicamente. In fondo è un po’ come morire perchè se si perde quella persona non si perde solo lei e il suo amore ma si perde qualcuno a cui donare se stessi e qualcuno da ricevere in dono, si perde una parte di sè, quella parte che questa persona sapeva trarre da noi, lei e solo lei, nessun altro, come se con ognuno avessimo un rapporto che si differenzia da tutti gli altri rapporti per un piccolo particolare che è solo suo, che solo lei conosce, solo lei vede e solo lei è capace di conoscere e trovare nei meandri di quel mondo confuso e pieno di sfumature che è l’io. Allora sì, diventa insostenibile anche un solo secondo senza sapere dov’è quella parte di noi che unita a tante altre ci fa un uno solo, sia esso un figlio, un amico, un genitore, un fratello … Dio. Solo la presenza viva di quell’amore rende tutto sostenibile, fatiche, affanni, dolori, rimorsi, frustrazioni e si, anche la gioia perchè non c’è gioia se non la si condivide. Quella persona brilla, brilla per noi soli, di una luce insostenibile perchè attraverso lui/lei tutto l’amore di Dio ci torna indietro, ci appartiene, ci riempie e trabocca e a nostra volta ci permette di amare così: smisuratamente.
    SM

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