34. Betelgeuse

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ejOTIAf-giM&feature=related]

da qui

La volta della bomba ci andò bene.
Ti sei mai sentito, nella vita, una stella cadente? Hai mai lasciato una scia di fuoco mentre precipitavi a mille chilometri all’ora in un mare al tramonto?
Io stavo predicando, insomma, facevo il mio mestiere, perché ognuno ha il suo carisma.
Hai presente gli uccelli che migrano in gruppi tanto fitti che sembrano pioggia frustata dal vento, una muraglia d’acqua e penne che fa paura a guardarla?
Ormai avevo la folla tra le mani, anche se qualcuno diceva che era tutta retorica, che utilizzavo uno stile superato, ma che volete, mi veniva così, anzi, io ero così.
E all’improvviso, nel cielo quasi nero per la pioggia di volatili, appari tu, stella cadente, no, aereo colpito che precipita nel mare del non senso.
Li vedevo, con gli occhi spalancati, perché forse più che sentire le parole bastava loro guardare le mie labbra e immaginare i discorsi che avrebbero ascoltato volentieri, perché ognuno di noi passa la vita in attesa del discorso giusto, quello che magari arriva solo in sogno, in una notte d’inverno e lampi alla finestra.
Fai una traiettoria finalmente retta, dopo tante giravolte e perdite di tempo, sei stufo di scendere a compromessi con il mondo, vuoi dire la tua ed ecco che hai trovato il sistema, scendere in picchiata sullo specchio d’acqua, scorgi per un solo istante i tuoi occhi con l’espressione fiera di chi ha vinto.
Mentre ero lì, a fare il mio mestiere di prete, mia moglie sentì un rumore forte, qualcosa che veniva gettato con violenza davanti al portone di casa.
Che differenza c’è, potrai obiettare, tra il venire giù come un macigno staccatosi dal monte e il sostare sulla riva in attesa che un pesce abbocchi all’amo? Non è la stessa frustrazione, una perdita di sé, consumate in una fretta suicida o nel suo opposto, una pazienza inutile e ridicola?
Chissà quale Dio le suggerì di non avvicinarsi, di aspettare gli sviluppi.
L’unica svolta, forse, sarebbe decidersi a salpare con la piroga leggera e raggiungere l’orizzonte incendiato del tramonto, scivolando in silenzio sul tappeto d’acqua appena increspato dalle onde.
Fu allora che tutto venne scosso, travolto dall’esplosione che si sarebbe trascinata ogni ricordo in una palla di fuoco, se loro non fossero rimaste dalla parte opposta, perché un Dio sussurrava qualcosa sottovoce, qualcosa che solo i pazzi e i giusti possono sentire.
Sì, questo è il dubbio che tormenta la mia vita: sfilare liscio sulle ali di correnti silenziose o schiantarmi in un vuoto accogliente, come quando Betelgeuse diverrà una supernova e accecherà metà dell’universo.

12 pensieri su “34. Betelgeuse

  1. M&C

    Se sei fortunato, nella vita puoi fare l’incontro giusto e trovare una persona accecante come Betelgeuse diventata supernova: se segui la sua “scia di fuoco”, dopo una “vita in attesa del discorso giusto, quello che magari arriva solo in sogno”, puoi finalmente imboccare la tua “traiettoria … retta, dopo tante giravolte e perdite di tempo”, e riuscire a sentire “un Dio che sussurrava qualcosa sottovoce”. Per qualcuno sarai un pazzo, per pochi un giusto, ma sicuramente sarai un uomo libero che comincia a capire cosa significa “amare”.

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  2. Raf

    Dio ci sussurra sempre “qualcosa sottovoce”,ma noi non sempre siamo disposti ad ascoltarlo,perchè siamo continuamente distratti dalle cose inutili.Se ci fermassimo per un attimo e restassimo in silenzio, allora ci accorgeremmo della sua presenza e capiremmo che in fondo noi non siamo mai soli perchè lui è vicino a noi sempre ,in ogni momento della nostra vita.

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  3. Stella Maria

    Decidere di scendere in picchiata o schiantarsi in volo e’ possibile soprattutto quando il volo e’ condiviso da un’ala di riserva. L’amore non e’ solo attrazione ma anche capacita’ di sostenere e dividere il peso e la gioia. Chissà se Martin sarebbe stato il Martin che e’ passato alla storia, se non ci fosse stata accanto a lui Coretta. Puoi anche essere Dio ma se non c’è anche una sola persona a sostenerti, incoraggiarti, darti fiducia in una parola: chi crede in te, non sei nessuno.
    Ci sono occhi che quando si incontrano non possono più staccarsi gli uni dagli altri, niente può dividere ciò che un amore vero unisce, l’amore che si occupa e preoccupa dell’altro, che conosce il tu prima dell’io. Solo un se hai incontrato quegli occhi e ti ci sei immerso, allora anche schiantarsi in volo ha un senso, lo stesso senso di salpare con la piroga leggera e raggiungere l’orizzonte incendiato del tramonto, scivolando in silenzio sul tappeto d’acqua appena increspato dalle onde, perché l’ala di riserva e’ il compagno di remo che ti affianca verso l’infinito e oltre.

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  4. Roby (s.d a.)

    Arrivare dritto al punto, senza preamboli e premesse, rischiando del proprio, e farlo con il cuore; c’è una platea impaziente di ascoltare proprio quelle parole, quelle omelie, insegnamenti di vita e di amore; una platea che non si stanca mai di guardare il cielo, nell’attesa che cada quella stella, l’unica che potrà restituirle uguaglianza e dignità, l’unica esplosione che riaccende la speranza

    http://www.youtube.com/watch?v=lsQuSytVv_E&feature=related

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  5. RossellaT

    Restare a guardare passivamente lo scorrere della propria vita, del proprio tempo o esserne protagonisti è il dilemma dell’uomo ogni giorno. Se sei fortunato ti capita d’incontrare una persona che ha quel carisma in più: la parola e ti spiega che per spiccare il volo devi imparare ad amare. Amare vuol dire a volte anche schiantarsi, ma quello che si prova non lo saprai mai volando basso.

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  6. M&C

    Tu sei la nube della sera
    che vaghi nel cielo dei miei sogni.
    Sempre ti dipingo e ti modello
    con i miei desideri d’amore.

    Tu sei mia, soltanto mia,
    abitatrice dei miei sogni infiniti!
    I tuoi piedi sono rosso-rosati
    per la fiamma del mio desiderio,
    spigolatrice dei miei canti al tramonto!
    Le tue labbra sono dolci-amare
    del sapore del mio vino di dolore

    Tu sei mia, soltanto mia,
    abitatrice dei miei sogni tristi e solitari!
    Con l’ombra della mia passione
    ho oscurato i tuoi occhi
    frequentatrice degli abissi del mio sguardo!
    T’ho presa e ti stringo, amore mio,
    nella rete della mia musica.

    Tu sei mia, soltanto mia,
    abitatrice dei miei sogni immortali!

    (Rabindranath Tagore – Il giardiniere)

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