[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=NsIokTItMyg]
da qui
Ho fatto di tutto: lo spazzino, il facchino, l’inserviente.
I soldati salgono sui carri, i giovani gridano, corrono, sventolano cartelli che inneggiano alla pace, un gruppo incappucciato alza le torce accese nella notte.
Quando lavori bene, anche se spazzi strade – soprattutto se spazzi strade – lasci che i ricordi sboccino coi petali migliori – la casa dove ogni linea sembra tracciata col pennello, bianca e blu come nel regno delle fate, gli archi ricamati al tombolo, l’ingresso immerso nel verde – perché solo così potrai essere, un giorno, un grande spazzino di strade, e il mondo si ricorderà dei marciapiedi inappuntabili, dell’asfalto dove potrebbe passare più di un anno prima di trovarvi una cicca.
L’esercito interviene, le canne dei fucili colpiscono in volto i dimostranti con la camicia bianca che contrasta con la pelle, come quando, sotto l’albero, s’intravedeva il seno – ricordi? – e per la prima volta ti ho baciata.
Ho ancora negli occhi il divano rosso, il pianoforte, il quadro dei nonni o dei bisnonni a rammentare che la vita è una corsa affannata e finisce troppo presto.
L’uomo che spinge la macchina, la donna che si china sul marito colpito a morte da un cecchino, mentre una folla enorme alza le braccia verso il cielo.
Della cucina-refettorio mi torna in mente il bianco: della dispensa, della tovaglia, delle tende, persino del cestino, come un’ossessione, un contrappasso, come se l’urto dei colori dovesse entrarci nel sangue, nelle cellule – nuclei, mitocondri, ribosomi.
Il cappuccio e la tuta coprono ogni cosa, due fori per gli occhi e guanti neri che avvolgono avambracci e mani, procedere compatti, con le torce accese, lottare perché gli immondi non abbiano diritti.
Anche il letto ha una coperta bianca e quello del bambino, manco a dirlo, bianco pure lui, eppure tu sapevi di cavartela meglio e non saresti mai finito come la cantante morta in ambulanza perché il sangue dei bianchi non si dà a chi non lo merita.
Ecco, lo sguardo diffidente, come se dagli altri, dalla storia, si potessero ricevere soltanto schiaffi, insulti, umiliazioni, buttati fuori dai locali, dalle scuole, dagli uffici, fino alla fine dei tempi.
Tu stavi meglio, molto meglio, tra le case dai mattoni bianchi, con la siepe tagliata a perfezione e l’intarsio elegante sulla facciata principale.
Non c’è niente di peggio di una notte illuminata da una croce in fiamme, dalla luce che spegne ogni altra luce, solo allora capisci il senso della perversione, il nome Lucifero e molte – troppe – altre cose.
Noi, invece, potevamo giocare a battimuro e forse ti avevo vista lì, a passeggio con le amiche, che cosa avevi? lo so che cosa avevi, perché dopo un momento ero già in piedi e gli altri mi chiamavano ma non potevo rispondere e anche adesso che spazzo questa strada, ora che sono forse diventato un grande spazzino di strade e il mondo si ricorderà di me, ancora vedo i tuoi occhi, i tuoi seni, che una croce in fiamme, che gli incappucciati con le torce accese non potranno mai sconfiggere.

ancora vedo i tuoi occhi
Nessuno, mai, in nessun modo, può cancellare la memoria dell’amore che nasce, improvviso, da un incontro di occhi.
– Non c’è niente di peggio di una notte illuminata da una croce in fiamme, dalla luce che spegne ogni altra luce… gli incappucciati con le torce…
“Non c’è niente di peggio” del non riconoscere la fraternità dell’altro, del nascondersi vigliaccamente dietro un cappuccio per uccidere, rinnegare l’amore, la gioia, la pace e la libertà.
“Non c’è niente di peggio” della schiavitù, della guerra, del razzismo, della durezza di cuore, dell’incapacità di comprendere ed ascolare.
“Venga il Tuo Regno”
Paura dell’uomo verso un altro uomo, delle differenze che potrebbero remare contro; la discriminazione diventa scudo protettivo di una finta libertà, chiusa in quattro pareti, che non permette di cogliere quel valore aggiunto che potrebbe regalare il “nostro nemico”
E’ la cosa peggiore che possa esistere non voler riconoscere il proprio fratello nell’altro, nascondendoci vigliaccamente per poter uccidere, e non voler riconoscere le cose belle e giuste, come parlare solo dell’amore e della libertà.
Molto spesso la “diversità” disorienta le persone ,perchè non rispecchia lo schema originale a cui sono abituate; tutto quello che non si conosce genera tensione e paura, senza capire che basterebbe tendere la mano per rendersi conto che colui che è “diverso” è soltanto nostro fratello.
“Un uomo chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro.”
..”..la donna che si china sul marito colpito a morte da un cecchino, mentre una folla enorme alza le braccia verso il cielo. ”
“…perché il sangue dei bianchi non si dà a chi non lo merita.”
Alzare le braccia al cielo, braccia con pigmentazioni diverse che appartengono a corpi dentro cui scorre sangue di un identico colore rosso.
ricordo : ” ” hoshi’ana, hoshi’ana” una mano si solleva verso il cielo…..a volte sono un segno di vittoria, o l’immagine di un uomo crocifisso.”
La coscienza umana è una strada sporca che, quel bravo spazzino che è l’uomo, ripulisce con un abile colpo di scopa. E non fa differenza se sei il potente che sta nella stanza dei bottoni oppure l’ultimo della terra se l’immondizia che spazzi via con un colpo solo, rendendo tutto lucido e brillante, è il male fatto al fratello, chiunque esso sia, l’egoismo e l’avidità che ti divora.
Ma c’è un solo “Spazzino” capace di far parlare di sè, capace di rendere una strada “così pulita che potrebbe passare più di un anno prima di trovarvi una cicca”, e anche più di un anno. Un “bravo spazzino” che con la scopa del bene pulisce la coscienza umana aprendola all’amore per l’altro. Peccato però che molto spesso l’uomo lo lasci disoccupato!
SM
“Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un’autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.”
Douglas Malloch
http://www.youtube.com/watch?v=asxWi64xaUM&feature=related
Se resti imprigionato tra la Luna e New York City
La cosa migliore che tu possa fare…
La cosa migliore che tu possa fare è innamorarti
http://www.youtube.com/watch?v=v8Ue5rlv7yA
“… – e per la prima volta ti ho baciata.”
Viviamo, mia Lesbia, e amiamo:
tutte le chiacchere dei vecchi brontoloni
– lasciale perdere, non valgono una lira.
Tramonta il sole e poi ritorna:
per noi, quando la breve luce è tramontata,
solo rimane il sonno di una notte senza fine.
Dammi mille baci, e ancora cento,
poi altri mille, e altri cento ancora,
e mille e cento e non fermarti mai.
Poi, quando ne avremo a migliaia,
li confonderemo, per non sapere
– perché nessuno sappia il mucchio
di quei baci, e non ci dia il malocchio.
Catullo
Ecco, lo sguardo diffidente, come se dagli altri, dalla storia, si potessero ricevere soltanto schiaffi, insulti, umiliazioni, buttati fuori dai locali, dalle scuole, dagli uffici, fino alla fine dei tempi.
In una mensa di beneficenza o nel breve tratto di strada che percorro a piedi per andare a lavoro incontro molti degli sguardi descritti in questo brano. Sguardi abituati a non essere notati, sguardi stupiti e diffidenti davanti ad una porzione abbondante, al saluto, al rispetto per il lavoro svolto, mi chiedo ogni volta quali pensieri ci possano essere dietro quegli occhi. Spero che ci sia almeno un dolce ricordo che magari scaldi e compensi il freddo della nostra indifferenza.
“Non c’è niente di peggio di una notte illuminata da una croce in fiamme, dalla luce che spegne ogni altra luce, solo allora capisci il senso della perversione, il nome Lucifero e molte – troppe – altre cose.”
La farfalla e il lume
Un parpaglione variopinto e vagabondo andava, una sera, discorrendo nel buio, quando vide in lontananza un lumicino. Subito drizzò le ali in quella direzione, e quando giunse vicino alla fiamma si mise a ruo-tarle agilmente intorno guardandola con grande meraviglia. Com’era bella!
Non contento di ammirarla, il parpaglione si mise in testa di fare con lei quello che faceva di solito coi fiori odorosi: si allontanò, si voltò, e puntando coraggiosamente il volo verso la fiamma le passò sopra sfiorandola.
Si ritrovò, stordito, ai piedi del lume; e si accorse, con stupore, che gli mancava una zampa e che la punta delle ali era bruciacchiata.
– Che cosa mi sarà successo? – si chiese, senza riuscire a trovare una ragione. Non poteva assolutamente ammettere che da una cosa tanto bella, com’era quella fiamma, gli potesse venire alcun male; e perciò, dopo aver ripreso un po’ di forze, con un colpo d’ali si rimise in volo.
Fece alcuni volteggi, e di nuovo puntò verso la fiamma per posarvicisi sopra. E subito cadde, bruciato, nell’olio che alimentava la vivida fiammella.
– Maledetta luce – mormorò il parpaglione in fin di vita. – Io credevo di trovare in te la mia felicità, e invece ci ho trovato la morte. Piango sul mio sciocco desiderio, perché ho conosciuto troppo tardi, e a mie spese, la tua natura pericolosa. –
– Povero parpaglione – rispose il lume. – Io non sono il sole, come tu ingenuamente credevi. Io sono soltanto un lume; e chi non sa usarmi con prudenza, si brucia.
Leonardo da Vinci
“Della cucina-refettorio mi torna in mente il bianco: della dispensa, della tovaglia, delle tende, persino del cestino, come un’ossessione, un contrappasso, come se l’urto dei colori dovesse entrarci nel sangue”
Loreto docet…anche la Madonna è nera…l’amore è ogni colore.
“Bruna sono, ma bella …. Non state a guardare che sono bruna perché mi ha abbronzata il sole”
Cantico dei cantici (1, 5-6).
“e forse ti avevo vista lì, a passeggio con le amiche, che cosa avevi? lo so che cosa avevi, perché dopo un momento ero già in piedi ”
http://www.youtube.com/watch?v=iykqNRi7dF4
http://youtu.be/AZ8mrzSKzQs
Tu stavi meglio, molto meglio, tra le case dai mattoni bianchi, con la siepe tagliata a perfezione e l’intarsio elegante sulla facciata principale.
”ancora vedo i tuoi occhi, i tuoi seni, che una croce in fiamme, che gli incappucciati con le torce accese non potranno mai sconfiggere.”
Dreams
Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly
Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow.
(Langston Hughes)
Tieni stretti i tuoi sogni
Perché se i sogni muoiono
La vita è come un uccello con le ali spezzate
Che non riesce a volare
Tieni stretti i tuoi sogni
Perché se i sogni se ne vanno
La vita è un campo sterile
Congelato dalla neve
http://youtu.be/th1kQER770M
“La forza non deriva dalle capacita’ fisiche, ma da una volonta’ indomita… Il sentiero della nonviolenza richiede molto più coraggio di quello della violenza… Per praticare la non-violenza, bisogna essere intrepidi e avere un coraggio a tutta prova… Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo…”
MAHATMA GANDHI
Scusate, avrei dovuto postare questo video…
http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=AqZRIJ5ERRU
L’esercito interviene, le canne dei fucili colpiscono in volto i dimostranti con la camicia bianca che contrasta con la pelle.
http://www.youtube.com/watch?v=X-asa07vXOULA PO
Immagina che tutta la gente si divida il mondo.
Quando lavori bene, anche se spazzi strade – soprattutto se spazzi strade …
La lebbra esiste ancora, soprattutto tra gli stati più poveri della società. I poveri non sono abbastanza istruiti per sapere di che cosa soffrono… Tuttavia, i lebbrosi con evidenti malformazioni si disperano e non vogliono vivere in una società che li rifiuta.
Al centro ricoveriamo molti mendicanti che prima vivevano per la strada o alla stazione. Prendiamo anche bambini piccoli con la lebbra. I loro genitori dicono sempre che non appena i figli staranno meglio, torneranno a riprenderli, ma non lo fanno mai.
da: Il cammino semplice, Madre Teresa
Eccon un altro “spazzino” d’eccellenza
vi ringrazio!
il grande spazzino di strade mi commuove sempre.
benvenuta Maria Grazia!
Uno spazzino é colui che rende pulite strade,un uomo che sa che bisogna tenere gli occhi aperti..per non dimenticare niente in giro…
Sarebbe bellissimo se ognuno di noi potesse ripulire le strade del mondo dai disastri dell’indifferenza,del non sentirsi tutti figli di uno stesso Padre..occorre eliminare i detriti di una mentalità distorta, per partecipare attivamente alla creazione di un mondo più equo,pacifico,fino a modificarne le fondamenta.Il solo, grande spazzino però è soltanto Lui, e noi, dovremmo pregare ogni giorno affinchè guidi i nostri cuori,conducendoci nell’ascolto della sofferenza umana,spazzando via i nostri egoismi,rendendoci migliori..
Vi ricordate il film “Indovina chi viene a cena?”
Quanto incide il colore della pelle sui sentimenti?
Oggi nulla direi, se lei e’ Naomi Campbell o lui Denzel Washington ;-)…ma in realta’ -anche se stiamo andando verso una societa’ multietnica- la nostra terra non e’ ancora del tutto pronta ad accogliere l’altro, figuriamoci il “diverso” per colore di pelle e perche’ straniero, immigrato extracomunitario.
E’ uscito in questi giorni in Italia il romanzo “Caucasia” di Danzy Senna che abbatte la segregazione razziale tramite la storia di una famiglia mista americana sull’intimità dei rapporti nella Boston di meta’ anni ’70. Moglie bianca di estrazione borghese, marito nero intellettuale, entrambi attivisti per i diritti delle minoranze.
L’esercito interviene, le canne dei fucili colpiscono in volto i dimostranti con la camicia bianca che contrasta con la pelle.
http://www.youtube.com/watch?v=X-HQJXI4nVw
ARGENTO ED ORO
Nella latrina un fucile
Mani imploranti mi tengono giù
Solo al cacciatore gli fu data la caccia
In questa città lattina
Città lattina
Niente stelle nella notte nera
E’ come se il cielo fosse caduto giù
Niente sole nella luce del giorno
E’ come se fosse incatenato alla terra
Incatenato alla terra
Il guardiano disse
L’uscita è venduta
Se vuoi una via d’uscita
Argento ed oro
Schiena rotta sul soffitto
Naso rotto sul pavimento
Io urlo al silenzio, sta strisciando
Striscia sotto la porta
C’è una corda intorno al mio collo
E c’è un grilletto nella tua pistola
Gesù dì qualcosa
Io sono qualcuno, io sono qualcuno
Io sono qualcuno
Capitani e re
Nella stiva delle navi
Vennero per accumulare
Argento ed oro
Argento ed oro
Ho visto l’andirivieni
Li ho visti i capitani ed i re
Ho visto le loro uniformi blu marina
Ho visto le loro cose lucide e splendenti
Cose lucide e splendenti
La temperatura sta salendo
La febbre incandescente
Signore, non ho niente
Ma è più di ciò che tu hai
Le catene non mi legano più
Nemmeno i ferri ai miei piedi
Fuori ci sono i prigionieri
Dentro i liberi
Liberateli
Liberateli
Ad un campione di pugilato all’angolo gli si insegna
Colpisci dove fa male
Argento e oro
Argento e oro
“…Questa canzone fu scritta in una camera d’albergo a New York City ai tempi in cui un nostro amico, Little Steven, stava mettendo insieme un disco di artisti contro l’apartheid. Questa è una canzone scritta su di un uomo in una baraccopoli fuori Johannesburg. Un uomo che era stanco di abbassare lo sguardo alla canna di fucile del Sud Africa bianco. Un uomo arrivato al punto di essere pronto ad alzare le braccia contro il suo oppressore. Un uomo che ha perso la fede nei pacificatori occidentali mentre essi discutono e mentre trascurano di sostenere un uomo come il vescovo Tutu e le sue richieste di sanzioni economiche contro il Sud Africa..”.
http://www.youtube.com/watch?v=Fx-VAqKDDuc&feature=related
….lottare perché gli immondi non abbiano diritti….Tu stavi meglio, molto meglio, tra le case dai mattoni bianchi…Noi, invece, potevamo giocare a battimuro e forse ti avevo vista lì, a passeggio con le amiche….Ancora vedo i tuoi occhi, i tuoi seni, che una croce in fiamme, che gli incappucciati con le torce accese non potranno mai sconfiggere.
http://www.youtube.com/watch?v=w-_ycLkg4dk&feature=related
Oltre i muri e contro i venti
Questo gioco brucia più del fuoco
Lo stesso sangue abbiamo noi, lo stesso cielo se lo vuoi
e volo nella tua magia, la mia energia
noi ci sfioriamo l’anima, forse le nostre verità
possiamo farlo solo noi… non ci arrendiamo, no
Prendimi cosi’ con tutti i miei colori
E la paura di volare mia…
Prendimi cosi’ con tutti i miei casini
E la paura di volare mia…ti giuro l’ho buttata via
Prendimi cosi’ che niente sarà mai più uguale
e riavviciniamoci anche se poi da vicino nessuno è normale
Questo gioco brucia più del fuoco
ma ora sembro il tuo trofeo allora
questo gioco brucia quanto il fuoco
grazie!
prima o poi la differenza diventerà un valore.
e allora sarà vicino il regno, la società nuova.