Archivi tag: Brahms

49. Tritolo

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Ti chiedi se sia possibile – ne parlavi con Flaminia – che i tuoi dolori, la malattia che senti avanzare lentamente, siano il prezzo da pagare per una salvezza misteriosa, perché la Chiesa emerga dal labirinto in cui vaga da qualche tempo a questa parte, dalla perdita dell’entusiasmo e della libertà, dalla compromissione coi poteri. Continua a leggere

Libera nos a malo

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C’è chi va fino in fondo, anche se fischiano le bombe,
chi perde un amico lungo l’autostrada
dove partire è un po’ morire, dove non basta credere
che serva una giustizia a questo mondo,
e che un giudice è un servo del diritto,
e come tale non si tira indietro
nemmeno se sapesse che il mattino
potrà essere quello senza sera,
anche se quelli che per così dire
governano, ma sono governati
dalla paura sono certi
di rientrare puntuali per la cena,
e se qualcuno pagherà per questo
non è il caso di farla tanto lunga:
c’è sempre un Cristo, un Ghandi, un Borsellino
in via d’Amelio a darsi in pasto ai denti dello squalo,
a farsi in pezzi prima che la notte
giunga. Pater, libera nos a malo.

12. Dimenticandosi

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Conosci la strada come le tue tasche: T-Bone, Acqua & Sapone, stazione di servizio. Ti chiedi come sarebbe la tua vita in un posto qualsiasi che non sia stato vissuto come questo, metro per metro, casa per casa, negozio per negozio, in sedici anni di lavoro duro, di drammi e di sorprese, come quella di trovarti in guerra con il cardinale per una questione stupida di zingari. Continua a leggere

97. Estasi

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Hai fatto bene a lasciare Marika e tornare qui, appena in tempo per sentire bussare alla tua porta. Inutile chiederti chi sia, ormai ne sei sicuro: manca solo lei all’appello della storia, che volge al termine ed è pronta a rendere conto di ogni nodo da sciogliere, di ogni enigma da chiarire. Continua a leggere

34. Betelgeuse

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La volta della bomba ci andò bene.
Ti sei mai sentito, nella vita, una stella cadente? Hai mai lasciato una scia di fuoco mentre precipitavi a mille chilometri all’ora in un mare al tramonto?
Io stavo predicando, insomma, facevo il mio mestiere, perché ognuno ha il suo carisma.
Hai presente gli uccelli che migrano in gruppi tanto fitti che sembrano pioggia frustata dal vento, una muraglia d’acqua e penne che fa paura a guardarla? Continua a leggere

26. Te ne sei mai accorto?

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Mi misero a capo del boicottaggio e la cosa, all’inizio, mi turbò.
Entrano nell’autobus, con una certa fretta: sono bianchi, in abito da ufficio, coi capelli corti laccati.
Avevo un bel sorriso, qualche uomo mi guardava, sì, anche più di qualcuno.
Come avrei fatto a gestire la folla, i sentimenti, la rabbia della gente?
Una donna cammina con l’ombrello e la borsa della spesa, la città è un universo di finestre, occhi che spiano dagli scuri, stanze vuote, uffici pieni di persone – hai mai pensato che il luogo dove vivi è un incrocio di sguardi, da dentro, da fuori, è tutto un curiosare, uno studiarsi, un respingersi e desiderarsi? Continua a leggere

7. Il cerchio del silenzio

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Che dire del papa appena eletto? Si capì subito l’aria che tirava: a farne le spese fu il movimento che predicava il nuovo, scavava nella fede per trovarne gli agganci con la storia.
La libertà è un boccone amaro da mandare giù, soprattutto quando è unita alla retta intenzione, vero, Ernesto?
Eppure il papa precedente si era sporcato le mani con la società, lui che per primo fu graziato dalla mannaia inesorabile del potere temporale. Continua a leggere

99. I nomi

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Quanti sono gli strati della vita, si chiede Chochana, non sai dove fermarti, a chi dare importanza, se accarezzare la pelle ruvida di mura con ciuffi d’erba simili a sogni fuori luogo, o affondare nella fascia vegetale di conifere che ammaliano con l’esca della resina, il turgore dei tronchi, le foglie a scaglie o gli aghi sottilissimi, o sostare sulla mole azzurro-oro della Moschea di Omar, che attrae in un’ansia di conquiste, è vero, Yehochoua, che ami Magdalenne? Continua a leggere