122. Fratello

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MGmUHepwVE8]

da qui

L’orto degli ulivi è la mappa del mondo: i rami sono pensieri che si biforcano in cerca di una logica plausibile, le radici contorte i sentimenti che si abbarbicano per placare una fame mai saziata.
Lo sai bene, Yehochoua, siamo alla fine.
E tu, Shlomstione, sai che potrebbe anche non essere così.
Le foglie sono nuvole verdi che riparano dal sole.
Non dirmi che ci stai ripensando, che cominci ad ascoltarmi.
Hai qualche argomento nuovo da portare?
Gli alberi sono uomini stanchi e rassegnati, si legge la fatica di contrastare il caldo, le gelate inaspettate.
Sì, voglio parlarti dei preti di periferia, che tribolano per seguire le orme del Mashiah.
Sono tutt’orecchi.
I tronchi si guardano tra loro, sembrano dirsi fino a quando?
E’ giusto che sopportino da soli il peso del vangelo, che rischino la vita senza alcuna protezione, mentre le alte gerarchie ricevono onori e privilegi nel lusso smodato dei palazzi?
Sono i più amati dall’Altissimo.
C’è una storia segreta, che puoi ascoltare solo nel silenzio.
A che serve, se Dio non è presente quando scendono in trincea, quando sono abbandonati dai loro superiori?
Shlomstione, come darti torto?
Le cose che contano sono quelle che non trovano parole.
Può una religione rovesciare ogni valore, consentire ai cardinali e ai loro segretari di guardare dall’alto in basso quelli che mandano avanti la baracca?
 Credo di no.
Il vocabolario della vita è nascosto all’incrocio tra il fusto e lo sbocciare dei fiori, l’esplodere dei frutti.
Come si può tollerare che chi si sottopone giorno e notte alla pressione della gente, chi è chiamato a rispondere momento per momento ai dolori, agli strazi della terra, debba essere umiliato dai cicisbei di ufficio, dai fantasmi inghirlandati che non sanno nulla di sofferenze e croci della gente?
Mi togli la parola di bocca.
A saper leggere, nell’orto degli ulivi è scritto il destino dei viventi.
Che diritto di esistere può avere un culto che mette al primo posto il fasto degli abiti, lo scintillio dell’oro, dietro i quali s’indovina la bava immonda dell’ambizione, il desiderio di potere?
Sfondi una porta aperta.
Tutta la sapienza del cielo e della terra si posa sull’intrico delle piante, il viluppo inestricabile della vegetazione, il garbuglio di odori e di colori.
Perché non mandare tutto all’aria, non denunciare apertamente la boria insopportabile dei palloni gonfiati?
Perché la verità, Shlomstione, emerge dall’oscurità; il mondo vive per le lacrime versate all’interno delle case, nel chiuso delle stanze; tutto il potere non vale la visita a un malato, l’accoglienza dell’estraneo o del nemico; la superbia dei capi si sbriciola di fronte all’affanno del prete di frontiera, perché il cielo ama ciò che i capi disprezzano.
Papà, che vuol dire fratello?
Figlio, vuol dire non essere più ciechi.

23 pensieri su “122. Fratello

  1. M&C

    “L’inferno dei viventi non qualcosa che sara’; se ce n’e’ uno e’ quello che e’ gia’ qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
    Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piu’.
    Il secondo e’ rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non e’ inferno e farlo
    durare e dargli spazio.”

    (Italo Calvino – Le citta’ invisibili)  

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  2. Ema

    “Perché non mandare tutto all’aria, non denunciare apertamente la boria insopportabile dei palloni gonfiati?
    – Perché la verità, Shlomstione, emerge dall’oscurità;”

    Se tutti avessero quattro mele ciascuno
    se tutti fossero forti come cavalli
    se tutti fossero egualmente inermi in amore
    se ognuno avesse le stesse cose
    nessuno sarebbe utile a nessuno
    Grazie perché la Tua giustizia è ineguaglianza
    quello che ho e quello che non ho
    persino quello che non ho a chi dare
    è sempre utile a qualcuno
    è notte perché poi sia giorno
    buio perché splenda una stella
    c’è l’ultimo incontro e la prima separazione
    preghiamo perché altri non pregano
    crediamo perché altri non credono
    moriamo per coloro che non vogliono morire
    amiamo perché ad altri si è raffreddato il cuore
    una lettera avvicina perché un’altra allontana
    gli ineguali hanno bisogno gli uni degli altri
    è più facile per loro capire che ognuno è per tutti
    e cogliere l’insieme.

    Twardowski

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  3. M&C

    – Sono i più amati dall’Altissimo…. perché il cielo ama ciò che i capi disprezzano.

    http://www.youtube.com/watch?v=EcafX3ryxYo&feature=youtube_gdata_player

    Tu mi accendi, tu mi tiri su
    E come la coppa più dolce che vorrei condividere con te
    Tu mi tiri su, non fermarti mai, sono qui con te
    Adesso é o tutto o niente
    Perché tu dici che mi seguirai dappertutto
    Tu segui me, e io, io, io seguo te

    Che cosa farai quando le cose andranno male?
    Che cosa farai quando tutto crollerà?
    Che cosa farai quando l’amore ti distruggerà bruciandoti?
    Che cosa farai quando le fiamme saliranno?
    Chi verrà e cambierà il corso degli eventi?
    Cosa bisogna fare per far sopravvivere un sogno?
    Chi ha la facoltà per poter calmare la tempesta interiore?
    Chi ti salverà?
    Vivo e vegeto
    Resta finché il tuo amore c’é, vivo e vegeto
    Resta finché il tuo amore c’é, finché c’é, vivo

    Oh mi tiri su fino alla cima decisiva, così io posso vedere
    Oh tu mi tieni sulla corda, finché arrivano i sentimenti
    E le luci che puntano verso di me
    Ma se questo non vuol dir niente
    Come se uno di questi giorni questo dovesse fallire
    Tu mi porterai nella casa da dove la magia proviene
    E sarò con te…

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  4. Raf

    Papà che vuol dire fratello?
    Figlio,vuol dire non essere più cechi.

    Se negli occhi del tuo vicino riesci a vedere lo sguardo di Gesù,allora vuol dire che hai incontrato tuo fratello.

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  5. Ema

    “Il vocabolario della vita è nascosto all’incrocio tra il fusto e lo sbocciare dei fiori, l’esplodere dei frutti.”

    DI TUTTA LA VERITA’ MA DILLA OBLIQUA

    Di’ tutta la verità ma dilla obliqua –
    il successo è nel cerchio –
    sarebbe troppa luce per la nostra
    debole gioia
    la superba sorpresa del vero –
    Come il lampo è accettato dal bambino
    se con dolci parole lo si attenua –
    così la verità può gradualmente
    illuminare – altrimenti ci accieca –

    Emily Dickinson

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  6. Ema

    “E’ giusto che sopportino da soli il peso del vangelo, che rischino la vita senza alcuna protezione, mentre le alte gerarchie ricevono onori e privilegi nel lusso smodato dei palazzi?”

    “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”
    Don Lorenzo Milani

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  7. pamela

    ‘voglio parlarti dei preti di periferia, che tribolano per seguire le orme del Mashiah.’

    ‘[..] un estenuante giro di benedizioni delle case, l’attività che più di altre è capace di stroncarmi: perché tocco con mano l’insufficienza della chiesa, la sua incapacità di raggiungere gli angoli più oscuri, non solo del quartiere, ma anche dell’anima nascosa’ dei fedeli’ (Non superare le dosi consigliate). L’affanno dei sacerdoti di frontiera, oltre a commuovere chiunque, anche chi non crede, restituisce il calore dell’ ‘abbraccio’ di Dio e l’autenticità del messaggio di Gesù. Il fasto degli abiti, il lusso smodato dei palazzi hanno prodotto nel tempo danni enormi, allontanando molte persone dalle fede; ritengo siano anche responsabili delle reazioni più insofferenti ed anticlericali. Ci vuole un gran lavoro di scavo, di ricerca e una gran voglia di verità per scoprire il vero ed il bello della fede

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  8. pamela

    volevo scrivere ‘nascosta dei fedeli’, sarà la stanchezza..
    Spero l’autore non me ne voglia per non essere nemmeno capace di riportare un testo come si deve:-)

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  9. M&C

    Grazie a Dio esistono i “preti di periferia”!
    Grazie soprattutto per “un certo prete” di “una certa periferia” che “si sottopone giorno e notte alla pressione della gente”, che risponde “momento per momento ai dolori, agli strazi della terra” e tollera, con carità, fede e speranza, di “essere umiliato dai cicisbei di ufficio, dai fantasmi inghirlandati che non sanno nulla di sofferenze e croci della gente”.
    Grazie perchè il suo esempio vale più di milioni di parole per spiegare che “fratello vuol dire non essere più ciechi”.

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  10. RossellaT

    Perché la verità, Shlomstione, emerge dall’oscurità; il mondo vive per le lacrime versate all’interno delle case, nel chiuso delle stanze; tutto il potere non vale la visita a un malato, l’accoglienza dell’estraneo o del nemico; la superbia dei capi si sbriciola di fronte all’affanno del prete di frontiera, perché il cielo ama ciò che i capi disprezzano.

    Raccogliemmo un uomo dalle fogne, mezzo mangiato dai vermi, e quando lo portammo nellaCasa dei moribondi Kalighat, egli mi disse solamente: ” Ho vissuto come un animale per la strada, ma sto per morire come un angelo amato e curato”. Quando finimmo di togliere i vermi dal suo corpo, tuttocio’ che disse con un grand sorriso fu : ” Sorella sto tornando alla Casa di Dio”, e spiro’. Fu meraviglioso vedere la grandezza di un uomo che sapeva parlare in quel modo, senza biasimare nessuno, senza fare paragoni con nessuno. E’ la grandezza di persone ricche di spirito nonostante siano povere materialmente. (Madre Teresa di Calcutta).

    Calcutta non è solo in India è in ogni parte del mondo……

    Questa canonica ne ha viste di tutti i colori. Ci fu un periodo in cui ospitavano l’abate di Parma. Una sera mi vide entrare dalla finestra del primo piano. Ringraziò il parroco e disse che non sarebbe più tornato. Sono consapevole delle regole che ho infranto… Non so come mi hanno sopportato, loro, i preti: mi scarrozzavano alla ricerca di comunità di recupero,…Andavo per un poco e poi scappavo… Eppure dalla droga venni fuori. Merito del prete che andava in capo al mondo rimettendoci la faccia… Se dovessi dire, ora, cosa m’ha salvato, non avrei dubbi: quella tonaca nera.. (da Guida pratica all’eternità di F. Centofanti – Canonica paradiso).

    Mi sa che l’abate di Parma si è perso molto…..

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  11. Sabina

    – Le cose che contano sono quelle che non trovano parole.

    “L’amore è sempre santo, perché le sue vampe partono dall’unico incendio di Dio.”

    ( Don Antonio Bello – Maria donna dei nostri giorni)

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  12. Ema

    “Lo sai bene, Yehochoua, siamo alla fine.
    – E tu, Shlomstione, sai che potrebbe anche non essere così.”

    “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”
    (Mt 28,20)

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  13. Ema

    “A saper leggere, nell’orto degli ulivi è scritto il destino dei viventi.”

    “saper leggere il libro del mondo
    con parole cangianti e nessuna scrittura

    nei sentieri costretti in un palmo di mano
    i segreti che fanno paura”

    F.De Andrè

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  14. Stella Maria

    Siamo alberi con radici ben affondate nel terreno e braccia protese verso il cielo. Nasciamo tutti da un seme per poi divenire opera grande, sia che facciamo sintesi clorofilliana per purificare l’aria e permettere ad altri di respirare, sia che ci cibiamo di aria e acqua avvelenate per permettere ad altri la vita e vivere noi stessi oppure che come uomini viviamo la vita. Traiamo forza dalla terra, dalla materia che non ci basta mai, eppur sradicati, sempre alla terra cerchiamo di attaccarci per sopravvivere. Ma dalla nascita in poi non facciamo che protendere verso il cielo e ci sforziamo di allungarci sempre più verso l’alto. Alcuni sono olivi o pini, beni nazionali con tanto di privilegi e quasi intoccabili, altri semplici querce o faggi, altri ancora immense sequoie che hanno radici profonde e fusti sempre più larghi, fra tutti i più longevi, i più attaccati e abbattuti per un legno pregiato, con rami immensi protesi verso il cielo come ad aggrapparci disperatamente verso l’alto, come se solo essere dei giganti mascherasse le nostre fragilità. Alberi, niente altro che alberi, eppure sappiamo unire la terra al cielo, la materia all’aria, radici e rami, braccia uguali che possono affondare fino al ventre della terra oppure innalzarsi verso l’infinito, come se ogni cosa avesse sempre due ottiche per essere vista e noi ne conosciamo il segreto, l’essenza e l’unità ma spesso la celiamo alla luce, come si nasconde il muschio al sole, costringendolo a una penombra che non fa mai sbocciarne i fiori.
    SM

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  15. Titti

    S. NON SI ARRENDE E SFERRA L’ULTIMO ATTACCO (sara’ stata l’ultima tentazione di Y ?)

    – Sì, voglio parlarti dei preti di periferia, che tribolano per seguire le orme del Mashiah.
    – Sono i più amati dall’Altissimo…

    …E DAI PROPRI AMICI PARROCCHIANI DOC;)

    – A che serve, se Dio non è presente quando scendono in trincea, quando sono abbandonati dai loro superiori?
    – Shlomstione, come darti torto?…il mondo vive per le lacrime versate all’interno delle case, nel chiuso delle stanze; tutto il potere non vale la visita a un malato…PERCHE’ dire fratello vuol dire non essere più ciechi

    E IL DON CI VEDE BENE!!!
    Ciao, fratellone e grazie perche’ ci sei a qualunque ora e in ogni modo (anche questo blog e’ un tramite! 🙂

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  16. Roby (S.d A)

    Conosco molta gente che dice: ”Io credo, ma non credo alla chiesa, a tutto quello sfarzo… quando dall’altra parte del mondo ci sono bambini che muoiono di fame…”
    Questo, spesso, è il prodotto finito esposto nella vetrina di un paradiso inquinato, che altro non fa che allontanare ulteriormente tutte quelle persone che già nutrono molti dubbi verso un ’possibile Dio’ e si rifiutano a priori di entrare in una chiesa. Purtroppo, non sanno neanche quale inferno di lavoro e dolore è riservato a quei curati di campagna, che mettono davanti a tutto il bene del prossimo, donando, gratuitamente e con immensa umanità, braccia e sorrisi agli scarti di una società bene, che non vuole sporcarsi le mani. E’ grazie a questi messaggeri speciali che la Parola si concretizza e si propaga e, grazie ai loro fattivi insegnamenti se riusciamo a guardare il mondo con un pizzico in più di amore e umiltà, e se riusciamo ad accorgerci di tutti i fratelli che il Signore ci ha donato.
    un grazie speciale al nostro don!

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  17. annamaria orlandi

    Ho visto in TV un alto prelato genovese che raccomandava ai politici una manovra rispettosa della giustizia sociale, dopo aver taciuto davanti a tanti soprusi e a tante ingiustizie. Meglio tardi che mai, ho pensato. Poi ho osservato il suo abbigliamento : tiara ( o forse si chiama in altro modo ? ) ricoperta di pietre preziose, stola tutta ricami e dorature…. Rivedevo Gesù con una semplice tunica da figlio di falegname . Ma come siamo finiti così ?

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