[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9WhNn6zxqVg&feature=fvwrel]
da qui
Vista da sotto, la basilica è altissima: i lastroni in pietra grezza contrastano con la facciata ornata da finestre incavate e disegni stilizzati. Ad accentuare la varietà del quadro si aggiungono le palme svettanti contro il cielo cobalto.
– Yousef, la troveremo, costi quel che costi; ho avuto informazioni attendibili, dovrebbero essere già qui.
E’ un sabato pigro in cui sembra che nulla debba muoversi, perfino il silenzio fatica a dispiegarsi, s’infastidisce per un refolo di vento.
– Eccola: Avigail! Fermati, non entrare in quella chiesa!
Chlomo avverte le voci provenienti dall’interno: si affaccia al piano sottostante, dove campeggia l’altare coperto da una tovaglia bianca coi bordi in pizzo fine, tre ceri sorretti da altrettanti supporti in ferro lavorato e una croce semplice dalla parte opposta.
– Non ti ascolta, Ismail, ormai è decisa.
Più in là, una cancellata, intervallata da quattro colonne sormontate da lampade da cui parte una luce rossa e fioca; ancora oltre, un rudere in pietra con un arco doppio, che introduce nella stanza interna; il tutto sovrastato da una specie di corona a forma di parallelepipedo con figure in oro.
– Corri, Yousef, dobbiamo bloccarla, prima che sia tardi.
Intorno all’altare, un gruppo di pellegrini in camicie e magliette colorate, con cappellini bianchi a visiera, si sposta lentamente; un vecchio stempiato ha una faccia da pescatore cotta dal sole e procede a braccetto con una signora dal petto prosperoso ma cadente; un’altra, con la maglia viola, è seduta vicina a una colonna con le braccia conserte, per riprendere fiato o concedersi un momento di preghiera.
– Calmati, Ismail, è troppo lontana, non capisci?
Il silenzio è interrotto dai passi lenti e incerti, a causa del luogo e dell’età: si percepiscono parole smozzicate o colpi di tosse attutiti con le mani; una donna vestita di nero, nell’angolo a destra, indica qualcosa. Sul piano elevato, alla sinistra dell’altare, giace una borsa in cuoio con un fazzoletto pendente dal lato in primo piano. Yeohochoua si volta: Avigail è lì, davanti a lui, non è mai stata così bella.
– Corri, corri, Yousef, c’è la mia vita, oltre quella porta, tutta la mia vita!
E’ l’ultima immagine distinta che Chlomo registra quel sabato mattina: d’un tratto, tutto diventa rosso fuoco, con pezzi di ferro e legno e carne umana che volano in ordine sparso nello spazio diventato incandescente, una nuvola dai contorni indefiniti che consuma qualunque cosa tocchi, riducendolo in polvere ustionante. Quando il fumo si dirada, un solo oggetto è ancora integro, in mezzo alle macerie e ai corpi dilaniati: un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.

“Quando il fumo si dirada, un solo oggetto è ancora integro, in mezzo alle macerie e ai corpi dilaniati: un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.”
Un quaderno, un libro, sul quale poter annotare e ricordare e far ricordare che, nonostante tutto, l’amore sopravvive.
“Yeohochoua si volta: Avigail è lì, davanti a lui, non è mai stata così bella.”
http://www.youtube.com/watch?v=x_O-bkQZFyI
– …Avigail è lì, davanti a lui, non è mai stata così bella.
http://www.youtube.com/watch?v=ZEqxOL0cpiQ&feature=related
Certi amori non finiscono
fanno dei giri immensi e poi ritornano
amori indivisibili, indissolubili, inseparabili
Ma amici mai
per chi si cerca come noi
non e’ possibile
odiarsi mai per chi si ama come noi
basta sorridere
No no non piangere
ma come faccio io a non piangere
Tu per me sei sempre l’unica
straordinaria, normalissima
vicina e irraggiungibile, inafferrabile, incomprensibile…
il nostro amore e’ unico, insuperabile, indivisibile
Il cerchio si e’ chiuso, l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega…il romanzo si conclude con un’esplosione proprio l’11 settembre!…e la Roma sta perdendo 1-0 col Cagliari 🙁
Yeohochoua si volta: Avigail è lì, davanti a lui, non è mai stata così bella.
L’ultima cosa che Yeohochoua vede è Avigail a rimarcare il senso della sua vita e della sua missione: amare fino a cambiare il cuore degli uomini.
-…un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.
“La tradizione vuole che il giglio, in origine, fosse un fiore bianco e candido, proprio per questo per i cristiani il giglio è simbolo della purezza. Da sottolineare a tale proposito è il fatto che San Giuseppe viene spesso rappresentato con un bastone dal quale germogliano gigli bianchi.”
A sottolineare, ancora una volta, che solo l’Amore vero sopravvive a tutto e che neanche la morte può scalfire l’Amore puro, né sbiadire i suoi “colori vividi”.
http://youtu.be/Y9w4Wg1mYZ0
Quando il fumo si dirada, un solo oggetto è ancora integro, in mezzo alle macerie e ai corpi dilaniati: un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.
Dolore che non può essere cancellato ma che la forza dell’amore ti aiuta a voltare quella pagina di quaderno ed andare avanti.
Il diario di Yehochoua. Cuore dell’uomo e cuore di Dio ritornano uno. l’amore e’ un cerchio di fuoco in cui passare per trovare la vita vera.
SM
Per ricordare l’11 settembre 2001, ma anche tutti quegli episodi, della storia, in cui siamo stati ciechi e non abbiamo riconosciuto, nell’altro, nostro fratello.
http://www.youtube.com/watch?v=iT88jBAoVIM
No, mi dispiace, non e’ il finale. Troppo scontato e banale, il nostro autore ci sorprende sempre e non c’ e’ scritta la parola FINE.
C’ e’ una deflagrazione e’ vero ma forse e’ solo una coincidenza con l’11 settembre, sono abituata a commemorazioni dirette con poesie ad hoc.
Scusatemi pero’, certo e’ un giorno di memoria che non vorremo avere ma la memoria e’ la nostra storia e la base per andare avanti verso il futuro, ricordando chi ha attraversato il cerchio di fuoco anche per noi.
SM
Ps: Prendetemi pure in giro se non ci ho preso:-)
Quando il fumo si dirada, un solo oggetto è ancora integro, in mezzo alle macerie e ai corpi dilaniati: un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.
Il quaderno di Yeohochoua è l’eredità per noi. Questo romanzo ci insegna che eterne ma sempre attuali sono le parole di Gesù e i modi di vivere il suo amore: testimonianza della Parola che leggiamo e viviamo perché non c’è vita senza morte, non c’è amore senza donazione e condivisione.
@ Titti
La Roma ha perso 2-1 col Cagliari condivido con te questa delusione 🙁
– Corri, corri, Yousef, c’è la mia vita, oltre quella porta, tutta la mia vita!
http://www.youtube.com/watch?v=WY1covcojFs
L’esplosione incandescente, il fumo ..e il quaderno che rappresenta l’amore, l’arcobaleno dopo la tempesta, la vita oltre la morte, la bellezza del messaggio di Yehochoua.
Yeohochoua si volta: Avigail è lì, davanti a lui, non è mai stata così bella.
Yeohochoua vede in Avigail una bellezza mai vista prima, è forse quella luce che si accende sul viso e negli occhi quando finalmente siamo noi stessi. Quando finalmente, dopo un breve momento di esitazione, si compie un gesto di puro amore, con la certezza che tutto è contenuto e scritto per sempre in quel quaderno.
“Ha il cuore in gola mentre solleva la copertina coi gigli fiorentini” (pag. 95-Per un momento)
“un solo oggetto è ancora integro…un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.”
http://www.youtube.com/watch?v=y-_Ye1Ba9Cg
Quindi, ritorniamo al fuoco iniziale…:
http://www.youtube.com/watch?v=tJQgwqojirs&feature=player_embedded
Stella concordo, è solo una triste coincidenza ma la parola fine ancora non è arrivata :-))
Sarà sopravvissuta Avigail al suo 11 settembre? Se non ce l’ha fatta, è morta in grazia di Dio, essendo andata lì per salvare Y. Ma secondo me, un happy ending questo romanzo lo avrà: non potendo far convolare a nozze il novello Gesù con Maddalena, l’autore farà ritrovare Avigail e Ismail, i due co-protagonisti che da eroi negativi hanno avuto un’evoluzione in positivo grazie all’Amore.
@ Sabina
Esattamente quello che intendevo: dal Cap.127 si torna al Cap.1 Fuoco
Vista da sotto, la basilica è altissima: i lastroni in pietra grezza contrastano con la facciata ornata da finestre incavate e disegni stilizzati. Ad accentuare la varietà del quadro si aggiungono le palme svettanti contro il cielo cobalto. E’ un sabato pigro in cui sembra che nulla debba muoversi, perfino il silenzio fatica a dispiegarsi, s’infastidisce per un refolo di vento. Chlomo avverte le voci provenienti dall’interno: si affaccia al piano sottostante, dove campeggia l’altare coperto da una tovaglia bianca coi bordi in pizzo fine, tre ceri sorretti da altrettanti supporti in ferro lavorato e una croce semplice dalla parte opposta. Più in là, una cancellata, intervallata da quattro colonne sormontate da lampade da cui parte una luce rossa e fioca; ancora oltre, un rudere in pietra con un arco doppio, che introduce nella stanza interna; il tutto sovrastato da una specie di corona a forma di parallelepipedo con figure in oro. Intorno all’altare, un gruppo di pellegrini in camicie e magliette colorate, con cappellini bianchi a visiera, si sposta lentamente; un vecchio stempiato ha una faccia da pescatore cotta dal sole e procede a braccetto con una signora dal petto prosperoso ma cadente; un’altra, con la maglia viola, è seduta vicina a una colonna con le braccia conserte, per riprendere fiato o concedersi un momento di preghiera. Il silenzio è interrotto dai passi lenti e incerti, a causa del luogo e dell’età: si percepiscono parole smozzicate o colpi di tosse attutiti con le mani; una donna vestita di nero, nell’angolo a destra, indica qualcosa. Sul piano elevato, alla sinistra dell’altare, giace una borsa in cuoio con un fazzoletto pendente dal lato in primo piano. E’ l’ultima immagine distinta che Chlomo registra quel sabato mattina: all’improvviso, tutto diventa rosso fuoco, con pezzi di ferro e legno e carne umana che volano in ordine sparso nello spazio diventato incandescente, una nuvola dai contorni indefiniti che consuma tutto ciò che tocca, riducendolo in polvere ustionante.
@ Rossella
cosa dire, per il vero tifoso la Roma è come la fede: non si discute, si ama…specie in queste circostanze! (Certo che il figlio di Bruno Conti non perde occasione per castigare suo padre 😉
CHORUS MYSTICUS
Tutto il peribile
è solo un simbolo;
l’inattingibile,
qui si fa evento;
l’indescrivibile,
qui ha compimento;
l’Eterno Femminile
ci fa salire.
(G.Mahler-FAUST II – FINALE)
Condivido il dolore per la sconfitta della Roma.
SM
@ Silvia
Condivido con te Silvia…La bellezza di Avigail è quella di chi ama davvero,con il cuore,con tutta l’anima…é un amore destinato a durare per sempre…Quei gigli sono la dimostrazione che ciò che è puro non può mai finire…ritorna sempre..converte,guida,salva..si, l’amore salva gli uomini da se stessi, e li conduce a vita vera…
Le cose belle prima o poi devono finire ,ma l’amore vero quello con la A maiuscola ,per il quale si è disposti a sacrificare la propria vita non finisce mai.
vi ringrazio!
il romanzo finisce domani.
ma la vita continua, per chi è capace di rischiarla per qualcosa che valga la pena.
Un cammino verso l’amore, quello di Avigail, iniziato quasi per caso; un amore che ha trovato spazio anche in cuore refrattario, nel quale si è instillato un po’ alla volta, fino a colmarlo. Una conversione, che rende A. ancora più bella dinanzia a Y., che le ha fatto scoprire nuove emozioni, la meraviglia di una giusta verità, che l’ha portata a mettere in gioco se stessa, fino in fondo, rischiando con la propria vita.
Un messaggio di speranza, per chi, come A., ha il cuore di pietra e non conosce la parola amore
“Yeohochoua si volta: Avigail è lì, davanti a lui, non è mai stata così bella.”
Credo non esista al mondo sensazione più bella di questa:essere visti in tutta la propria bellezza e trasparenza, senza indecisioni, senza dubbi o fraintendimenti; provare la certezza che l’altro, per fiducia, ti vede per quello che sei veramente, nudo, senza veli, senza ipocrisie solo amore puro.
vi ringrazio.
raggiungere questo sguardo è la meta, credo.