26. Te ne sei mai accorto?

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da qui

Mi misero a capo del boicottaggio e la cosa, all’inizio, mi turbò.
Entrano nell’autobus, con una certa fretta: sono bianchi, in abito da ufficio, coi capelli corti laccati.
Avevo un bel sorriso, qualche uomo mi guardava, sì, anche più di qualcuno.
Come avrei fatto a gestire la folla, i sentimenti, la rabbia della gente?
Una donna cammina con l’ombrello e la borsa della spesa, la città è un universo di finestre, occhi che spiano dagli scuri, stanze vuote, uffici pieni di persone – hai mai pensato che il luogo dove vivi è un incrocio di sguardi, da dentro, da fuori, è tutto un curiosare, uno studiarsi, un respingersi e desiderarsi?
Poi, ero appena arrivato: qualcuno malignò che gli altri non volessero rischiare, che l’esito era incerto, per questo mi gettarono come una cavia in prima fila.
Ancora oggi, quando siedo sull’autobus, e magari alle mie spalle c’è un uomo bianco col vestito buono, non posso fare a meno di pensare al mal di piedi, alla faccia di James Blake che mi dice di sgombrare.
Gli alberi sono verdi come sempre, ma se ne trovano di rossi e neri, non ho mai capito a che specie appartengano.
Il metodo era la prima cosa a cui pensare: che stile di lotta avremmo scelto? La violenza non avrebbe retto all’urto della reazione militare, ma anche popolare, all’odio che ci circondava.
Sento ancora le mani dell’agente che mi prende le impronte digitali, vedo il suo volto concentrato, i capelli con la riga al centro.
La strada sale lentamente verso la chiesa chiara, anche le aiuole comprendono che lì si cerca un ordine, un senso al caos che preme e potrebbe dilagare dappertutto.
Mi ritrovai nel mezzo di una marea umana che avrebbe potuto prendere la forma più impensata – la notte è piena di mostri, soprattutto la notte che ti scende dentro, nei momenti in cui devi decidere e non sai che fare.
Prendono le impronte perché non ce ne sono due uguali in tutto il mondo, penso, perché siamo unici e la nostra dignità ha un valore incalcolabile, è per questo, agente, che si fa così?
Macché, non è una chiesa, forse è un municipio, un posto dove, comunque, si propone un ordine, perché il caos incalza dappertutto, puoi sentirne il fiato, il respiro affannoso, la sua faccia che occupa tutto lo spazio e il tempo della notte.
Dovevo parlare a quella folla immensa, cosa mi sarei inventato, come avrei fatto a lanciarli nella lotta e nello stesso tempo a evitare che si spargesse sangue, che l’impresa morisse appena nata?
Mi prendeva le dita a una a una e le bagnava nell’inchiostro, non immaginava che la storia potesse passare attraverso le ultime falangi, le creste e i solchi di una donna nera che aveva avuto il coraggio di dire no a quel povero diavolo bianco di James Blake.
L’ordine è anche l’automobile che procede lenta sulla Dexter Avenue, tra caseggiati chiari e una chiesa dai mattoni rossi e i finestroni colorati – perché le finestre di una chiesa sono le uniche dove non sospetti che ci sia qualcuno che ti spia? Perché sono troppo alte? O perché l’occhio di Dio –  ti hanno detto – è benevolo, e ti segue a distanza, con l’ansia di una madre?
Sentii un brivido percorrermi la schiena mentre salivo sopra il palco: c’è un momento in cui sei come sospeso, come se tutte le parole del mondo venissero a cercarti, a farsi belle per essere scelte tra le altre: prendimi, faccio battere i cuori, oppure: con me li convinci di sicuro.
Agente, stai prendendo le impronte della storia, ma come puoi capirlo col cravattino blu e i capelli impomatati?
E’ il cielo la finestra più grande, dove tutti guardano e sono guardati a loro volta, ma nessuno può dire se la verità stia di qua o dall’altra parte, o se appare all’improvviso quando impugni le due superfici con le dita e riesci, per un attimo, a farle combaciare.
Dissi che dovevamo amarli, in ogni caso, anche se ci avessero picchiati, anche se ci avessero uccisi. Le parole venivano da sole: si presentavano senza complimenti e io lasciavo fare. Quando parli, Martin, sembra che stia cantando: te ne sei mai accorto?

16 pensieri su “26. Te ne sei mai accorto?

  1. Ema

    “Quando parli, Martin, sembra che stia cantando: te ne sei mai accorto?”

    Alcune persone quando parlano dicono cose che fanno bene, parlano d’amore e non se ne accorgono; queste in genere sono quelle persone che non costruiscono faticosamente il discorso ma hanno il cuore direttamente sulle labbra e non saprebbero parlare in altro modo; persone così creano tutto intorno una musica dolce che suscita le emozioni del cuore.

    http://www.youtube.com/watch?v=ZSfpSHPXz_0&feature=related

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  2. M&C

    Quando parli, Martin, sembra che stia cantando: te ne sei mai accorto?

    Se parli con passione, sinceramente, dicendo il vero anche rischiando a volte, le parole suonano come le note di un canto d’amore che riescono a penetrare l’anima, ad arrivare dritte al cuore, come questa sinfonia di Brahms.

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  3. Rashide

    Le parole di Martin venivano di un’ispirazione divina, raccontò egli stesso: Fu come sentire la quieta promessa di una voce interna che diceva:”Lotta per la giustizia, lotta per la verità: Dio sarà al tuo fianco per sempre!”

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  4. Raf

    Dissi che dovevamo amarli,in ogni caso…

    Quando subisci un torto,la prima cosa che vorresti fare è ripagare con la stessa moneta ,chi ti ha fatto del male.Seguire la via dell’amore non è facile,perchè devi mettere da parte l’orgoglio ed imparare a perdonare.
    Infatti,se riesci a perdonare ,non solo hai imparato ad amare ,ma sei riuscito ad abbattere la barriera che ti separa dagli altri,quella dell’orgoglio e del rancore.

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  5. Stella Maria

    Il mondo, le cose, la vita, le persone, ogni attimo è un incrocio di sguardi. Se lo sguardo non si posasse su qualcosa, vedere sarebbe un inutile impulso che il cervello deve cestinare come una mail finita nello spam. E ti senti uno spam, sei uno spam finchè due occhi non incrociano i tuoi mandando in tilt ogni circuito e ricordandoti che ci sei e vivi e che anche solo per un secondo, sei importante per chi ti guarda e capisci che la vita ha un senso anche quando sembra non averlo.
    SM

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  6. Fides

    Ricordarsi di essere all’incrocio di sguardi puo’ essere paralizzante, meglio non pensarci e sentirsi addosso solo l’occhio benevolo di Dio e, magari, riuscire a trovarne uno cosi’ simile al Suo, da avere il coraggio di riprendere il cammino, passo dopo passo, sentendosi finalmente amati.

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  7. RossellaT

    Ci sono momenti in cui il cuore e la mente si smarriscono, non ci sono più sguardi d’amore e anche tu non sai dove guardare e così smarrita vai a cercare chi parla col cuore al tuo cuore e ti ricorda che lo sguardo d’amore più intenso e bello è quello dell’occhio benevolo di Dio.

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  8. Roby (S.d A)

    Saper dire parole giuste, raccontare, spiegare, comunicare: tutto questo è dare, tutto questo è un dono
    Conosco una persona che ha questo carisma….

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  9. silvia

    Prendono le impronte perché non ce ne sono due uguali in tutto il mondo, penso, perché siamo unici e la nostra dignità ha un valore incalcolabile, è per questo, agente, che si fa così?

    «Può una donna dimenticare il bambino lattante e non aver compassione del figlio delle sue viscere? Anche se esse dovessero dimenticare, io non ti dimenticherò. Ecco, io ti ho scolpita sulle palme delle mie mani; le tue mura mi stanno sempre davanti” (Isaia 49:13-16).

    Le nostre impronte sono nel cuore di Dio, e solo questo può salvarci.

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  10. Dany P.

    E’ il cielo la finestra più grande, dove tutti guardano e sono guardati a loro volta, ma nessuno può dire se la verità stia di qua o dall’altra parte, o se appare all’improvviso quando impugni le due superfici con le dita e riesci, per un attimo, a farle combaciare.

    Il cielo…aperto verso il mondo,verso la terra, che é di tutti..così come lo sguardo benevolo di Dio..il suo regno é soprattutto in mezzo a noi,
    ci guida,mostrandoci una verità,che ci appare all’improvviso,grazie a qualcuno che, attraverso le sue parole,ci aiuta a cogliere il senso vero di una fede che avvampa il cuore,fa riflettere,e spalanca quella finestra,che è rimasta chiusa per tanto tempo,a causa di sbagli,debolezze,paure..conducendoti finalmente verso una visione più corretta,e capisci che uno sguardo,un pensiero,un cielo azzurro,possono molto sulla terra..ti possono condurre alla verità..

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  11. Titti

    “…Poi, ero appena arrivato: qualcuno malignò che gli altri non volessero rischiare, che l’esito era incerto, per questo mi gettarono come una cavia in prima fila…..Mi ritrovai nel mezzo di una marea umana che avrebbe potuto prendere la forma più impensata – la notte è piena di mostri, soprattutto la notte che ti scende dentro, nei momenti in cui devi decidere e non sai che fare.”

    TE NE SEI MAI ACCORTO?
    A volte perdere il proprio equilibrio per amore è parte di vivere vita equilibrata

    http://www.youtube.com/watch?v=kKuOCxx3H68&feature=related

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