Preposizioni

Sento rimbalzare da un mezzo di informazione all’altro la notizia di una mazzetta nascosta in una scatola “di” scarpe, e spero che quelle scarpe, verosimilmente più di un paio, non fossero usate: dal momento che sarà pur vero che il denaro non ha odore ma tutto ha un limite, anche le espressioni proverbiali.

Quanto tempo è passato da quando un amico nostalgico mi diceva che un gentiluomo poteva avere soltanto biglietti “di” visita, e che i biglietti “da” visita erano cosa da affaristi!
Invano gli opponevo che un bicchiere “da” vino rimane tale anche quando è vuoto, mentre un bicchiere con del vino dentro è un bicchiere “di” vino anche se è un bicchiere, poniamo, “da” acqua. Mi rispondeva che il mio uso dell’analogia era arbitrario, e che i sofismi miei e della mia generazione non avrebbero condotto lontano, ma dritto dritto al più vicino baratro. Inutile con lui insistere distinguendo fra rigore e rigor mortis, fra ottusa schiavitù e libertà intelligente.
Tuttavia, gli andava e gli va riconosciuta almeno una parte di ragione: l’ottusa schiavitù si sa benissimo che cosa sia, non avendo ognuno che da guardarsi intorno per osservarne mille e mille esempi; mentre la libertà intelligente per conservarsi davvero tale non potrebbe che essere una libertà somministrata e goduta da intelligenti: e qui, ahinoi, tutti gli asini cascano per non rialzarsi mai più.

7 pensieri su “Preposizioni

  1. Giorgina Busca Gernetti

    Benedetti i tempi in cui a scuola c’insegnavano l’uso corretto delle preposizioni e i complementi da esse formati! Se fosse stata non solo una ‘scatola “di” scarpe’ ma anche una ‘scatola “di” mazzette’ il politico disonesto avrebbe avuto un bel guadagno!
    Un caro saluto
    Giorgina

    Rispondi
  2. Giorgina Busca Gernetti

    Caro Roberto,
    benedetti i tempi in cui a scuola c’insegnavano le preposizioni, il loro uso e i complementi da esse formati!
    Il politico disonesto avrebbe fatto un bel guadagno (salvo poi le figuracce e tutto il resto) se invece che una ‘scatola “di” scarpe’ la sua fosse stata una ‘scatola “di” mazzette’!
    Ancora un saluto
    Giorgina

    Rispondi
  3. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    sai bene quante questioni su macchina “da” scrivere o “per scrivere”, biglietto “da” visita o “di” visita ecc. Ciò che intendevo dire è che al di là dello studio e della chiarezza, che rappresentano un dovere, l’ossequio a regole generali spesso discutibili non esime dall’assunzione di responsabilità di fronte ai casi concreti – nel linguaggio come in tutte le altre espressioni della vita umana.
    Comunque hai ragione, qualunque corruttibile o corrotto preferirà una scatola “di” mazzette piuttosto che una scatola “da” mazzette.
    Risaluto,
    Roberto

    Rispondi
  4. robertorossitesta

    E anche qui, Alfonso caro, ci stanno delle piccole differenze sulle quali, ci mancherebbe, sorvoliamo.
    Insomma – ove capiti – accettiamo, ovviamente senza esserne degni.
    Simpateticamente,
    Roberto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *