[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=AHOOuxiPMIU&feature=related]
da qui
Il problema è che non ci si accordava; movimenti opposti si facevano la guerra: chi propendeva per la mediazione, chi per la violenza e poi le delazioni, i tradimenti per ottenere un favore, un privilegio.
Ricordo la grande marcia, impavida, perché non si sa mai come andrà a finire.
Su certi temi avremmo dovuto essere compatti: la costituzione aveva stabilito che un negro non era un essere umano come un bianco.
La marcia chiarisce le idee: non contano le cose, ma il modo in cui le fai, da quale prospettiva le consideri. Sei mai incappato nel sapientone che confonde la cronaca e il romanzo? Anticipa i fatti senza essere sfiorato dall’idea che il punto non è la catena degli eventi, ma il racconto. Come spiegargli che la vita è quella, ma tutto dipende da che angolo la guardi?
Fu così per Gabriel, lo schiavo che voleva fondare uno stato negro, o Denmark Vesey, che aveva vinto il premio della lotteria e sognava di portare tutti nelle Indie Occidentali.
Molti uomini passeggiano in auto con la moglie tra la Houston Street e la Elm Street di Dallas, ma il ventidue novembre del sessantre fu differente, nonostante i sorrisi e l’euforia.
O Nut Turner, accanito lettore della Bibbia, che aveva architettato una rivolta generale cui nessuno aderì, per cui l’azione fu repressa nel sangue.
E hai voglia di urlare, mentre marci, di cantare a squarciagola, perché la rabbia e l’amore che ti premono nel petto dovranno pur trovare uno spiraglio, in un posto che sembra inventato per chiuderti le porte.
Qualcuno ebbe successo, in apparenza, come Frederick Douglass, l’amante della moglie del padrone; ma chi avrebbe potuto raccoglierne l’eredità incendiaria se Booker T. Washington predicò subito il contrario, la moderazione, il compromesso, la pace con i bianchi?
Parlavano così teneramente, salutando la folla e piegandosi l’uno verso l’altro, sussurrando parole che l’autista non poteva catturare.
Com’è possibile che nello stesso tempo, a Niagara Falls, stessero puntando a strappare, invece, tutto e subito?
Poi, all’improvviso, il colpo, la testa che sobbalza, l’abbraccio che prosegue, disperato: cosa lega quel momento e questo, perché le parole si rincorrono, si girano, come l’autista, i poliziotti, perché sono parte della stessa lunga marcia che nessuno può interrompere, né il fucile di Oswald – se fu lui a sparare, e non qualcun altro, dalla staccionata – o la pistola di Jack Ruby?
Come spiegargli che il racconto è l’emozione che ti prende alla gola, uno sparo a tradimento, che potrai percorrere un milione di volte il tratto tra la Houston Street e la Elm Street di Dallas e non proverai mai lo stesso brivido di quando scorri gli occhi sulle righe, immaginando la parola successiva che non è mai quella che aspetti?

-il punto non è la catena degli eventi, ma il racconto.
Questo lo abbiamo capito ed apprezzato leggendo i tuoi romanzi, don Faber: ci hai insegnato e trasmesso il puro piacere di leggere, anche addirittura oltre ed indipendentemente la trama ed i personaggi.
– il racconto è l’emozione che ti prende alla gola, uno sparo a tradimento, … potrai percorrere un milione di volte il tratto tra la Houston Street e la Elm Street di Dallas e non proverai mai la stesso brivido di quando scorri gli occhi sulle righe, immaginando la parola successiva che non è mai quella che aspetti?
Si, senza dubbio confermo!
“La marcia chiarisce le idee: non contano le cose, ma il modo in cui le fai, da quale prospettiva le consideri.”
“Non leggete per contraddire e confutare, né per credere e accettar per concesso, non per trovar argomenti di ciarle e di conversazione, ma per pesare e valutare. ”
Francis Bacon
“il racconto è l’emozione che ti prende alla gola”
http://www.youtube.com/watch?v=i6YSThUaGnY
“Come spiegargli che…… non proverai mai lo stesso brivido di quando scorri gli occhi sulle righe, immaginando la parola successiva che non è mai quella che aspetti?”
Credo che il modo di leggere equivalga al modo di vivere e di essere…chi si affida riesce a cogliere l’incanto della sorpresa nascosta tra le righe creando un’intima comunicazione con la pagina che spesso si tramuta in un rispetto quasi reverenziale; c’è invece chi teme questo lasciarsi guidare ed anzi tende a stravolgere la pagina aggiungendo nozioni, informazioni,anticipazioni nel tentativo forse di mettersi al riparo dal provare emozioni forse insostenibili.
non contano le cose, ma il modo in cui le fai, da quale prospettiva le consideri.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=pUR2QxLJRE8]
La bellezza è negli occhi di chi guarda
“Parlavano così teneramente, salutando la folla e piegandosi l’uno verso l’altro, sussurrando parole che l’autista non poteva catturare.”
http://www.youtube.com/watch?v=l6SHHz2OJGM&feature=related
il punto non è la catena degli eventi, ma il racconto.
Il racconto è come un quadro, come una musica: trasmette emozioni. Così come si fotografa con gli occhi, con la mente, con il cuore, prima ancora che con la macchina fotografica. La catena degli eventi può anche sfuggire, l’emozione resta impressa…
Nel caso dei romanzi di Fabrizio direi che c’è una ricchezza davvero particolare in ogni loro riga: suscitano sensazioni di ogni tipo, secondo me, emozioni da far venire le lacrime agli occhi, ma anche considerazioni sulla storia e l’attualità.
Come spiegargli che il racconto è l’emozione che ti prende alla gola, uno sparo a tradimento, che potrai percorrere un milione di volte il tratto tra la Houston Street e la Elm Street di Dallas e non proverai mai lo stesso brivido di quando scorri gli occhi sulle righe, immaginando la parola successiva che non è mai quella che aspetti?
Un romanzo ti deve appassionare, incuriosire, emozionare, sorprendere…. aprire mente e cuore e lasciare un segno. Nel leggere un romanzo cerco l’affinità con i personaggi, mi soffermo sulle parole curate perché sono sempre quelle giuste, cerco il batticuore, l’emozione, cerco una storia che è scritta talmente bene che quando l’hai letta hai voglia di rileggerla un’altra volta. Sono rari i racconti così ma su questo blog ne ho trovati diversi e qui apprendo, vivo e mi emoziono.
Complimenti don siamo solo all’inizio e già le aspettative sono state abbondantemente accontentate!
grazie!
speriamo di girare sempre pagina col desiderio di trovarne un’altra.
Ho passato la vita a cercare di distinguere la sensibilità dalla debolezza, l’autodifesa dalla violenza, la carezza ipocrita dallo schiaffo salutare, l’assoluta buona fede dalla mera correttezza, il consiglio paterno dalla paternale, la predica dal predicozzo, il boato che annuncia l’inizio dei fuochi d’artificio e il sibilo che accompagna il proiettile assassino, la condivisione dalla carità, l’autorevole dall’autoritario, il sapiente dal sapientone. In piazza ho ascoltato le parole del predicatore nero: marcerò con lui.
Come spiegargli che il racconto è l’emozione che ti prende alla gola, uno sparo a tradimento, che potrai percorrere un milione di volte il tratto tra la Houston Street e la Elm Street di Dallas e non proverai mai lo stesso brivido di quando scorri gli occhi sulle righe, immaginando la parola successiva che non è mai quella che aspetti?
In un giorno come tanti ho iniziato a leggere le pagine di questo blog..da allora è una scoperta continua..un’emozione grande alla quale è impossibile restare indifferenti..ecco perchè credo sempre più fortemente che le parole dette o scritte,in questo caso,siano cibo per la mente,per l’anima,e un grande insegnamento per la vita,cosicchè la si possa vivere da un’altra prospettiva…grazie don,per regalarci ogni giorno il privilegio di leggerti..
Il brivido, l’emozione, è anche il riuscire a cogliere, tra le righe, le parole non scritte.
‘E hai voglia di urlare, mentre marci, di cantare a squarciagola, perché la rabbia e l’amore che ti premono nel petto dovranno pur trovare uno spiraglio’
Il patto è stringerci di piu’
prima di perderci.
Forse ci sentono lassu’.
è un pò come sputare via il veleno.
Urlando contro il cielo.
http://youtu.be/h2P8Wj3C0rU
Ho imparato, anzi sto imparando, a vivere l’oggi, così come viene, senza fare troppi progetti e programmi, che molte volte non ho visto realizzati, con conseguente delusione. Il racconto è quello della vita, girare pagina ogni sera, godendo delle emozioni della pagina letta, ansiosa, al riseveglio, di scoprire i regali della pagina successiva
Poi, all’improvviso, il colpo, la testa che sobbalza, l’abbraccio che prosegue, disperato: cosa lega quel momento e questo, perché le parole si rincorrono, si girano…….
….e non proverai mai lo stesso brivido di quando scorri gli occhi sulle righe, immaginando la parola successiva che non è mai quella che aspetti?
Sarebbe bello ogni giorno aspettare con trepidazione, abbracciati l’uno all’altro, il seguito della pagina della nostra vita da girare assieme
Nella vita si fanno progetti per il futuro o si pianifica la giornata come se tutto si possa tenere sotto controllo, ma non è cosi ,perchè basta un imprevisto o come in questo caso un “colpo all’improvviso”… che lo scenario della vita cambia in modo del tutto inaspettato,dando inizio ad un nuovo capitolo.
Molti uomini passeggiano in auto con la moglie tra la Houston Street e la Elm Street di Dallas, ma il ventidue novembre del sessantre fu differente, nonostante i sorrisi e l’euforia.
http://www.youtube.com/watch?v=qwmaTT8oWec
La marcia su Washington (28 Agosto 1963)
I HAVE A DREAM !
http://www.youtube.com/watch?v=V-iAx52aoBU
grazie!
siamo tutti impegnati a discernere tra confini a volte difficili da decifrare.
“La marcia chiarisce le idee: non contano le cose, ma il modo in cui le fai, da quale prospettiva le consideri. Sei mai incappato nel sapientone che confonde la cronaca e il romanzo? Anticipa i fatti senza essere sfiorato dall’idea che il punto non è la catena degli eventi, ma il racconto. Come spiegargli che la vita è quella, ma tutto dipende da che angolo la guardi?”
Marciamo insieme e…provediamo impavidi, don!
Il bello di questo blog è che è anche occasione di approfondimento e di scambio.
Senza dialogo ed interazione, non servirebbe un web-log cioè un diario on line, ma basterebbe avere quello segreto chiuso a chiave nel cassetto.
Uno scambio di emozioni e sentimenti, tutti insieme nella fratellanza, uniti da un filo comunitario, in questo blog che sta creando qualcosa di bello e di vero…che va anche al di là di internet!
Vi abbraccio tutti INSIEME,
Titti
http://www.youtube.com/watch?v=A5_gji1XCuQ&feature=related
sì, e s’impara soprattutto ad ascoltare!
@ Titti:
concordo con te e mi associo all’abbraccio. Credo che il messaggio di Cristo insegni ad accarezzare ed ascoltare il mondo, non a bacchettarlo…
E quel Papa della carezza aveva davvero l’occhio lungo, l’occhio lungo di Dio…
Buona giornata:-)
concordo, Pamela!
@Fabry
Grazie alle musiche che suggerisci come accompagnamento alla lettura dei tuoi post, questo blog è anche una guida all’ascolto (non soltanto interiore).
@Pamela
Proprio così: il giudizio ammazza più di un fucile! Carlo Levi scrisse: “Le parole sono pietre”.
grazie a te, Titti.
qui facciamo scuola: dopo i romanzi a puntate in rete, ora ci copiano anche la musica di accompagnamento per i libri.
Accompagnamento per i libri? Ma e’ un marchio LPELS: deposita subito il brevetto ! 🙂
Anche i tuoi romanzi usciranno con il sottofondo musicale, Fabry?
Immagino gia’ mia madre che legge “Profeti di avventura”, mentre mio padre ascolta la musica classica da te proposta (non essendo pratica di pc, mamma aspetta l’uscita del libro)
Se, poi, farai la versione audio-libro, hai solo da scegliere fra i lettori che si presterebbero gratuitamente (un Augusto narratore come lo vedi?)
dovrei brevettare un sacco di cose, Titti! ma lasciamo che ci copino, noi siamo the originals.
no, i libri usciranno in formato tradizionale,
se dovessero esserci novità saprò certamente dove attingere!
In effetti, anche la pubblicità trae spunto dalle tue omelie 😉
OMG
il segreto è dire “SI ” come ha fatto Maria, rendendo possibile l’incarnazione di Cristo
http://www.youtube.com/watch?v=aljtvF8hbJY
Si mettessero d’accordo fra loro, però!
http://www.youtube.com/watch?v=XuXDMnzO27Y
coincidenze curiose, in effetti!