[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=JOD49LXJgug&feature=related]
da qui
Dove eravamo rimasti? Ah, sì, quegli occhi, gli occhi azzurri della laguna che mi fissano, le labbra aperte che inducono in tentazioni misteriose.
La faccia era come scolpita nella pietra, occhiali tondi e leggerissimi, mento pronunciato.
Fino ad allora mi ero tenuto su posizioni ferme, in obbedienza agli ordini provenienti d’Oltretevere.
Al di là del finestrino sembra una dea, con le palpebre ambrate e due perle che pendono leggere dagli orecchi.
Più tardi, le lenti si fecero spesse e gli occhialetti neri.
Tutto secondo copione, quindi: anzi, qualcuno cominciò a dubitare dell’etichetta di bontà che mi avevano affibbiato, perché mi pronunciavo sulla spregiudicatezza di vestiti femminili e mostre d’arte.
Sono i momenti folli in cui ti chiedi se davvero una donna così bella possa essere solo di un marito.
Un sorriso appena accennato si trasmetteva dagli occhi semichiusi alle labbra incastonate nella faccia tonda.
Ma poi arrivò il congresso, capirai: i nemici in casa, il lupo nella stalla dell’agnello.
E’ il momento in cui ti chiedi se, alla fine, non si sia costretti a indossare qualche maschera, una delle maschere del nostro carnevale.
Gli operai, le macchine, la fatica immane pagata quattro soldi erano una ragione valida di vita, anzi, la tua vita.
Mi ricordai la neve, la chiesa irrigidita dal freddo, gli alberi stecchiti che sembravano ondeggiare per scaldarsi a vicenda.
Immagino la bocca che si apre, in cerca d’aria, una fame di sogni, petali caduti e portati via dal vento in un giorno d’autunno di qualche altra dimensione.
La fabbrica, la fabbrica, l’inferno di ferro e calore, dove gli schiavi dimenticano di esserci venuti da se stessi, di aver dovuto mettere la testa sotto la lama della ghigliottina.
E la casa di mattoni grigi, la galleria di pietra oltre la quale intravedevo un futuro con facce sempre nuove, a seconda del tempo, dell’umore.
La gondola galleggia sull’acqua come la terra nella giostra di galassie che non si sa dove inizi né finisca.
La lotta, la lotta, riuscire ad alzarsi, a dire no, spezzare la catena interminabile dell’ingiustizia umana.
La strada saliva verso il duomo, il campanile provava a sollevarsi sulla punta dei piedi per ritrovare qualche pecora smarrita, qualcuno che aveva perso il desiderio di guardare negli occhi suo fratello.
Gli archi, le bifore e le trifore sono pori della pelle, ventri di donna che aspettano un turista, un amante, un principe dello stesso colore del canale.
La marcia, la marcia, lo sciopero che apre le labbra, libera le mani, ridà forza alle gambe, un’energia che sembrava dissipata per l’eternità.
Quando guardavo il Colle di San Giovanni e il Monte Canto immaginavo un animale addormentato, che da un momento all’altro dovesse svegliarsi e imbizzarrirsi.
L’isola di San Giorgio è un pezzo di terra staccatasi dalla riva di chiese e ristoranti, un pezzo di cuore che decide di andarsene dal corpo.
La libertà, la libertà, gridata contro il mondo, per il mondo, perché il mondo è in attesa di un grido, anche se ormai non lo sa più, anche se hanno fatto di tutto per farglielo scordare.
La bambina sorride: nei suoi occhi, Venezia è una maschera appesa alla parete, una nuvola che fugge via, dietro le case, un sogno che si nasconde dentro le bifore e le trifore.
Quando li accolsi in città, con una lettera benevola, gridarono allo scandalo, vollero che mi correggessi a tutti i costi, ma ormai era fatta.
L’unità, l’unità.
E il mare, che diventa vicolo, finestra specchiata nell’azzurro.

Solo nell’azzurro sconfinato del cielo si può essere liberi, liberi di accogliere, di amare, di essere se stessi e stare dalla parte della verità infischiandosene di questo mondo che è solo un insieme di regole spesso sbagliate e distorte per favorire il potere di pochi a danno di molti, un mondo fatto per poggiarvi i piedi e alzarsi in volo verso l’infinito, verso Dio, verso gli occhi che guardano i tuoi.
SM
A volte si è come tante pecore smarrite che non ritrovano più la strada di casa,perchè si è presi dallo sconforto o ci si sente soli,perchè incompresi .Allora ti rendi conto che hai bisogno di una guida o per meglio dire di un “pastore” che ti faccia sentire amato e ti faccia ritrovare la via dell’amore che solo Dio ti può dare,perchè quando ci si sente amati si riesce ad amare anche il prossimo e a vedere negli occhi di lui che è tuo “fratello”.
-E il mare, che diventa vicolo, finestra specchiata nell’azzurro.
L’uomo e il Mare (Charles Baudelaire )
Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!
San Giorgio, da quella trifora, ha sempre lottato per la libertà.Qualcuno ha detto “no” e ha lottato contro coloro che volevano cadesse nelle mani del consumismo soprattutto alberghiero. L’avrebbero trasformata e fatta diventare l’isola del piacere, delle follie. San Giorgio è li, nella sua composta bellezza, nell’abbraccio tenero della laguna come una bimba che ha appeso la maschera e sorride felice guardando al suo cielo con cuore libero perchè ha vinto!
L’azzurro impalpabile e rasserenante del cielo, che si specchia nel mare, è una vita in comunione con il fratello, una vita di amore con il desiderio di guardarsi negli occhi, è trovare la proria vera identità, è il fine ultimo e la realizzazione delle aspirazioni più profonde, lo stato di felicità assoluta, definitiva e senza tempo.
Vivere in cielo è « essere con Cristo ».
“Cio’ che abbellisce il deserto”, disse il piccolo principe, “e’ che nasconde un pozzo in qualche luogo…”
… vorrei aggiungere che la consapevolezza, nel profondo del cuore, di dove sia la Vita e la vera felicità “assoluta, definitiva e senza tempo”, non vuole dire non sbagliare mai e prendere sempre la strada e le decisioni giuste: di fronte alle proprie debolezze umane ed alle difficoltà quotidiane, il dubbio ed il timore spesso prendono il sopravvento ed inevitabilmente si sbaglia, salvo puoi comprendere l’errore, dispiacersene e ricominciare da capo .
“Dove eravamo rimasti ?”
…alle cose che non vanno mai lasciate, a quelle che danno senso alla vita …”la lotta…la marcia…la libertà…l’unità…l’azzurro”
“Sono i momenti folli in cui ti chiedi se davvero una donna così bella possa essere solo di un marito.”
potrà questa bellezza rovesciare il mondo?…la bellezza è per chi sa contemplarla.
http://www.youtube.com/watch?v=dTHQ0zRYvvk&feature=related
La lotta .. contro l’ngiustizia,
la marcia .. per combattere insieme,
la libertà .. diritto di ogni uomo,
l’unità .. la speranza più grande.
No alla rassegnazione, ma alla sola verità, quello sguardo verso il cielo,
per distruggere il male, per sentirci meno inutili, e specchiarci nel mondo
con la stessa trasparenza con cui il cielo si specchia nel mare..
Gli operai, le macchine, la fatica immane pagata quattro soldi erano una ragione valida di vita, anzi, la tua vita.
Una ragione valida di vita anche per noi oggi che abbiamo visto che la vita vale 4 euro l’ora.
Una ragione valida di vita perché il lavoro è dignità, riscatto e non sottomissione.
Una ragione valida di vita fino a quando tutti insieme riusciremo a vivere dignitosamente.
http://www.youtube.com/watch?v=1G6dyjTDDFM
Venezia un’altra bellissima città.
Siamo stati in India, poi negli Stati Uniti, abbiamo passeggiato per i vicoli di Parigi una delle più belle città d’Europa, poi l’Anerica Latina e ora di nuovo in Europa con un’altra incantevole bellezza. Complimenti all’autore per questo itinerario nel tempo e nello spazio, rileggendo la storia del mondo. Sarebbe un sogno fare un viaggio attraverso i luoghi di questo bellissimo romanzo!
“L’isola di San Giorgio è un pezzo di terra staccatasi dalla riva di chiese e ristoranti, un pezzo di cuore che decide di andarsene dal corpo.”
http://www.youtube.com/watch?v=TTN0q959l9w
La libertà, la libertà, gridata contro il mondo, per il mondo, perché il mondo è in attesa di un grido, anche se ormai non lo sa più, anche se hanno fatto di tutto per farglielo scordare.
Elì Elì lemà sabactàni!
Abbandonato o unto da Dio? Liberato/liberatore o oppresso uomo dei dolori?
La libertà gridata ha sempre il volto estenuato della croce, il grido esangue che attende una risurrezione
grazie!
viaggiamo insieme, gridiamo insieme e la croce non sarà l’ultima parola.
C’è anche la Venezia di Thomas Mann e la bellezza di Vecchioni
http://www.youtube.com/watch?v=WAUi1kiTthM&feature=results_video&playnext=1&list=PL8E2A71F074D41187
Passa la bellezza nei tuoi occhi neri,
scende sui tuoi fianchi e sono sogni i tuoi pensieri…
Venezia “inverosimile più di ogni altra città
è un canto di sirene, l’ultima opportunità
ho la morte e la vita tra le mani coi miei trucchi da vecchio senza dignità:
se avessi vent’anni ti verrei a cercare, se ne avessi quaranta, ragazzo, ti potrei comprare,
a cinquanta, come invece ne ho ti sto solo a guardare …
Passa la bellezza nei tuoi occhi neri
e stravolge il canto della vita mia di ieri;
tutta la bellezza, l’allegria del pianto che mi fa tremare
quando tu mi passi accanto…
Venezia in questa luce del lido prima del tramonto
ha la forma del tuo corpo che mi ruba lo sfondo,
la tua leggerezza danzante come al centro del tempo e dell’eternità:
ho paura della fine non ho più voglia di un inizio;
ho paura che gli altri pensino a questo amore come a un vizio;
ho paura di non vederti più, di averla persa…
tutta la bellezza che mi fugge via e mi lascia in cambio i segni di una malattia.
Tutta la bellezza che non ho mai colto,
tutta la bellezza immaginata che c’era sul tuo volto,
tutta la bellezza se ne va in un canto,
questa tua bellezza che è la mia, muore dentro un canto.
e c’è la laguna di una favola, dolce e semplice come un sorriso … che spero vi strapperà:-) buon mattino
http://www.youtube.com/watch?v=vcL-3HEtxjI&feature=fvwrel
scusate ho sbagliato: imperdonabile lo so ma …. un sorriso!
http://www.youtube.com/watch?v=_OMFfaAoa8I
Mi sembrava che il primo video postato “non c’azzeccasse” un granché (per dirla con Tonino…non Bello 😉
Pure Totti, ex AZZURRO della Nazionale – che si era collegato per caso a LPELS – ha fatto una faccia strana…. :-)))
http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=6cQLvfTGsVY
Siamo liberi quando riusciamo a essere noi stessi, davanti a chiunque, qualunque sia il contesto, quando riusciamo ad amare senza pregiudizi, quando accettiamo l’altro in assoluta completezza, senza riserve
Ma se tutto questo non succede abbiamo sempre la speranza… perché il cielo non si stanca di essere azzurro
grazie.
l’azzurro è un colore che accende naturalmente la speranza.