3. Di che colore

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=gNXaJKdr7yk&feature=related]

da qui

In primo piano c’è una chiesa dalla facciata che ricorda San Miniato, un campanile troppo alto che sfida nemici invisibili e tenaci, a ridosso di case di cui si intravedono il tetto e le finestre del piano superiore. Dietro, una collina in cui si alternano viti e cipressi e in cima una chiesa più piccola col campanile a torre.
La mano è tesa, benedice, è il prolungamento necessario del volto appena sorridente, le grandi orecchie predisposte all’ascolto, come se l’udito fosse la cosa più importante, come se ogni cosa che conta nascesse dall’ascolto.
Lo zio preleva il nipote e lo porta a messa la mattina presto.
Nello sguardo si legge una storia sofferta, una dolcezza capace di assorbire i colpi duri, una quiete misteriosa che lascia indovinare una battaglia senza sosta.
Sei addormentato, tra le braccia muscolose, e sogni di viaggiare, di volare in una città irta di case, ammassate le une sulle altre; non ricordi se sia la tua città o quella che desideri, appoggiata alla parete rocciosa che confina con le nuvole: perché la felicità confina sempre con le nuvole, ha qualcosa a che fare con il cielo.
La mano tocca una medaglia in mezzo al petto, o una croce, o il segno di un potere che non senti tuo: non hai mai capito come possano convivere la signoria e l’amore, il dominio e la fiducia.
Sogni una vallata piena di crochi ai bordi di una foresta gialla per l’autunno, una casa circondata da ciliegi di cui non hai conosciuto mai il padrone.
La mantella rossa è un richiamo alle origini, alle scarpe rotte di cui ti vergognavi, alle botte che prendevi per gli scherzi ai tuoi compagni, le mucche, il fienile, la polenta.
Una nuvola a forma di leone si posa sulla cima del monte; perché tuo zio ti porta in chiesa, cosa si nasconde tra gli archi che intravedi con gli occhi pesanti per il sonno? Perché il futuro di un bambino è un animale sconosciuto, un prato troppo grande, una strada biancastra in mezzo ai ghiacci dove tutto è silenzio?
Ti affacci dal treno con la faccia stanca; da dove sei arrivato? E’ vero che il treno è il mezzo preferito dai sogni che non escono dalla botola del cuore?
Zio, voglio tornare a casa.
Shhhh! Non senti che il prete sta parlando?
Il treno custodisce un ricordo rinchiuso nel vagone, gli occhi mi raggiungono fin qui, mentre pensavo di aver dimenticato.
Invidi le pecore che brucano tranquille all’aria aperta, ti chiedi se il futuro sia bianco come loro, o verde come la quercia su cui ti arrampichi ogni sera, o giallo come il campo di ginestre che si perde a vista d’occhio.
Dal finestrino in corsa ti appare la città dove non sei mai stato e che sembra ospitare un desiderio, lo sguardo che chiama, azzurro come il cielo, bianco come la luce del mattino, giallo come il sole che sorge dietro il monte, mentre le braccia dello zio ti riportano a casa, addormentato.

21 pensieri su “3. Di che colore

  1. Titti

    La mantella rossa è un richiamo alle origini, alle scarpe rotte di cui ti vergognavi, alle botte che prendevi per gli scherzi ai tuoi compagni, le mucche, il fienile, la polenta.
    Una nuvola a forma di leone si posa sulla cima del monte; perché tuo zio ti porta in chiesa….il futuro di un bambino è un animale sconosciuto…
    Ti affacci dal treno con la faccia stanca….E’ vero che il treno è il mezzo preferito dai sogni che non escono dalla botola del cuore?…..
    Il treno custodisce un ricordo rinchiuso nel vagone, gli occhi mi raggiungono fin qui, mentre pensavo di aver dimenticato.
    Dal finestrino in corsa ti appare la città dove non sei mai stato e che sembra ospitare un desiderio….

    Qualcosa mi richiama alla mente i futuri Papa Giovanni XXIII (di origini contadine) e Papa Giovanni Paolo I entrambi chiamati a Venezia (città del Leone di San Marco) e poi al soglio pontificio.
    Esprimo un desiderio bambino:
    Fabry, ti auguro che questi tuoi romanzi on line possano un giorno venir pubblicati proprio dalla Marcianum Press dell’Arcivescovo di Venezia!

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  2. M&C

    ” Dio è il pittore, la nostra fede è la pittura, i colori sono la parola di Dio, il pennello è la Chiesa.”

    (San Francesco di Sales)

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  3. Titti

    @M&C
    dice bene il santo, rispondendo indirettamente a coloro che non credono e addebitano ciò agli errori della Chiesa: essa è solo il pennelo e – in quanto ecclesia – siamo tutti noi esseri umani e, come tali, fallaci. Nel “credo” infatti si recita: credo la chiesa e non nella sua totale infallibilità sovraumana.
    La pittura dipende dalla fede/fiducia che riponiamo in Dio. Essa può vacillare, ma ci si può rialzare in qualsiasi momento, facendo cerchio intorno a chi è debole in quel momento. Oggi, ad esempio, Mafalda avrebbe i capelli così…

    http://www.youtube.com/watch?v=TsLg5cYEG4k&feature=related

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  4. silvia

    Invidi le pecore che brucano tranquille all’aria aperta, ti chiedi se il futuro sia bianco come loro, o verde come la quercia su cui ti arrampichi ogni sera, o giallo come il campo di ginestre che si perde a vista d’occhio.

    RITORNAR BAMBINI

    Le cose che il bambino ama
    rimangono nel regno del cuore
    fino alla vecchiaia.
    La cosa più bella della vita
    è che la nostra anima
    rimanga ad aleggiare
    nei luoghi dove una volta
    giocavamo.

    Kahlil Gibran

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  5. Vale

    Il treno custodisce un ricordo rinchiuso nel vagone, gli occhi mi raggiungono fin qui, mentre pensavo di aver dimenticato.

    La moto sfrecciava lungo la lingua di terra d’asfato che collega la terra ferma alla Laguna. Ponte Vittorio, così è chiamata, corre in parallelo con la ferrovia, dove il treno entra direttamente a Santa Lucia e lì ferma la sua corsa.
    Quante volte su quel treno sbuffante, affacciata al finestrino e accompagnata da una giovane mamma, salutavo il mio papà che, come in un giuoco, scortava il treno con i suoi beni più preziosi fino a Piazzale Roma per poi inevitabilmente abbandonarlo. Mi piace pensare che lui fosse un centauro, e che, come creatura immaginaria, fosse metà uomo e metà nuvola.
    Papà e mamma, uniti nella chiesa di San Zaccaria da colui che sarebbe diventato prima Patricarca di Venezia e poi Giovanni XXIII

    Ti affacci dal treno con la faccia stanca; da dove sei arrivato? E’ vero che il treno è il mezzo preferito dai sogni che non escono dalla botola del cuore?

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  6. Ema

    Rosso….. come il cuore, il fuoco, l’amore.

    IMMENSO E ROSSO

    Immenso e rosso
    Sopra il Grand Palais
    Il sole d’inverno viene
    E se ne va

    Come lui il mio cuore sparirà
    E tutto il mio sangue se ne andrà
    Se ne andrà in cerca di te
    Amore mio
    Bellezza mia
    E ti ritroverà
    Là dove tu sarai.

    Jacques Prévert

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  7. Ema

    “Perché il futuro di un bambino è un animale sconosciuto, un prato troppo grande, una strada biancastra in mezzo ai ghiacci dove tutto è silenzio?”

    Ciò nonostante in questa pagina si avverte che il futuro ha in serbo delle grandiose promesse…altri tempi?

    “Quand’è che il futuro è passato da essere una promessa a essere una minaccia?”
    Chuck Palahniuk

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  8. Ema

    “mentre le braccia dello zio ti riportano a casa, addormentato.”

    sembra il finale di una dolcissima preghiera…due braccia che ti portano…

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  9. M&C

    -come se l’udito fosse la cosa più importante, come se ogni cosa che conta nascesse dall’ascolto.

    “Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno…”

    “L’uomo non è perfetto in sé, l’uomo ha bisogno della relazione, è un essere in relazione. Non è il suo cogito che può cogitare tutta la realtà. Ha bisogno dell’ascolto, dell’ascolto dell’altro, soprattutto dell’Altro con la maiuscola, di Dio. Solo così conosce se stesso, solo così diviene se stesso”

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  10. RossellaT

    le grandi orecchie predisposte all’ascolto, come se l’udito fosse la cosa più importante, come se ogni cosa che conta nascesse dall’ascolto.

    Un uomo che non ascolta, che non è disposto a ricevere, non è in grado di dare.

    “Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta”

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  11. Ema

    “non ricordi se sia la tua città o quella che desideri, appoggiata alla parete rocciosa che confina con le nuvole: perché la felicità confina sempre con le nuvole, ha qualcosa a che fare con il cielo.”

    Il prezzo del progresso della civiltà si è pagato con una crescente riduzione della felicità dovuta all’intensificarsi del senso di colpa. […] l’uomo ha sempre maldestramente barattato la felicità con la sicurezza.
    (S. Freud)

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  12. Dany P.

    La mano è tesa, benedice, è il prolungamento necessario del volto appena sorridente, le grandi orecchie predisposte all’ascolto, come se l’udito fosse la cosa più importante, come se ogni cosa che conta nascesse dall’ascolto.

    Ogni pensiero positivo nasce dall’ascolto .. da chi è disposto a “sentire”, non solo ad ascoltare parole .. e attraverso mani tese a trasformare i dolori in cieli azzurri.

    .. perché la felicità confina sempre con le nuvole, ha qualcosa a che fare con il cielo.

    Sebbene sia doloroso, la felicità va trovata nel dolore,quando ti senti crollare il mondo addosso e cerchi di eliminare i segni di una battaglia senza sosta .. a quel punto ti rendi conto che la vera gioia è quando riesci a scorgere l’Azzurro dei Suoi occhi tra le nuvole, ad affidarti…con cuore sincero..

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  13. Sabina

    – ti chiedi se il futuro sia bianco … , o verde …, o giallo …

    Se sai ascoltare, il futuro sarà un’esplosione di tutti i colori della Fede, ed anche il presente sarà un arcobaleno di sapori.

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  14. Raf

    …le grandi orecchie predisposte all’ascolto,come se l’udito fosse la cosa più importante.

    E’ importante ascoltare quello che gli altri hanno da dire,perchè impari a conoscere le persone dal profondo e a crescere insieme a loro.
    Peccato però che il nostro egocentrismo ci spinge a voler essere solamente ascoltati, piuttosto che ascoltare il prossimo,formando una sorta di monologo al posto di un dialogo costruttivo.

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  15. Stella Maria

    Il cuore custodisce i sogni come uno zio che tiene fra le braccia un bambino addormentato e pronto a custodirne i passi al risveglio, ogni impercettibile movimento. Abbiamo sogni azzurro cielo pronti a prendere il volo quando destati dal sonno riusciamo ad ascoltare il cuore e non solo il nostro. Il muscolo cardiaco e’ un re in ascolto, che sa che non solo la notte ascolta se stessa ma che lo fa anche il cuore al risveglio perché un sogno si realizzi come l’aurora del giorno che sta per nascere.
    SM

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  16. fabrizio centofanti

    vi ringrazio!
    le ipotesi si incrociano, come i treni.
    il re in ascolto è un’immagine adeguata: la paura e il desiderio fanno nascere una storia e aspettano di trovare un senso più compiuto e più aperto nello stesso tempo.

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  17. pamela

    ”le grandi orecchie predisposte all’ascolto, come se l’udito fosse la cosa più importante, come se ogni cosa che conta nascesse dall’ascolto.”

    ‘Una voce significa questo: c’è una persona viva, gola torace sentimenti, che spinge nell’aria questa voce diversa da tutte le altre voci.’ (Italo Calvino, Il re in ascolto)

    ‘‘Non hai mai capito come possano convivere la signoria e l’amore, il dominio e la fiducia‘‘

    Non l’ho mai capito bene neanche io, a me sembra che l’amore e la fiducia non necessitino nè di signoria nè di dominio….

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