6. L’incantesimo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=oQKJ0ACJuCY&feature=related]

da qui

Quando i figli del droghiere mi dissero che con un negro non volevano uscire, mi sentii male per la prima volta.
Io ho un sogno, che un giorno questa nazione si leverà in piedi.
Mia madre mi disse di non impressionarmi: nessuno è più importante di te, figlio, non dimenticarlo.
E vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni.
Non pensare di valere meno dei bianchi; ma intanto arrivavano le telefonate, e ogni volta che il telefono squillava c’era un sussulto di paura, perché gli incappucciati non perdonano, la croce in fiamme sa contare bene le stazioni della passione negra.
Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.
E sei tra l’incudine e il martello, tra quelli che ti chiamano nigger e gli altri che ti chiamano venduto, perché vogliono la guerra, la violenza, perché un prete è dalla parte dei bianchi e vive del loro lurido denaro.
Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo furono padroni di schiavi sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Avevo deciso di fare il prete, non l’avvocato o il medico, perché un reverendo può parlare, può dire quale sia la distanza tra il desiderio e la realtà, tra la mano che dà e quella che toglie, avevo già sulle labbra le parole che avrei pronunciato alla mia gente.
Io ho un sogno, che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia.
Anche se un giorno Malcom disse che chiamano nigger un negro laureato, io volli fare il prete e mio padre mi capì e mi portò nella sua chiesa, e mi fece predicare, pronunciai le parole che mi salivano dal cuore sulle labbra, in ogni notte.
Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per la qualità del loro carattere. Io ho un sogno, oggi!
Tutte le parole mi tornarono alla mente quando salii sul pulpito e ricordai quello che dicevano di noi, che mio padre puzzava, da ragazzo, perché strigliava i muli, e non mi sentii mai così fiero di lui come quando seppi che era timido con le ragazze perché aveva paura che se ne accorgessero.
Io ho un sogno che un giorno, in Alabama, con i suoi malvagi razzisti, con il suo governatore dalle cui labbra provengono parole di veto e annullamento, che un giorno, proprio qui in Alabama, i ragazzini negri e le ragazzine negre sapranno unire le mani con i ragazzini bianchi e le ragazzine bianche come se fossero fratelli e sorelle. Ho davanti a me un sogno, oggi!
E mi vennero in mente i deliri sulla superiorità, le processioni degli uomini con le torce accese, la croce in fiamme, che un giorno accolse chi aveva amato soprattutto i disprezzati ed era morto in mezzo a loro.
Io ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati, e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno.
Pensai agli schiavi, ai deportati, che si gettavano in mare e morivano in bocca ai pescecani, pensai agli aneliti schiacciati, alle chimere svanite, alla bellezza che si trasforma in incubo, pensai alla folla che avevo davanti, vidi gli occhi fissare le mie labbra, perché aspettiamo sempre che qualcuno pronunci una parola, sappiamo che esistono parole capaci di rialzarci, di sollevare la pietra della tomba.
E’ questa la nostra speranza, questa è la fede con la quale mi avvio verso il Sud.
Mi tornò in mente il decalogo del sangue che parla da sé, della razza bianca che deve dominare, del negro che è inferiore e tale rimarrà, della terra che è dell’uomo bianco, dell’uguaglianza sociale e politica negata, delle briciole di cui il negro si deve nutrire, del più insignificante dei bianchi che è migliore del più elevato dei neri e che tutto è volere della divina provvidenza.
Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.
Le labbra pronunciarono parole che da sempre mi tenevo dentro, mi facevano male, tanto premevano, e nel momento in cui anch’io potei sentirle, come se parlasse un altro, vidi le facce della gente, capii che qualcosa si era mosso, sentii la pietra scricchiolare, il cuore aprirsi e mi accorsi che la stessa cosa succedeva a tutti, che nello stesso momento si era spezzato per tutti il sortilegio dell’odio, si era rotto l’incantesimo del male.

24 pensieri su “6. L’incantesimo

  1. fides&ratio

    perché aspettiamo sempre che qualcuno pronunci una parola

    E quando il sogno vedrà una donna pronunciare quella parola, quando il sogno non negherà all’altra parte del cielo di essere tramite fra il respiro e il suono che apre le porte alla comprensione, quel sogno sarà il sogno di tutti, ma purtroppo,l’abisso che separa i diversi per genere è ancora una geenna oscura

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  2. Stella Maria

    Una pagina bellissima, se non la più bella che tu abbia mai scritto ma l’assoluto potrà essere solo dopo che avrai scritto tutto e per fortuna di tempo ce ne vuole.
    Grazie e buona domenica, don!
    SM

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  3. M&C

    http://www.youtube.com/watch?v=VoVFNBCzgb4

    non c’è niente di più naturale che
    fermarsi un momento a pensare
    che le piccole cose son quelle più vere
    e restano dentro di te
    e ti fanno sentire il calore
    ed è quella la sola ragione
    per guardare in avanti e capire
    che in fondo ti dicono quel che sei.

    È bello sognare di vivere meglio,
    è giusto tentare di farlo sul serio
    per non consumare nemmeno un secondo
    e sentire che anche io sono parte del mondo…

    la vita rimane la cosa più bella che ho…

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  4. Ema

    “Io ho un sogno, oggi!”

    E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
    entro dita di luce e occhi di sogno,
    domani arriverà con passi verdi:
    nessuno arresta il fiume dell’aurora.

    Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
    gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
    sei tremito del tempo che trascorre
    tra luce verticale e sole cupo.

    P.Neruda

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  5. Ema

    “nello stesso momento si era spezzato per tutti il sortilegio dell’odio, si era rotto l’incantesimo del male.”

    Quando il cuore vola in alto le parole compongono inevitabilmente un discorso degno di un re; e ci sono altri re, chiamati a riportarli in vita con ricchezza di contenuti, anche musicali e tanta passione; ed è un piacere leggerli e spezzare insieme ogni incantesimo nefasto.

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  6. pamela

    “Pensai agli schiavi, ai deportati, che’ si gettavano in mare e morivano in bocca ai pescecani”

    Quello che fa venire ancora più i brividi è la tratta di esseri umani che, ancora oggi, avviene proprio nel mare nostrum..c’é un tratto di mare che è praticamente una tomba..

    Gli ultimi saranno primi, sappiamo
    dal vangelo, ma quando nella notte
    tra martedì e mercoledì scorso
    un barcone di trecento migranti
    si è ribaltato quaranta miglia a sud
    di Lampedusa lasciando chissà
    quanti morti – tra cui anche bambini –
    nasce una domanda ineludibile
    sul quando sul come sul perché o se
    tutto questo non possa diventare
    la scusa buona dell’ultimo paròn,
    l’inaccettabile ironia di quanti
    sigillano condanne preventive
    a vivere inseguendo l’illusione
    di raggiungere il minimo vitale
    spettante di diritto a chi si affaccia
    alla vita, che deve garantire
    l’uguaglianza del punto di partenza.
    Chiedetelo ai fratelli che di notte
    viaggiavano in trecento sul barcone
    fornito dalla flotta d’emergenza,
    sentiamo cosa dicono i bambini,
    sepolti dentro l’acqua senza un nome,
    fora di ball e fuori delle rotte,
    annegati in un sogno d’accoglienza.
    (F. Centofanti – Fora di ball)

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  7. Titti

    Avevo deciso di fare il prete, non l’avvocato o il medico, perché un reverendo può parlare, può dire quale sia la distanza tra il desiderio e la realtà, tra la mano che dà e quella che toglie, avevo già sulle labbra le parole che avrei pronunciato alla mia gente.
    Le labbra pronunciarono parole che da sempre mi tenevo dentro, mi facevano male, tanto premevano, e nel momento in cui anch’io potei sentirle, come se parlasse un altro, vidi le facce della gente, capii che qualcosa si era mosso, sentii la pietra scricchiolare, il cuore aprirsi e mi accorsi che la stessa cosa succedeva a tutti, che nello stesso momento si era spezzato per tutti il sortilegio dell’odio, si era rotto l’incantesimo del male.

    Queste sono vocazioni benedette che fanno da canale per il Signore: attraverso questi Suoi strumenti, Egli tocca il cuore degli uomini ed il bene prevale sul male.

    Grazie, Fabry, per aver messo per iscritto queste parole che ti urgevano dentro: da sempre ho il sogno di una bellissima storia di fratellanza (anche tra persone della stessa razza!) e per questo non mi piace accontentarmi del detto “mal comune, mezzo gaudio” ma preferisco agire perche’ il sogno si avveri qui sulla terra, in una comunita’ il cui cuore batte all’unisono, e non solo un domani nel Regno di
    Buona domenica – giorno del Signore – a tutti!

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  8. Vale

    “Pensai agli schiavi, ai deportati, che’ si gettavano in mare e morivano in bocca ai pescecani”

    “gli ultimi saranno i primi” (Mt 20,1-16)

    Bellissima pagina, è il vangelo di oggi!

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  9. Raf

    Le parole arrivano fino al cuore della gente, spezzando”l’incantesimo del male”,quando si parla con cuore sincero d’amore fraterno; ma per realizzare il “sogno” dove tutti sono fratelli, non basta soltanto ascoltare tali parole è necessario sebarle nel proprio cuore, fino a farle diventare realtà.

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  10. silvia

    […] perché aspettiamo sempre che qualcuno pronunci una parola, sappiamo che esistono parole capaci di rialzarci, di sollevare la pietra della tomba.

    esistono parole, o gesti, anche apparentemente piccoli, ma grandi perché spontanei, indimenticabili perché fatti e ricevuti con amore, che sollevano quella pietra, scaldano il cuore e ci fanno sentire finalmente a casa.

    Rispondi
  11. Titti

    “Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. ”

    La morte è ferma, la vita si muove: Talità kum, alziamoci
    Lazzaro, vieni fuori!
    Fanciulla io ti dico alzati: è la parola che Gesù rivolge ad una bambina che era morta restituendole una nuova Vita e la Speranza dove non c’era più. Cristo è disceso tra gli uomini perchè noi trovassimo il coraggio di discendere nella nostra realtà psichica: solo così possiamo salire a Dio.

    Alzati…nasci ogni volta
    non serve a niente vivere, se non si dà

    http://www.youtube.com/watch?v=sz2aJgtam6U

    Alzati
    ama per sempre
    Sbagliati
    Non serve a niente
    Vivere
    Se non si dà
    Alzati
    Nasci ogni volta
    Alzati
    E’ un sentimento
    Libero
    Vero tormento
    Vivilo
    Guarda il sole brucia per te

    Rispondi
  12. Ema

    “Quando i figli del droghiere mi dissero che con un negro non volevano uscire, mi sentii male per la prima volta.”

    E’ terribile pensare che anche se ti impegni, se farai tutti gli sforzi del mondo per essere la persona più adorabile, non vorranno avere niente a che fare con te per il colore della pelle, che è l’unica cosa che non potrai cambiare, non dipende da te e poi…perchè dovresti cambiarlo, dov’è lo sbaglio?

    La lacrima di un negro

    Ho trovato un negro
    Che stava piangendo
    Gli ho chiesto una lacrima da analizzare.
    Ho raccolto la lacrima con attenzione
    in una provetta correttamente sterilizzata.
    L’ho guardata di fronte, da un lato,
    e dall’altro… aveva l’aria di una goccia molto trasparente.
    Ho ordinato gli acidi,
    le basi e i sali e
    farmaci utilizzati in questi casi.
    Ho provato a freddo,ho provato a fuoco,
    tutti le volte mi ha dato il solito risultato:
    nessun segno di negro nessun segno di odio.
    Acqua (quasi tutto)e cloruro di sodio.

    Antonio Gedeão

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  13. Ema

    “perché aspettiamo sempre che qualcuno pronunci una parola, sappiamo che esistono parole capaci di rialzarci, di sollevare la pietra della tomba.”

    Oggi durante l’omelia quella parola è stata nuovamente pronunciata: “Ti amo …e basta”;

    quell’ “e basta” pesa come un macigno è il muro da abbattere, la nostra impotenza ma è l’unica condizione che rende credibile la parola
    ” ti amo”.

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  14. Clown: opinioni

    (…)
    Il film procede in maniera orizzontale, descrivendo nel corso di una giornata alcune scene di vita nel quartiere e i caratteri di alcuni dei suoi abitanti.
    A sera, a chiusura ormai avvenuta Sal fa entrare nel locale alcuni ragazzi che chiedevano di mangiare, poco dopo entrano anche Buggin Out e Radio Raheem, con il suo gigantesco stereo a tutto volume. Sal gli chiede di spegnerlo, ma Radio Raheem rifiuta. Sal allora prende una mazza da baseball e sfascia lo stereo. Radio Raheem gli salta addosso. Pino e Vito tentano di difendere il padre, mentre i clienti cercano di calmare Radio Raheem. Ma lui è scatenato, così scoppia una rissa. Interviene la polizia, che uccide Radio Raheem strangolandolo con un manganello.
    La gente del quartiere si reca alla pizzeria, osservando Radio Raheem morto. Mister Señor Love Daddy annuncia alla radio il decesso del ragazzo, morto per mano di poliziotti bianchi per proteggere un bianco. Mookie osserva tutto impietrito, diviso tra la paura di perdere il posto di lavoro e fare la cosa giusta. Improvvisamente si decide e afferra un bidone della spazzatura, quindi lo scaglia contro la vetrina della pizzeria. Tutti sembrano impazziti, ed entrano nel negozio per distruggerlo. Smiley, finalmente, può appendere alle pareti le fotografie di Malcolm X e di Martin Luther King.

    « Gente mia, gente mia. Cosa posso dirvi? Cosa posso dirvi? Ho visto, ma non ho creduto. Non ho creduto a quello che ho visto. Riusciremo mai a vivere insieme? Insieme riusciremo mai a vivere? »
    (Mister Señor Love Daddy, dopo la rivolta)

    La mattina seguente Mookie si reca alla pizzeria ormai distrutta, e vi trova Sal disperato. Nonostante questo gli chiede i soldi che gli deve. Sal, dopo un dialogo acceso, glieli tira in faccia. Mookie li prende e si allontana.
    Prima dei titoli di coda scorrono sullo schermo due citazioni:

    « La violenza come mezzo per raggiungere la giustizia razziale è insieme un sistema impraticabile e immorale. »
    (Martin Luther King)

    « Io non invoco la violenza, ma allo stesso tempo non sono contro il fatto di usare la violenza per difendere se stessi. Io non la chiamo violenza. Se si tratta di autodifesa la chiamo intelligenza. »
    (Malcolm X)

    Do the Right Thing – Spike Lee – 1989

    Vedendo questo film a me è riuscito più facile scegliere quale sia la cosa giusta. Sal è un bel personaggio e le parole di MLK non hanno tempo e luogo, vanno oltre l’incantesimo.

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  15. M&C

    I sogni sono importanti, perchè ci rivelano noi stessi, ci svelano i nostri desideri e le nostre paure: bisogna saperli ascoltare.

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  16. RossellaT

    sentii la pietra scricchiolare, il cuore aprirsi e mi accorsi che la stessa cosa succedeva a tutti, che nello stesso momento si era spezzato per tutti il sortilegio dell’odio, si era rotto l’incantesimo del male.

    Fortunatamente c’e’ ancora chi crede che l’uomo non è cattivo, che l’uomo può guarire dalle sue malattie, che ci può guidare l’amore, che possiamo alzarci e prendere il volo e percepire la bellezza della nostra vita, che siamo tutti fratelli, tutti uniti e che se vogliamo possiamo cambiare il mondo.

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  17. Sabina

    “I sogni sono fatti di tanta fatica.
    Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie,
    perdiamo di vista la ragione
    per cui abbiamo cominciato a sognare
    e alla fine scopriamo
    che il sogno non ci appartiene più.

    Se ascoltiamo la saggezza del cuore
    il tempo infallibile ci farà incontrare il
    nostro destino.

    Ricorda:
    “Quando stai per rinunciare,
    quando senti che la vita è stata
    troppo dura con te,
    ricordati chi sei.
    Ricorda il tuo sogno”.

    Sergio Bambarén da “Il delfino”

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  18. Roby (s.d a.)

    L’interesse al razzismo è sempre più alto e l’attenzione aumenta soprattutto quando si manifestano casi eclatanti o gravi episodi di intolleranza, dai quali non è difficile dissociarsi. Tuttavia le piccole discriminazioni quotidiane sono ancora tante, spesso sottovalutate, se non addirittura trascurate; a queste, non si fa neanche più caso, perché i pregiudizi verso tutta la “gente diversa” – e non solo per colore o nazionalità – sono ancora tanti, ma purtroppo, spesso negati dalla superficialità con la quale si vive e che ci proclama ‘non razzisti’.

    http://www.youtube.com/watch?v=j1dLb0J1064

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